Restenosi in pazienti diabetici: il rischio aumenta in base al tipo di stent utilizzato

Secondo un gruppo di ricercatori svedesi il rischio di restenosi per individui diabetici è influenzato dal tipo di farmaco rilasciato dallo stent inserito nell’arteria per evitarne la completa occlusione.
Gli stent di nuova generazione, che sono attualmente i più utilizzati, sono ricoperti da un farmaco che viene rilasciato gradualmente (drug-eluting stent o meglio conosciuti con la sigla DES) il quale serve a impedire un nuovo restringimento dell’arteria, ovvero il fenomeno della restenosi.
Esistono tuttavia diversi tipi di stent appartenenti a marchi differenti che sono progettati per rilasciare farmaci diversi: lo stent Cypher rilascia il farmaco Sirolimus, gli stent  Taxus nelle versioni Express e Liberté rilasciano Paclitaxel mentre lo stent Endeavor rilascia Zotarolimus.
Secondo la ricerca condotta dai ricercatori svedesi, coordinati da Ole Fröbert, il rischio di restenosi è decisamente maggiore per soggetti diabetici sottoposti a impianto di stent rispetto al rischio che corrono i non diabetici.
Tuttavia anche il tipo di DES utilizzato sembra influire sul tasso di incidenza di restenosi registrato nei pazienti: il tasso più alto di restenosi in pazienti diabetici contro quelli non diabetici si è osservato con gli stent Endeavor e Cypher, mentre il Taxus non è stato significativamente associato al diabete. Inoltre pur non essendoci differenze significative nell’incidenza di restenosi tra i due tipi di stent Taxus e lo stent Cypher in pazienti diabetici, il rischio relativo di restenosi era due volte maggiore con lo stent Endeavor rispetto a tutti gli altri tipi di DES.

 

 

FonteJournal of the American College of Cardiology 2009 ; 53: 1660-1667

Potrebbero interessarti

  • 11 agosto 2017L’impatto del diabete in ItaliaOggi diamo i numeri sul diabete! Non per alimentare preoccupazioni, non per creare ansie ma per conoscere meglio l’entità e la crescita della malattia, per esserne più consapevoli. Posted in Italia
  • 11 ottobre 2017Carenza di vitamina D: sorvegliata speciale per osteoporosi, artrosi e sarcopeniaDal 5 al 7 ottobre 2017, si è tenuto a Napoli il VI Congresso di ASON, l’Associazione rappresentativa di specialisti ortopedici, fisiatri e reumatologi operanti sul territorio. Quest’anno, focus sulla mancanza ormai epidemica di vitamina D che, oltre alle patologie osteoarticolari, si associa sempre più spesso anche a diabete di tipo 2, sclerosi multipla e demenza senile. Posted in Diabete e osteoporosi
  • 27 settembre 2017L’obesità si associa a un elevato rischio di sviluppare diabete di tipo 2Tale rischio è stato ampiamente sottolineato al Congresso della Società Italiana dell’Obesità (SIO) che si è svolto a Milano il 15-16 settembre 2017 dove un’intera sessione è stata dedicata alla diabesità ovvero la frequente associazione tra obesità e diabete di tipo 2 (DT2). Ma quali sono i pazienti con un più alto rischio di DT2? Posted in Fattori di rischio