Cachi e diabete: i consigli del nutrizionista

I cachi sono frutti energetici amati, per il loro gusto dolce e per la polpa carnosa e morbida, anche da bambini, anziani e sportivi; sono nutrienti e ricchi di composti bioattivi, fibre, vitamine e minerali.

In breve

  • Un frutto autunnale: i cachi sono frutti nutrienti, ricchi di fibre, vitamine, minerali e composti bioattivi, tra cui polifenoli e carotenoidi.
  • Tanti nutrienti: apportano vitamina C, beta-carotene, potassio e fibre, che contribuiscono alla sazietà e alla regolazione della digestione.
  • Attenzione agli zuccheri: sono tra i frutti con il maggior contenuto di zuccheri semplici per 100 grammi. Durante la maturazione aumentano soprattutto fruttosio e glucosio.
  • Si possono mangiare anche con il diabete: i cachi possono essere inseriti in una dieta equilibrata, purché se ne controllino quantità e frequenza di consumo.
  • Il ruolo delle fibre: il contenuto di fibre contribuisce a un indice glicemico basso, ma non giustifica un consumo eccessivo, soprattutto in presenza di diabete e/o obesità.
  • Possibili effetti benefici: i composti bioattivi, in particolare i tannini, sono oggetto di studi per le loro proprietà antiossidanti e per i possibili effetti sul metabolismo di glucosio e grassi. Sono necessarie ulteriori ricerche.
  • Attenzione alle porzioni: un caco può pesare anche 250-300 grammi. Dividerlo in quattro spicchi è un modo pratico per contenere la quantità di zuccheri assunta.
  • Come abbinarli: consumare i cachi insieme ad altri alimenti ricchi di fibre, per esempio aggiungendone uno spicchio o metà a un'insalata di verdure a foglia verde.
  • Meglio freschi: preferire i cachi freschi ed evitare quelli in scatola o trasformati, che possono contenere zuccheri aggiunti.
  • Monitorare la glicemia: osservare la risposta glicemica dopo il consumo può essere utile, ma i valori vanno interpretati considerando il pasto e l'alimentazione complessiva.
Cachi e diabete: i consigli del nutrizionista

Negli ultimi anni, la produzione e il consumo di cachi (o kaki) è aumentata e gli effetti benefici dei loro nutrienti e composti bioattivi hanno suscitato grande interesse anche scientifico; i composti fenolici e i carotenoidi hanno mostrato le maggiori promesse per la salute umana.

I cachi, con il caldo arancio della buccia e della morbida polpa, evocano il tardo autunno, la loro stagione di elezione. Conosciuto come pane degli dei per l’etimologia greca del suo nome botanico (Diospyros kaki), il caco è originario della Cina, anche se le prime coltivazioni furono Giapponesi (“mela d’oriente”). Giunto in Europa alla fine del Settecento, fu inizialmente coltivato per le sole proprietà ornamentali; a partire dall’Ottocento ha cominciato ad essere apprezzato anche come albero da frutto. Sin dall’antichità la pianta di cachi è stata considerata da molti come “Albero delle sette virtù”, che secondo la leggenda erano: longevità, grande ombra che offrono le sue fronde, mancanza di nidi e di tarli, sapore delizioso dei suoi frutti, resistenza al freddo, creazione di ottimo concime con i frutti caduti e ottima legna da ardere per il camino.

I cachi maturano in autunno ma vanno raccolti leggermente acerbi. In questo modo la polpa diventa lentamente molto dolce e deliziosa. È proprio durante il processo di maturazione che aumenta la quota di zuccheri (fruttosio e glucosio) mentre si riduce quella dei tannini, ai quali sono ascritte le note proprietà astringenti, ovvero la tipica percezione di “bocca legata” dei cachi non maturi.

Negli ultimi anni è aumentata anche in Italia la presenza in commercio dei cosiddetti “cachi vaniglia” dalla polpa più compatta e consistente, simile a quella delle mele mature che è possibile mangiare anche a fette, che si conserva più a lungo senza ammaccarsi.

Cachi e diabete: i consigli del nutrizionista

 Le proprietà nutritive dei cachi

I cachi sono frutti energetici amati – per il loro particolare gusto dolce e per la polpa carnosa e morbida – anche da bambini, anziani e sportivi;  sono nutrienti e ricchi di composti bioattivi, fibre, vitamine e minerali.

Ecco alcune delle loro proprietà nutritive:

  • Vitamina C: i cachi sono una buona fonte di vitamina C, utile nel supporto del sistema immunitario, nella produzione di collagene (proteina che interviene nella formazione di tessuti cutanei, gengive e tendini) e nel miglioramento dell’assorbimento del ferro; la quantità della vitamina è inversamente proporzionale alla maturità del frutto.
  • Beta-carotene: i cachi contengono beta-carotene, precursore della vitamina A, importante per la salute della pelle, delle mucose, per una buona visione notturna e per lo sviluppo cellulare in genere. Svolge un ruolo anche nella risposta immunitaria perché aiuta a contrastare le infezioni.
  • Potassio: i cachi sono una buona fonte di potassio, minerale che conferisce spiccate proprietà diuretiche.
  • Altri sali minerali: oltre al potassio, i cachi contengono anche piccole quantità di altri sali minerali come calcio, magnesio e fosforo e tracce di selenio e manganese.
  • Fibre: le fibre alimentari contenute nei cachi possono aiutare a regolare la digestione, a promuovere il senso di sazietà e a mantenere livelli di zucchero nel sangue stabili.
  • Carboidrati: i cachi sono una fonte di zuccheri semplici. Essi sono tra i frutti con il maggior quantitativo di zuccheri per 100 g di alimento.

Per maggiori informazioni sulla composizione nutrizionale dei cachi, si rimanda alle Tabelle del CREA, Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria → https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/007090

Oltre al delizioso frutto, anche le foglie dei cachi sono attualmente studiate: sono considerate un ingrediente prezioso nei settori alimentare, delle bevande, farmaceutico e cosmetico. Tradizionalmente, le foglie di cachi (PL) sono utilizzate come tè funzionale nella cultura asiatica per curare diversi disturbi e sono anche incorporate in vari prodotti alimentari e cosmeceutici come ingrediente funzionale. Le PL contengono principalmente flavonoidi, terpenoidi e polisaccaridi, insieme ad altri costituenti quali carotenoidi, acidi organici, clorofille, vitamina C e minerali. Sono ricche di composti fenolici (proantocianidine, quercetina, isquercetina, catechina, glucosidi flavonolici e kaempferolo) e terpenoidi (acido ursolico, acido rotungenico, acido barbinervico e uvaolo). Sono in corso numerosi studi per valutarne un’ampia gamma di attività farmacologiche, tra cui proprietà antiossidanti, antitumorali, antipertensive, antidiabetiche, anti-obesità, anti-tirosinasi, antiallergiche e antiglaucoma.

Il consumo di cachi è adatto alle persone con diabete?

I cachi possono far parte di una dieta equilibrata per i pazienti con diabete con l’attenzione – come per qualsiasi altro frutto – di farne un consumo moderato, controllando l’apporto di zuccheri e carboidrati totali del singolo pasto e della giornata. Il quantitativo di fibra è tale da avere un basso indice glicemico ma questo non ne giustifica un consumo eccessivo, in particolare in persone con diabete e/o obesità.

Tra i frutti, il consumo di cachi è di attuale interesse scientifico: diversi studi hanno associato il loro consumo a benefici per la salute grazie all’alto contenuto di composti bioattivi, fibre, minerali e vitamine. Tuttavia, durante la digestione, i composti nutrizionali del cachi subiscono alcuni cambiamenti che ne condizionano il successivo utilizzo da parte dell’organismo umano.

Studi in vivo dimostrano che i composti bioattivi presenti nei cachi e, nello specifico, i tannini hanno effetti benefici grazie alla loro elevata capacità antiossidante e inibitoria nei confronti degli enzimi responsabili del trasporto e dell’assorbimento di glucosio e grassi durante la digestione. Questi effetti producono benefici per la salute umana, come la riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue, l’induzione della morte delle cellule tumorali, la prevenzione delle malattie cardiovascolari, la regolazione del diabete e dell’adipogenesi. Ulteriori studi sono in corso per approfondire tutti questi aspetti.

3 Consigli per consumare i cachi in modo appropriato anche in presenza di diabete:

1 Limitare la quantità e la frequenza di consumo. Un caco potrebbe pesare anche tra i 250 e i 300 g quindi dividerlo in 4 spicchi è già un buon modo per evitare di assumere troppi zuccheri per porzione.

2 mangiare i cachi con altri alimenti ricchi di fibre può aiutare a ritardare l’assorbimento degli zuccheri e a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue. Ad esempio, si potrebbe aggiungere uno spicchio o metà caco a un’insalata di verdure a foglia verde.

3 Preferire i cachi freschi ed evitare quelli in scatola o quelli trasformati che possono contenere zuccheri aggiunti.

Per avere un’idea degli scostamenti dei livelli glicemici che si hanno dopo il consumo di cachi, come per qualsiasi alimento, è possibile monitorare i livelli di glucosio nel sangue. Pratica utile ma che andrebbe attentamente interpretata nel contesto globale di un pasto e dell’intera giornata quindi per la persona con diabete è sempre consigliabile consultare il proprio medico, diabetologo o professionista della nutrizione per avere consigli personalizzati in funzione delle proprie esigenze e del proprio quadro clinico.

Fonti

Domande frequenti

Chi ha il diabete può mangiare i cachi?

Sì. I cachi possono far parte di una dieta equilibrata anche per le persone con diabete. È importante, però, consumarli con moderazione e considerare il loro contenuto di zuccheri e carboidrati nel contesto del singolo pasto e dell'intera giornata.

I cachi contengono molti zuccheri?

Sì. I cachi sono tra i frutti con il maggior contenuto di zuccheri semplici per 100 grammi. Durante la maturazione aumenta soprattutto la quantità di fruttosio e glucosio, mentre diminuiscono i tannini responsabili del caratteristico effetto astringente dei frutti non maturi.

Qual è la porzione consigliata per chi ha il diabete?

L'articolo suggerisce di limitare quantità e frequenza di consumo. Considerando che un caco può pesare anche 250-300 grammi, dividerlo in quattro spicchi è un modo semplice per contenere gli zuccheri assunti con una singola porzione. La quantità più adatta va comunque personalizzata in base alle esigenze individuali.

Quali sono le proprietà nutrizionali dei cachi?

I cachi apportano vitamina C, beta-carotene, potassio, fibre e altri minerali. Contengono inoltre composti bioattivi, tra cui polifenoli e carotenoidi, studiati per le loro potenziali proprietà antiossidanti e per i possibili effetti benefici sulla salute.

Come consumare i cachi in modo appropriato in presenza di diabete?

Il nutrizionista suggerisce tre accorgimenti: limitare quantità e frequenza, abbinarli ad alimenti ricchi di fibre, come le verdure a foglia verde, e preferire quelli freschi rispetto ai prodotti in scatola o trasformati, che possono contenere zuccheri aggiunti. È inoltre possibile monitorare la glicemia dopo il consumo, interpretando i risultati nel contesto dell'intero pasto e della giornata.

Avatar photo

Dr. Danilo Cariolo

Biologo Nutrizionista, Milano.

Ha conseguito la Laurea in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Parma. Ha frequentato per due anni il Dottorato in Biologia Cellulare e Molecolare dell’Università dell’Insubria. Iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi. Il Dr. Cariolo ha arricchito la propria formazione frequentando…

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico curante. Come lavoriamo

In breve · Diabete.com

Cachi e diabete: i consigli del nutrizionista

Dr. Danilo Cariolo — Biologo Nutrizionista, Milano. · pubblicato 31 Ott 2025 · aggiornato 31 Ott 2026
Contenuto divulgativo non sottoposto a revisione scientifica formale.

AnzianiBambini e adolescenti

Punti chiave

  • Un frutto autunnale: i cachi sono frutti nutrienti, ricchi di fibre, vitamine, minerali e composti bioattivi, tra cui polifenoli e carotenoidi.
  • Tanti nutrienti: apportano vitamina C, beta-carotene, potassio e fibre, che contribuiscono alla sazietà e alla regolazione della digestione.
  • Attenzione agli zuccheri: sono tra i frutti con il maggior contenuto di zuccheri semplici per 100 grammi. Durante la maturazione aumentano soprattutto fruttosio e glucosio.
  • Si possono mangiare anche con il diabete: i cachi possono essere inseriti in una dieta equilibrata, purché se ne controllino quantità e frequenza di consumo.
  • Il ruolo delle fibre: il contenuto di fibre contribuisce a un indice glicemico basso, ma non giustifica un consumo eccessivo, soprattutto in presenza di diabete e/o obesità.
  • Possibili effetti benefici: i composti bioattivi, in particolare i tannini, sono oggetto di studi per le loro proprietà antiossidanti e per i possibili effetti sul metabolismo di glucosio e grassi. Sono necessarie ulteriori ricerche.
  • Attenzione alle porzioni: un caco può pesare anche 250-300 grammi. Dividerlo in quattro spicchi è un modo pratico per contenere la quantità di zuccheri assunta.
  • Come abbinarli: consumare i cachi insieme ad altri alimenti ricchi di fibre, per esempio aggiungendone uno spicchio o metà a un'insalata di verdure a foglia verde.
  • Meglio freschi: preferire i cachi freschi ed evitare quelli in scatola o trasformati, che possono contenere zuccheri aggiunti.
  • Monitorare la glicemia: osservare la risposta glicemica dopo il consumo può essere utile, ma i valori vanno interpretati considerando il pasto e l'alimentazione complessiva.

Termini trattati

Glicemia · Indice glicemico

https://www.diabete.com/cachi-diabete-consigli-nutrizionista/ · Generato il 5 Nov 2026