Diabete: bevande zuccherate, soft drink ed energy drink

Diabete: bevande zuccherate, soft drink ed energy drink

Il consumo di bevande è cresciuto in maniera esponenziale negli anni e con il dilagare di obesità, diabete, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari ci si interroga quale sia il ruolo di queste bibite per la salute umana. Facciamo chiarezza chiedendo a un esperto definizione, utilizzo e rischi potenziali per la salute di bevande zuccherate, edulcorate o light, soft drink ed energy drink.

Esistono dei rischi per la salute legati al consumo di bevande zuccherate?

Si. Gli studi sulle bevande con aggiunta di zuccheri come glucosio, saccarosio, fruttosio sono ormai tanti e i dati molto consistenti. Secondo uno studio pubblicato sul British Medical JoournalBMJ (2023) e coordinato da Qi Sun, professore associato nel Dipartimento di nutrizione ed epidemiologia alla Harvard TH Chan School of Public Health di Boston, nei pazienti con diabete la scelta di bevande più o meno zuccherate influenza in modo importante gli esiti di mortalità e quelli del rischio cardiovascolare. Gli stessi Autori affermano che “Gli effetti delle bevande a seconda del contenuto di zucchero sono noti: quelle a bassa densità energetica come acqua o latte magro si associano a un rischio ridotto di malattie cardio-metaboliche, che invece aumenta con le bevande zuccherate”. Tali conclusioni sono le stesse di un altro studio recente condotto da due studiosi di Toronto, Canada e Boston, USA su bambini e adolescenti per valutare gli effetti del consumo di bevande zuccherate ed aumento di peso: “le bevande zuccherate rappresentano la principale fonte di zuccheri liberi dalla dieta. L’associazione stretta tra consumo abituale di bevande zuccherate, aumento di peso e rischio cardio-metabolici è ormai evidente”. Molti studi condotti negli ultimi anni hanno confermato queste affermazioni.

Un consumo eccessivo o regolare di bibite come succhi di frutta, tè o infusi freddi in bottiglia, gazzosa, acqua tonica, bevande tipo cola, etc è correlato con un aumento del rischio di sovrappeso, obesità, diabete di tipo 2, sindrome metabolica, a causa di eccessiva assunzione calorica, elevati livelli glicemici e insulinici, insulino-resistenza. Oltre a quanto conosciuto da tempo recenti studi mettono in correlazione le bevande zuccherate con altre patologie come le malattie a carico delle coronarie del cuore e l’invecchiamento precoce delle cellule.

Che cosa si intende per bevande light?

Le bevande light, che riportano le diciture “zero zucchero”, “senza zucchero”, “diet”, edulcorate sono bevande a cui vengono aggiunte sostanze artificiali che, pur avendo un alto potere dolcificante, non sono chimicamente degli zuccheri. Tali sostanze non sono altro che additivi chimici che non esistono in natura ma che possono sostituire lo zucchero allo scopo di rendere dolce la bevanda. Esistono diversi edulcoranti utilizzati in commercio come aspartame (E951), acesulfame k (E950), saccarina (E954), sucralosio (E955). Per chi non è addetto ai lavori è impossibile ricordarli tutti ma può aiutare ricordare che sono dolcificanti tutti quelli con il codice da E950 a E969, con l’aggiunta di E420 e E421.

Quali sono i pro e i contro delle bevande edulcorate?

Le bevande edulcorate non apportano zuccheri ed energia al nostro organismo. Questo è importante per evitare un’eccessiva assunzione di calorie durante la giornata e per evitare picchi glicemici. Il consumo di bevande light può quindi essere consigliato in sostituzione di bibite zuccherate con una frequenza occasionale a persone in sovrappeso o obese e a soggetti diabetici. Ma non è tutto oro quello che luccica. Gli edulcoranti artificiali hanno un lato oscuro che si manifesta in caso di consumo eccessivo o regolare e frequente. Da un recente studio sembrerebbero sufficienti pochi giorni di dieta con consumo di dolcificanti per alterare la glicemia, la tolleranza al glucosio e la popolazione dei batteri intestinali (microbiota) con una maggiore crescita di quelle specie che causano obesità.
In sostanza non dobbiamo pensare agli edulcoranti come sostanze inerti dal punto di vista biologico perché non apportano calorie ma come sostanze che attivano il segnale dolce che può condizionare le abitudini successive e generare una risposta biochimica e biologica che facilita l’accumulo di grassi e altera il corretto metabolismo glucidico.

Cosa sono i soft drink?

Questo termine è maggiormente usato nel mondo anglosassone, per questo in Italia non si conosce bene la definizione. Il termine soft drink si riferisce a tutte quelle bevande non-alcoliche a base di acqua naturale o gassata con o senza anidride carbonica a cui vengono aggiunti: aromi, zucchero o dolcificanti e altri ingredienti in proporzioni variabili. Sono quelle che in Italia chiamiamo impropriamente bibite gassate: gazzosa, bevande tipo cola, acqua tonica, spume all’arancia, al cedro o al pompelmo, aranciate e limonate.
Oltre al consumo diretto di queste bevande spesso si trovano come ingredienti di molti aperitivi e cocktails.

Quali sono gli effetti sulla salute legati al consumo di soft drink?

I rischi potenziali sono legati al consumo eccessivo e regolare e richiamano quanto abbiamo detto per le bevande zuccherate e dolcificate. La quantità di zuccheri, di calorie e di dolcificanti varia molto da bevanda a bevanda ma i rischi maggiori sono legati all’obesità, al diabete di tipo 2, alla sindrome metabolica. Secondo un recente studio, il consumo di un soft drink zuccherato al giorno fa aumentare il rischio di diabete del 20%. Un altro studio conferma questo rischio e lo estende alle bevande dolci in genere in modo indipendente dall’adiposità della persona.

Potenziali rischi si hanno di quelle bevande che contengono fosforo in quanto questo elemento può competere con il fissaggio di calcio nelle ossa con il rischio di indebolire lo scheletro e favorire l’osteoporosi soprattutto se il consumo è smodato durante l’infanzia e l’adolescenza, periodo fondamentale per creare ossa forti e piene di calcio.
Altri effetti negativi si possono registrare a carico di una categoria di soft drink, quella delle bevande chiamate energy drink.

Che cosa sono gli energy drink?

Gli energy drink sono bevande tipo soft drink, analcoliche a cui vengono aggiunti anche sostanze come caffeina, taurina, guaranina, multivitaminici, che possono essere attive sul sistema nervoso centrale e sul metabolismo. Per semplificare e far capire a tutti possiamo chiamarle volgarmente sostanze stimolanti.

Anche in questo caso ci sono effetti sulla salute?

Si, come dicevo prima gli energy drink oltre ad avere i potenziali effetti negativi sulla salute di tutti i soft drink hanno anche dei rischi specifici legati alle sostanze stimolanti come il favorire gli stati d’ansia, i disturbi del sonno e potenzialmente possono anche interferire con il battito cardiaco, se consumate abitualmente e/o in quantità eccessive.

Alla luce di quanto emerso dagli studi condotti fino a oggi esistono linee guida riguardo al consumo di bevande in caso di diabete? E a quanto ammonta la porzione?

Sono molte le associazioni scientifiche che ne sconsigliano il consumo o che evitano di prendere posizione fino a quando non ci saranno maggiori dati a disposizione, considerato il notevole dibattito che esiste nella comunità scientifica su queste tematiche.

Faccio notare che anche se un’associazione non ne sconsiglia esplicitamente il consumo non vuol dire che sia implicitamente consigliato. Per un diabetico in particolare ma per la popolazione in generale dovrebbe valere la regola di moderare l’assunzione di alimenti e bevande dolci, siano essi dolcificati con zuccheri naturali; sostituti naturali dello zucchero o edulcoranti di origine artificiale.

Una porzione equivale a un bicchiere ma purtroppo non ci sono linee guida con consigli specifici e precisi riguardo al consumo di bevande. Esiste una piramide dell’idratazione dove si scopre che i soft drink sono relegati al vertice della piramide e se ne consiglia un consumo occasionale. È difficile tradurre questo consiglio in una frequenza precisa in quanto dipende dalle condizioni individuali e dall’assunzione giornalieri di zuccheri totali ma possiamo genericamente stimarla in 1-2 bicchieri a settimana per la popolazione generale ma anche per i soggetti con diabete di tipo 2. Per coloro i quali sono affetti da diabete di tipo 1 il consiglio è di valutare attentamente l’assunzione in quanto può comportare iperglicemia e/o ipoglicemia riflessa nel caso in cui la dose di insulina non dovesse essere bilanciata.
La comunità scientifica è invece più unita e concorde nel consigliare di ridurre il consumo di bevande zuccherate ed edulcorate nei bambini e nei ragazzi come forma di prevenzione, considerando il dilagare di sovrappeso, disturbi metabolici e probabilità di aumentare il rischio di patologie nell’età adulta.

La piramide dell’idratazione

Piramide dell'alimentazione

Fonte: Giampietro M et al – Piramide dell’idratazione suggerita per la popolazione italiana adulta sana. ADI Magazine 2011; 2:105-115

Acqua: la scelta migliore per idratarsi

L’acqua è alla base della Piramide dell’Idratazione e dovrebbe rappresentare la principale fonte di liquidi durante la giornata. Non contiene zuccheri, calorie o alcol ed è quindi la scelta più semplice per mantenere una buona idratazione senza aggiungere energia alla dieta.
L’acqua è indispensabile per numerose funzioni dell’organismo: contribuisce alla regolazione della temperatura corporea, al trasporto di nutrienti e sostanze di scarto e al normale funzionamento di organi e tessuti. Una corretta idratazione è importante anche per il mantenimento delle normali funzioni fisiche e cognitive.

Quanta acqua bere ogni giorno?

Il fabbisogno idrico non è uguale per tutti e varia in funzione di età, attività fisica, temperatura ambientale, alimentazione e condizioni fisiologiche e patologiche.
Secondo i valori di riferimento dell’EFSA (European Food Safety Authority, Autorità europea per la sicurezza alimentare), per un adulto l’assunzione adeguata di acqua totale è di circa 2 litri al giorno per le donne e 2,5 litri per gli uomini, considerando sia l’acqua contenuta nelle bevande sia quella presente negli alimenti. Si tratta di valori riferiti a condizioni di temperatura ambientale e attività fisica moderate.

Questo non significa quindi che sia necessario bere 2–2,5 litri di sola acqua: anche frutta, verdura, minestre e altri alimenti ricchi di acqua contribuiscono all’idratazione quotidiana. Nella pratica, l’EFSA indica come riferimento generale circa 1,5–2 litri di acqua al giorno, pari a circa 6–8 bicchieri da 200 ml.

Il fabbisogno può aumentare, per esempio, durante l’attività fisica, con temperature elevate, in caso di febbre o di intensa sudorazione, così come in particolari condizioni fisiologiche come gravidanza e allattamento.

È preferibile distribuire i liquidi nell’arco della giornata, senza concentrare l’assunzione in pochi momenti. Per chi ha subito un intervento di chirurgia dell’obesità, è bene bere sempre lontano dai pasti, a piccoli sorsi.

Quale acqua scegliere?

Naturale, frizzante o del rubinetto: la scelta può dipendere soprattutto dalle preferenze personali, purché si tratti di acqua non zuccherata e non addizionata con ingredienti calorici.
Anche l’acqua del rubinetto rappresenta una valida scelta per l’idratazione quotidiana. Come afferma l’ISS, Istituto Superiore di Sanità, in Italia, l’acqua destinata al consumo umano è sottoposta ai controlli previsti dalla normativa per garantirne qualità e sicurezza.
Le acque minerali possono avere una diversa composizione in calcio, magnesio, sodio e altri minerali. Per la maggior parte delle persone, tuttavia, queste differenze non modificano sostanzialmente la scelta dell’acqua da bere ogni giorno.

Due consigli pratici

Non aspettare di avere sete per bere: distribuisci i liquidi nell’arco della giornata e tieni l’acqua a portata di mano, aumentando l’apporto di liquidi quando fa caldo o svolgi attività fisica.

Fai dell’acqua la tua bevanda abituale. Se hai il diabete, scegliere l’acqua al posto di bibite zuccherate e altre bevande contenenti zuccheri permette inoltre di idratarti senza aggiungere zuccheri e calorie alla tua alimentazione.

References

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