Atleti con diabete esclusi dai gruppi sportivi militari. A quando la svolta?

Atleti con diabete esclusi dai gruppi sportivi militari. A quando la svolta?

Ancora nel 2026, giovani atleti con diabete devono rinunciare ai gruppi sportivi militari a causa di una legge obsoleta, del 1932! La riforma della sanità militare potrebbe finalmente aprire le porte a chi ha talento e determinazione. Scopri i casi di Anna Arnaudo e Giulio Gaetani.

Perché il diabete esclude ancora dagli sport militari

Molti giovani atleti con diabete in Italia non possono entrare nei gruppi sportivi militari, nonostante la gestione moderna della malattia e le tecnologie diabetiche avanzate. Questa esclusione è basata su un Regio Decreto del 1932, ormai obsoleto e anacronistico rispetto alle attuali conoscenze scientifiche e innovazioni per la gestione pratica quotidiana.

Riforma della sanità militare: un’opportunità storica

Il recente e auspicato avvio dell’iter parlamentare per la Riforma della Sanità Militare e le iniziative parlamentari sul tema rappresentano una possibile svolta.
Secondo la Federazione delle Società Diabetologiche Italiane (FeSDI), il contesto attuale potrebbe creare un momentum favorevole per il pieno riconoscimento dei diritti degli atleti con diabete.

Iniziative parlamentari chiave

  • Risoluzione Onorevoli Saccani Jotti, Mulè, Minardo: garantire l’accesso ai gruppi sportivi militari a soggetti con diabete pienamente idonei.
  • Disegno di legge Senatrice Daniela Sbrollini: disposizioni specifiche per l’arruolamento di atleti con diabete nei gruppi sportivi militari e nei Corpi dello Stato.

L’obiettivo comune: valutare gli atleti sulla base delle reali condizioni cliniche e dell’idoneità sportiva, non sulla semplice diagnosi.

La legge del 1932 contro la scienza moderna

Il Regio Decreto del 1932 fu emanato in un’epoca in cui:

  • l’insulina moderna non era disponibile;
  • il monitoraggio continuo della glicemia non esisteva;
  • il diabete era considerato incompatibile con lo sport.

Oggi, con tecnologie avanzate e gestione medica ottimale, gli atleti con diabete possono competere ai massimi livelli in molte discipline.

Gruppi sportivi militari: un passaggio fondamentale per la carriera sportiva

Secondo Raffaella Buzzetti, Presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID), l’accesso ai gruppi sportivi militari offre:

  • stabilità economica;
  • supporto medico e logistico;
  • continuità nella carriera agonistica.

Escludere un atleta solo per la diagnosi di diabete significa precludere opportunità concrete di sviluppo sportivo.

FeSDI: superare una discriminazione ingiustificata

Salvatore De Cosmo, Presidente FeSDI e AMD (Associazione Medici Diabetologi), dichiara: «La riforma parlamentare è un’occasione concreta per superare una discriminazione che non ha più ragione di esistere e garantire pari opportunità
FeSDI collabora con l’Intergruppo Parlamentare Obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili, il CONI e Sport e Salute, mantenendo alta l’attenzione istituzionale sul tema.

Due casi emblematici, tra tanti: Anna Arnaudo e Giulio Gaetani

Dietro le norme ci sono storie e testimonianze di vita reale:

  • Anna Arnaudo, atleta di corsa, esclusa dai gruppi sportivi militari nonostante risultati eccellenti.
  • Giulio Gaetani, schermidore, anche lui penalizzato da una legge ormai superata.

Questi casi evidenziano l’urgenza di allineare la normativa alle evidenze scientifiche più attuali e al notevole sviluppo della tecnologia diabetica di uso quotidiano.

Una riforma attesa da decenni

La Riforma della Sanità Militare rappresenta una opportunità unica per valutare gli atleti per le loro capacità e non per la diagnosi.
Superare il Regio Decreto del 1932 significherebbe:

  • restituire diritti agli atleti con diabete;
  • garantire pari opportunità;
  • riconoscere lo sport come strumento di inclusione e salute.

Nel 2026, continuare a escludere atleti eccellenti è incompatibile con la scienza, lo sport e la società.

Hai un’opinione su questa legge del 1932 e sull’esclusione degli atleti con diabete dai gruppi sportivi militari? Condividi il tuo punto di vista nei commenti e diffondi l’articolo per aiutare a sensibilizzare istituzioni e società.

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