Classi di vitamine

Le vitamine sono tradizionalmente suddivise, in base alla loro solubilità, in due categorie: liposolubili e idrosolubili.

Vitamine liposolubili Vitamine idrosolubili
  • Vitamina A (beta-carotene)
  • Vitamina D (colecalciferolo)
  • Vitamina E (tocoferolo)
  • Vitamina K (fitonadione)
  • Vitamina C (acido ascorbico)
  • Vitamina B1 (tiamina)
  • Vitamina B2 (riboflavina)
  • Vitamina B3 o PP (niacina)
  • Vitamina B5 (ac. pantotenico)
  • Vitamina B6 (piridossina)
  • Vitamina B9 (ac.folico)
  • Vitamina B12 (cianocobalamina)
  • Vitamina H (biotina)
  • Questa distinzione implica differenze per quanto riguarda gli alimenti che le contengono, diverse condizioni di digeribilità, assorbimento e trasporto nei liquidi organici.
  • Le vitamine liposolubili (vitamina A, D, E e K) vengono assorbite dall’intestino umano con modalità che non sono diverse da quelle che regolano l’assorbimento dei grassi (lipidi). Il loro assorbimento necessita dei sali biliari, ed avviene per via linfatica.
  • Le vitamine liposolubili possono essere immagazzinate nell’organismo. Una certa quantità di vitamine liposolubili si accumula al fine di provvedere ad eventuali successivi fabbisogni. Le vitamine A e la D vengono immagazzinate nel fegato, la vitamina E nel tessuto adiposo. Un’eccessiva quantità può indurre livelli tossici nelle aree di deposito.
  • Le vitamine idrosolubili non possono, al contrario, essere tesaurizzate dal corpo. La quantità necessaria quotidianamente deve, quindi, essere fornita da un’adeguata alimentazione a intervalli di tempo relativamente brevi.
  • Le vitamine idrosolubili vengono in genere assorbite a livello intestinale con un meccanismo specifico per ogni vitamina, spesso di tipo attivo.

Potrebbero interessarti

  • 1 luglio 2018Grassi buoni e grassi cattivi: quali alimenti?Alcuni consigli di base che la Società Italiana di Diabetologia ha presentato al Congresso SID Rimini 2018, inseriti all’interno di un Position Paper sui grassi alimentari. Ecco le raccomandazioni per poter scegliere in modo consapevole i grassi (lipidi) amici della salute e per ridurre o ancor meglio evitare quelli che aumentano il rischio di diabete tipo 2 e di malattie cardiovascolari. Posted in Alimentazione
  • 30 giugno 2018Lipotossicità: il Position Paper della Società Italiana di DiabetologiaNell’immaginario collettivo, mangiare troppi dolci e consumare troppo zucchero fanno venire il diabete tipo 2 (DT2). Gli eccessi fanno sempre male e una riduzione dello zucchero è sempre salutare ma le cose non stanno proprio così. Un altro importante fattore di rischio per lo sviluppo del DT2 è il consumo eccessivo di grassi con l’alimentazione abituale. Posted in Linee guida
  • 23 luglio 2018Effetti delle diete vegetariane sul rischio cardiometabolico e il diabeteNegli ultimi anni le diete vegetariane hanno fatto proseliti in tutto il mondo e le stime sono per un'ulteriore crescita di persone che abbracciano questo stile alimentare. Qual è l'effetto positivo che certe diete possono avere sulla nostra salute? Possono aiutarci in caso di obesità, sindrome metabolica, diabete tipo 2 e altre patologie degenerative tipiche della società occidentale? Posted in A tavola con il diabete, Nutrizione