Cosa può bere un diabetico: Bevande zuccherate, light & Co

Bevande zuccherate, light & Co

A cura del dr. Danilo Cariolo, Biologo Nutrizionista, Milano**

Il consumo di bevande è cresciuto in maniera esponenziale negli anni e con il dilagare di obesità, diabete, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari ci si interroga quale sia il ruolo di queste bibite per la salute umana. Facciamo chiarezza chiedendo a un esperto definizione, utilizzo e rischi potenziali per la salute di bevande zuccherate, edulcorate o light, soft drink ed energy drink.

 

Esistono dei rischi per la salute legati al consumo di bevande zuccherate?

Si. Gli studi sulle bevande con aggiunta di zuccheri come glucosio, saccarosio, fruttosio sono ormai tanti e i dati molto consistenti. Un consumo eccessivo o regolare di bibite come succhi di frutta, tè o infusi freddi in bottiglia, gazzosa, acqua tonica, bevande tipo cola, etc è correlato con un aumento del rischio di sovrappeso, obesitàdiabete di tipo 2, sindrome metabolica, a causa di eccessiva assunzione calorica, elevati livelli glicemici e insulinici, insulino-resistenza. Oltre a quanto conosciuto da tempo recenti studi mettono in correlazione le bevande zuccherate con altre patologie come le malattie a carico delle coronarie del cuore e l’invecchiamento precoce delle cellule.


Che cosa si intende per bevande light?

Le bevande light, che riportano le diciture “zero zucchero”, “senza zucchero”, “diet”, edulcorate sono bevande a cui vengono aggiunte sostanze artificiali che, pur avendo un alto potere dolcificante, non sono chimicamente degli zuccheri. Tali sostanze non sono altro che additivi chimici che non esistono in natura ma che possono sostituire lo zucchero allo scopo di rendere dolce la bevanda. Esistono diversi edulcoranti utilizzati in commercio come aspartame (E951), acesulfame k (E950), saccarina (E954), sucralosio (E955). Per chi non è addetto ai lavori è impossibile ricordarli tutti ma può aiutare ricordare che sono dolcificanti tutti quelli con il codice da E950 a E969, con l’aggiunta di E420 e E421.

 

Quali sono i pro e i contro delle bevande edulcorate?

Le bevande edulcorate non apportano zuccheri ed energia al nostro organismo. Questo è importante per evitare un’eccessiva assunzione di calorie durante la giornata e per evitare picchi glicemici. Il consumo di bevande light può quindi essere consigliato in sostituzione di bibite zuccherate con una frequenza occasionale a persone in sovrappeso o obese e a soggetti diabetici. Ma non è tutto oro quello che luccica. Gli edulcoranti artificiali hanno un lato oscuro che si manifesta in caso di consumo eccessivo o regolare e frequente. Da un recente studio sembrerebbero sufficienti pochi giorni di dieta con consumo di dolcificanti per alterare la glicemia, la tolleranza al glucosio e la popolazione dei batteri intestinali (microbiota) con una maggiore crescita di quelle specie che causano obesità.
In sostanza non dobbiamo pensare agli edulcoranti come sostanze inerti dal punto di vista biologico perché non apportano calorie ma come sostanze che attivano il segnale dolce che può condizionare le abitudini successive e generare una risposta biochimica e biologica che facilita l’accumulo di grassi e altera il corretto metabolismo glucidico.

 

Cosa sono i soft drinks?

Questo termine è maggiormente usato nel mondo anglosassone, per questo in Italia non si conosce bene la definizione. Il termine soft drink si riferisce a tutte quelle bevande non-alcoliche a base di acqua naturale o gassata con o senza anidride carbonica a cui vengono aggiunti: aromi, zucchero o dolcificanti e altri ingredienti in proporzioni variabili. Sono quelle che in Italia chiamiamo impropriamente bibite gassate: gazzosa, bevande tipo cola, acqua tonica, spume all’arancia, al cedro o al pompelmo, aranciate e limonate.
Oltre al consumo diretto di queste bevande spesso si trovano come ingredienti di molti aperitivi e cocktails.

 

Quali sono gli effetti sulla salute legati al consumo di soft drinks?

I rischi potenziali sono legati al consumo eccessivo e regolare e richiamano quanto abbiamo detto per le bevande zuccherate e dolcificate. La quantità di zuccheri, di calorie e di dolcificanti varia molto da bevanda a bevanda ma i rischi maggiori sono legati all’obesità, al diabete di tipo 2, alla sindrome metabolica. Secondo un recente studio, il consumo di un soft drink zuccherato al giorno fa aumentare il rischio di diabete del 20%. Un altro studio conferma questo rischio e lo estende  alle bevande dolci in genere in modo indipendente dall’adiposità della persona.

Potenziali rischi si hanno di quelle bevande che contengono fosforo in quanto questo elemento può competere con il fissaggio di calcio nelle ossa con il rischio di indebolire lo scheletro e favorire l’osteoporosi soprattutto se il consumo è smodato durante l’infanzia e l’adolescenza, periodo fondamentale per creare ossa forti e piene di calcio.
Altri effetti negativi si possono registrare a carico di una categoria di soft drink, quella delle bevande chiamate energy drink.

 

Che cosa sono gli energy drinks?

Gli energy drinks sono bevande tipo soft drink, analcoliche a cui vengono aggiunti anche sostanze come caffeinataurina, guaranina, multivitaminici, che possono essere attive sul sistema nervoso centrale e sul metabolismo. Per semplificare e far capire a tutti possiamo chiamarle volgarmente sostanze stimolanti.

 

Anche in questo caso ci sono effetti sulla salute?

Si, come dicevo prima gli energy drink oltre ad avere i potenziali effetti negativi sulla salute di tutti i soft drinks hanno anche dei rischi specifici legati alle sostanze stimolanti come il favorire gli stati d’ansia, i disturbi del sonno e potenzialmente possono anche interferire con il battito cardiaco, se consumate in quantità eccessive e abitualmente.

 

Alla luce di quanto emerso dagli studi condotti fino a oggi esistono linee guida riguardo al consumo di bevande? E a quanto ammonta la porzione?

Sono molte le associazioni scientifiche che ne sconsigliano il consumo o che evitano di prendere posizione fino a quando non ci saranno maggiori dati a disposizione, considerato il notevole dibattito che esiste nella comunità scientifica su queste tematiche.

Faccio notare che anche se un’associazione non ne sconsiglia esplicitamente il consumo non vuol dire che sia implicitamente consigliato. Per un diabetico in particolare ma per la popolazione in generale dovrebbe valere la regola di moderare l’assunzione di alimenti e bevande dolci, siano essi dolcificati con zuccheri naturali o edulcoranti sia di origine artificiali, sia di origine naturale.

La porzione equivale a un bicchiere ma purtroppo non ci sono linee guida con consigli specifici e precisi riguardo al consumo di bevande. Esiste una piramide dell’idratazione dove si scopre che i soft drinks sono relegati al vertice della piramide e se ne consiglia un consumo occasionale. È difficile tradurre questo consiglio in una frequenza precisa in quanto dipende dalle condizioni individuali e dall’assunzione giornalieri di zuccheri totali ma possiamo genericamente stimarla in 1-2 bicchieri a settimana per la popolazione generale ma anche per i soggetti con diabete di tipo 2. Per coloro i quali sono affetti da diabete di tipo 1 il consiglio è di valutare attentamente l’assunzione in quanto può comportare iperglicemia e/o ipoglicemia riflessa nel caso in cui la dose di insulina non dovesse essere bilanciata.
La comunità scientifica è invece più unita e concorde nel consigliare di ridurre il consumo di bevande zuccherate ed edulcorate nei bambini e nei ragazzi come forma di prevenzione, considerando il dilagare di sovrappeso, disturbi metabolici e probabilità di aumentare il rischio di patologie nell’età adulta.

 

La piramide dell’idratazione

Bevande zuccherate, light, soft ed energy drink: quali rischi per la salute?

 

 

References

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– Lana A et al – Consumption of sugar-sweetened beverages is positively related to insulin resistance and higher plasma leptin concentrations in men and nonoverweight womenJ Nutr 2014 Jul;144(7):1099-105

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Le bibite zuccherate invecchiano le cellule

– Eshak ES et al – Soft drink, 100% fruit juice, and vegetable juice intakes and risk of diabetes mellitus. Clin Nutr 2013 Apr;32(2):300-8

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** Il Dr. Danilo Cariolo ha conseguito la Laurea in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Parma. Ha frequentato per due anni il Dottorato in Biologia Cellulare e Molecolare dell’Università dell’Insubria. Iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi. Il Dr. Cariolo ha arricchito la propria formazione frequentando corsi di aggiornamento professionale rientranti nella formazione continua in medicina (ECM) nell’ambito della nutrizione e alimentazione umana.
Ha condotto attività di ricerca, prima presso il dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare dell’Università degli Studi di Parma e, in seguito, presso la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor (Ospedale San Raffaele Milano). È stato docente presso Accademia Avvenire srl.
Ha collaborato e collabora come consulente nutrizionista in numerosi progetti di rilevanza nazionale e per alcuni portali web quali, ad esempio, diabete.com
Ha realizzato progetti e corsi per scuole e centri medici mirati all’educazione alimentare.
Partecipa sistematicamente a Congressi Nazionali ed eventi inerenti la disciplina di sua competenza.

 

 

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