Diabete di tipo 2 e obesità: cosa dicono gli esperti dopo oltre vent’anni di utilizzo di questi farmaci.
La Società Italiana di Diabetologia rassicura: il rischio di pancreatite acuta è raro e gestibile con semplici accorgimenti. Fondamentale conoscere i segnali d’allarme e seguire alcune buone regole.
Negli ultimi anni i farmaci analoghi del GLP-1 e del GIP (incretine) sono diventati sempre più diffusi nel trattamento del diabete di tipo 2 e, più recentemente, dell’obesità.
Si tratta di farmaci molto efficaci, capaci di migliorare il controllo della glicemia e favorire la perdita di peso. Tuttavia, ciclicamente torna a circolare la preoccupazione per un possibile aumento del rischio di pancreatite acuta, spesso rilanciata da notizie mediatiche o testimonianze di personaggi noti.
Ma cosa dice davvero la scienza?
Dopo oltre vent’anni di utilizzo e milioni di pazienti trattati in tutto il mondo, gli esperti della Società Italiana di Diabetologia (SID) invitano a non creare allarmismi inutili e a guardare ai dati con equilibrio.
Farmaci GLP-1: cosa sono e come agiscono
I farmaci GLP-1 (detti anche analoghi del GLP-1) riproducono l’azione di un ormone naturale prodotto dall’intestino, il GLP-1 – Glucagon Like Peptide-1.
Questo ormone svolge diverse funzioni importanti:
- stimola la produzione di insulina quando la glicemia aumenta
- riduce la sensazione di fame
- rallenta lo svuotamento dello stomaco, aumentando il senso di sazietà,
Grazie a questi effetti, i GLP-1 analoghi sono oggi tra le terapie più efficaci per il diabete di tipo 2 e per la gestione del peso corporeo.
Il rischio di pancreatite acuta: raro, ma possibile
Fin dall’introduzione di questi farmaci sul mercato, è stata ipotizzata una possibile associazione con la pancreatite acuta, un’infiammazione a esordio improvviso del pancreas.
Come sottolinea la prof.ssa Raffaella Buzzetti, presidente della SID:
“Gli analoghi del GLP-1 sono farmaci molto efficaci per il diabete di tipo 2 e per l’obesità, utilizzati da milioni di persone nel mondo. Come tutti i farmaci possono presentare effetti indesiderati, soprattutto gastrointestinali. La pancreatite acuta può essere uno di questi, sebbene estremamente rara”.
Anche l’agenzia regolatoria britannica MHRA ha recentemente ribadito che l’evento è non comune, ma reale, aggiornando i foglietti illustrativi.
In pratica: il rischio esiste, ma è molto basso.
Meglio informarsi che sospendere la terapia
Secondo il prof. Riccardo Bonadonna, presidente eletto della SID, la soluzione non è evitare questi farmaci, ma saper riconoscere i segnali d’allarme:
“Il sintomo principale è un dolore forte e persistente allo stomaco, talvolta irradiato alla schiena, che non passa o si accompagna a nausea e vomito. In questi casi il paziente deve contattare subito il medico”.
Il medico valuterà gli esami necessari ed eventualmente sospenderà la terapia.
Un punto spesso dimenticato: diabete e obesità sono già fattori di rischio
Molti pazienti che assumono analoghi del GLP-1 presentano condizioni che di già di per sé sono tra le cause – spesso associate – di un aumentato rischio di pancreatite acuta:
- diabete di tipo 2
- obesità
Inoltre, una perdita di peso troppo rapida (oltre 1,5 kg a settimana) può favorire la formazione di calcoli biliari, che possono scatenare un episodio di pancreatite acuta.
Al contrario, alcuni studi scientifici – tra cui uno pubblicato sul Journal of Clinical Medicine – suggeriscono che migliorare diabete e obesità con questi farmaci potrebbe nel tempo ridurre il rischio complessivo di pancreatite.
I consigli della SID per ridurre il rischio
La Società Italiana di Diabetologia ha stilato alcune semplici regole per minimizzare il rischio di pancreatite acuta nei pazienti in terapia con GLP-1 analoghi:
- aumentare il dosaggio in modo graduale, evitando dimagrimenti troppo rapidi;
- seguire una dieta nutriente ma povera di grassi animali e fritti;
- mantenere una buona idratazione;
- limitare o evitare l’alcol;
- controllare problemi come calcoli biliari e trigliceridi elevati;
- evitare questi farmaci in caso di pancreatite cronica o pregressi episodi acuti;
- contattare subito il medico in caso di dolore addominale intenso e persistente.
Il messaggio finale
I farmaci analoghi del GLP-1 rappresentano oggi una grande risorsa nella cura del diabete di tipo 2 e dell’obesità.
Il rischio di pancreatite acuta esiste, ma è raro e gestibile con attenzione, informazione e controlli adeguati.
Come ribadisce la SID, l’obiettivo è tutelare non solo la salute fisica, ma anche la serenità dei pazienti. Sapere è sempre salute.
References
- Nieto LM, Martinez J, Narvaez SI, et al – Glucagon-Like Peptide-1 Receptor Agonists Use Does Not Increase the Risk for Acute Pancreatitis and Is Associated With Lower Complications in Patients With Type 2 Diabetes Who Develop Acute Pancreatitis: A Multicenter Analysis. Am J Gastroenterol 2026 Feb 1;121(2):424-431
- Domínguez Muñoz JE, Lariño Noia J, et al – GLP-1 receptor agonists and acute pancreatitis: fact or overstated risk? Rev Esp Enferm Dig 2026 Jan;118(1):64-65
- Mark Ayoub, Harleen Chela, et al – Pancreatitis Risk Associated with GLP-1 Receptor Agonists, Considered as a Single Class, in a Comorbidity-Free Subgroup of Type 2 Diabetes Patients in the United States: A Propensity Score-Matched Analysis. J Clin Med 2025 Feb 1;14(3):944




