Linee Guida USA ‘26: la SID frena su carni rosse e rilancia la dieta mediterranea per prevenire diabete e obesità

Linee Guida USA ‘26: la SID frena su carni rosse e rilancia la dieta mediterranea per prevenire diabete e obesità

La Società Italiana di Diabetologia (SID) commenta le nuove Dietary Guidelines americane, pubblicate nel 2026: bene ridurre gli ultra-processati, ma il modello più efficace per la salute metabolica resta la dieta mediterranea.

Dopo il commento della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) sulle nuove Dietary Guidelines for Americans 2025–2030, pubblicato su diabete.com, arriva ora anche la presa di posizione della Società Italiana di Diabetologia (SID), ancora più mirata sugli effetti delle scelte alimentari su diabete, obesità e rischio cardiovascolare.

Le nuove linee guida statunitensi segnano un cambiamento importante nella politica nutrizionale americana, riportando al centro il concetto di “cibo vero” e indicando come prioritaria la riduzione degli alimenti ultra-processati, ricchi di zuccheri aggiunti, sale e grassi di scarsa qualità.

Un’impostazione che la SID accoglie positivamente, pur con alcune precisazioni fondamentali per la salute metabolica.

“Cibo vero” sì, ma la “piramide rovesciata” può creare confusione

Linee Guida Alimentari USA 2026Secondo la Società Italiana di Diabetologia, il messaggio principale delle nuove Dietary Guidelines for Americans non dovrebbe essere la grafica della cosiddetta “piramide rovesciata”, bensì il ritorno a un’alimentazione basata su cibi poco trasformati e la riduzione degli ultra-processati.

Tuttavia, proprio l’immagine che accompagna le Linee guida 2026 rischia di generare equivoci, perché sembra riportare in primo piano e quasi legittimare:

  • carni rosse
  • grassi saturi di origine animale
  • burro e formaggi grassi

Alimenti che, se consumati in eccesso, sono associati a un peggioramento della salute metabolica e cardiovascolare.

Il limite ai grassi saturi resta: massimo 10% delle calorie

Nel testo delle nuove linee guida USA è chiaramente indicato che i grassi saturi non dovrebbero superare il 10% dell’apporto calorico totale, in linea con le raccomandazioni internazionali.

Prof.ssa Raffaella BuzzettiUn punto che la SID sottolinea con forza

“È un limite coerente con le raccomandazioni scientifiche – commenta la professoressa Raffaella Buzzetti, presidente della SID – che va tradotto in scelte concrete: meno carni rosse e lavorate, meno grassi animali, più fonti di grassi ‘buoni’, quelli polinsaturi di origine vegetale e marina”.

 

 

Tra le fonti raccomandate:

  • olio extravergine di oliva
  • frutta secca e semi
  • pesce azzurro e salmone

pilastri della dieta mediterranea.

Non tutto il “cibo vero” è uguale

Il concetto di “cibo vero” è importante, ma va sempre contestualizzato.
“Non tutto il cibo vero ha lo stesso impatto sulla salute – spiega la prof.ssa Raffaella Buzzetti, presidente SID –. Il cibo vero della tradizione nordamericana è diverso da quello della tradizione mediterranea”.

Il ritorno a cibi non industriali rappresenta certamente un passo avanti, ma non deve tradursi nella sostituzione degli alimenti ultra-processati con grandi quantità di carne e formaggi grassi.

Le evidenze scientifiche sono chiare: un consumo eccessivo di grassi saturi e carni rosse, soprattutto se frequente e in porzioni abbondanti, è associato a:

  • aumento del rischio cardiovascolare
  • peggior controllo metabolico

Un rischio che riguarda tutta la popolazione, ma ancora di più le persone con diabete.

Bene ridurre ultra-processati, zuccheri e carboidrati raffinati

La SID concorda pienamente sulla necessità di ridurre drasticamente:

  • alimenti ultra-processati
  • zuccheri aggiunti
  • carboidrati raffinati

riconosciuti come potenti fattori che alimentano l’epidemia globale di obesità e diabete di tipo 2.
Tuttavia, l’eliminazione del “junk food” non deve portare a nuovi squilibri nutrizionali.

Proteine sì, ma varie e di qualità

Un’alimentazione sana deve includere proteine, ma con:

  • varietà
  • equilibrio tra fonti animali e vegetali
  • attenzione alla qualità

Secondo la SID, restano scelte di riferimento:

  • pesce
  • legumi
  • uova
  • carni bianche
  • latte e yogurt
  • frutta secca e semi
  • cereali integrali
  • olive, avocado
  • olio extravergine di oliva

Le carni rosse e i grassi saturi possono avere spazio, ma non devono diventare protagonisti quotidiani dell’alimentazione.
Spazio anche ai cibi fermentati (come crauti, kimchi, kefir, miso, etc), favorevoli alla salute del microbiota intestinale, insieme ad un’abbondanza di fibre e vegetali.

Alimentazione equilibrata: un pilastro per la prevenzione di diabete e complicanze

Diabete e obesità rappresentano una vera cartina di tornasole dell’impatto delle scelte alimentari sulla salute pubblica.
“Un’alimentazione equilibrata, ricca di fibre, con grassi di buona qualità e un apporto controllato di proteine animali, migliora la sensibilità insulinica e riduce le complicanze cardiovascolari”, ricorda il prof. Riccardo Bonadonna, presidente eletto della SID.

La prevenzione, sottolinea ancora la prof.ssa Buzzetti, deve basarsi su modelli sostenibili nel tempo, rispettosi delle tradizioni culturali ma fondati sulle evidenze scientifiche.

Dieta mediterranea: il miglior esempio di “cibo vero” che protegge la salute

Per la Società Italiana di Diabetologia, la dieta mediterranea continua a rappresentare uno dei migliori modelli alimentari per la prevenzione metabolica e cardiovascolare.
È caratterizzata da:

  • prevalenza di alimenti vegetali
  • ricchezza di fibre
  • basso contenuto di grassi saturi
  • utilizzo di grassi insaturi di qualità

Numerosi studi dimostrano che questo modello alimentare riduce:

  • rischio di diabete
  • malattie cardiovascolari
  • mortalità complessiva

“Insomma, ‘cibo vero’ sì, ma attenzione a grassi saturi e carni rosse: meno spazio nel piatto, più salute per tutti”, conclude la presidente SID.

L’emergenza sanitaria negli Stati Uniti

Il contesto in cui nascono le nuove linee guida è quello di una vera emergenza sanitaria:

  • quasi il 90% della spesa sanitaria USA è legata alle malattie croniche
  • oltre il 70% degli adulti è in sovrappeso o soffre di obesità
  • quasi un adolescente su tre presenta una condizione di prediabete.

Il modello alimentare americano sempre più basato su cibi ultra-processati ha prodotto effetti devastanti.

Per decenni, come si legge nelle linee guida stesse, gli incentivi federali hanno favorito alimenti di bassa qualità e altamente trasformati, insieme a un approccio centrato più sulla terapia farmacologica che sulla prevenzione.
Da qui il forte richiamo al ritorno al “cibo vero”.
Ma – come sottolinea la SID – è fondamentale intendersi su cosa significhi davvero cibo vero in termini di salute.

In sintesi: il messaggio della Società Italiana di Diabetologia

✔ Bene ridurre ultra-processati, zuccheri e sale
✔ Bene tornare a cibi semplici e cucinati a casa
❗   Attenzione a non promuovere carni rosse e grassi saturi
✅    Grassi buoni, fibre, vegetali e varietà proteica restano centrali
🥗 La dieta mediterranea resta il modello più efficace per prevenzione metabolica e cardiovascolare.

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