Obesità: dalla Lombardia un nuovo modello di accesso ai farmaci per i pazienti più fragili

Obesità: dalla Lombardia un nuovo modello di accesso ai farmaci per i pazienti più fragili

La Lombardia si candida a diventare la prima regione italiana a sperimentare un modello strutturato di accesso ai farmaci innovativi per il trattamento dell’obesità, destinato inizialmente alle persone più fragili dal punto di vista clinico e sociale.

La novità arriva in un momento cruciale per la gestione di una malattia che, dopo anni di sottovalutazione, è stata recentemente riconosciuta in Italia – primo Paese al mondo – come patologia cronica, recidivante e progressiva, grazie alla Legge Pella, approvata il 1^ ottobre 2025.
Un cambiamento culturale e sanitario che sta modificando il modo in cui le istituzioni affrontano il problema dell’eccesso di peso e delle sue numerose complicanze.

Un passo avanti dopo il riconoscimento dell’obesità come malattia

Secondo le stime richiamate nei documenti regionali, in Lombardia vivono circa 880 mila adulti con obesità e oltre 2,6 milioni di persone in sovrappeso. Il fenomeno interessa anche l’età pediatrica: oltre un bambino su quattro tra gli 8 e i 10 anni presenta una condizione di sovrappeso o obesità.
Numeri che si traducono in un forte impatto sulla salute pubblica. L’obesità aumenta infatti il rischio di sviluppare numerose patologie croniche, tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, insufficienza respiratoria, steatosi epatica, alcune forme di tumore e disturbi muscolo-scheletrici.
Per questo motivo la Regione Lombardia ha deciso di inserire il contrasto all’obesità tra le priorità della programmazione sanitaria, avviando un percorso che punta non solo alla prevenzione, ma anche alla presa in carico terapeutica dei pazienti, partendo dai più fragili.

Due milioni di euro per una sperimentazione regionale

La Giunta regionale ha previsto uno stanziamento iniziale di 2 milioni di euro destinato a una sperimentazione che consentirà l’accesso alle terapie farmacologiche più innovative per una selezione di pazienti considerati prioritari.

L’obiettivo non è introdurre una rimborsabilità generalizzata, ma costruire un modello organizzativo che permetta di valutare efficacia clinica, sostenibilità economica e criteri di appropriatezza prescrittiva.

In altre parole, la Regione intende verificare se investire precocemente nelle cure dell’obesità possa ridurre, nel medio e lungo periodo, i costi legati alle complicanze della malattia, comprese quelle associate al diabete di tipo 2.

Chi saranno i primi pazienti candidabili

La priorità sarà riservata ai pazienti con maggiore fragilità clinica.
Tra i possibili candidati figurano le persone con obesità associata a patologie croniche severe, elevato rischio cardiovascolare o condizioni che rendono particolarmente urgente una riduzione del peso corporeo. La discussione regionale richiama inoltre l’attenzione verso le situazioni di fragilità socioeconomica, nelle quali il costo delle terapie rappresenta un ostacolo all’accesso alle cure.
L’orientamento della Regione è quello di utilizzare criteri rigorosi di selezione e percorsi specialistici dedicati, evitando sia l’utilizzo improprio dei farmaci sia il rischio di sottrarre risorse ai pazienti che presentano una reale necessità clinica.

Non solo farmaci: una rete di presa in carico

Uno degli aspetti più innovativi del progetto lombardo riguarda la volontà di superare una visione esclusivamente farmacologica del problema.

La proposta lombarda prevede infatti il rafforzamento dei percorsi multidisciplinari, con il coinvolgimento di medici di medicina generale, specialisti, dietisti, nutrizionisti, psicologi e servizi territoriali.

L’obesità viene considerata una patologia complessa che richiede interventi integrati e personalizzati. I farmaci rappresentano quindi uno strumento terapeutico importante, ma non sostituiscono educazione alimentare, attività fisica, supporto psicologico e monitoraggio clinico continuativo.

Un possibile modello per il resto d’Italia

La decisione di Regione Lombardia assume un valore che va oltre i confini regionali.
A livello nazionale, infatti, i nuovi farmaci per il trattamento dell’obesità non sono ancora rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per questa specifica indicazione e restano generalmente a carico dei cittadini, con costi che possono rappresentare una barriera significativa all’accesso alle cure.

In parallelo, è aperto il dibattito sull’inserimento dell’obesità nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e sulla definizione di criteri di rimborsabilità che consentano di trattare i pazienti con maggiore bisogno clinico.
In questo scenario, l’esperienza lombarda potrebbe diventare un laboratorio nazionale per valutare come integrare le nuove terapie nei percorsi assistenziali pubblici.

Il legame con il diabete di tipo 2

Per le persone con diabete di tipo 2, l’iniziativa assume una rilevanza particolare.
L’obesità rappresenta infatti uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza della malattia e contribuisce a peggiorarne il controllo metabolico. Numerose evidenze scientifiche mostrano che una riduzione significativa del peso corporeo può migliorare i livelli glicemici, diminuire il rischio cardiovascolare e favorire una gestione più efficace del diabete.

Investire nel trattamento dell’obesità significa quindi intervenire precocemente su una delle principali cause delle complicanze metaboliche e cardiovascolari che gravano sul sistema sanitario.

Una sfida sanitaria destinata a crescere

L’aumento costante della prevalenza dell’obesità rende sempre più urgente individuare strategie efficaci e sostenibili.
La Lombardia sembra aver scelto una strada pragmatica: partire dai pazienti più fragili, sperimentare modelli di accesso controllato alle nuove terapie e raccogliere dati utili per orientare le future decisioni di politica sanitaria.
Se l’esperienza produrrà risultati positivi in termini di salute e sostenibilità economica, potrebbe rappresentare il primo passo verso un cambiamento più ampio nel modo in cui l’Italia affronta una delle principali emergenze sanitarie del nostro tempo.

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