Il tessuto nervoso è tra i più sensibili all’azione ossidante

Con la consulenza del dr. Matteo Monami**, direttore dell’Unità Piede Diabetico, Ospedale Careggi, Firenze

 

Lo stress ossidativo provocato dai radicali liberi (ROS) è responsabile dell’invecchiamento e della degenerazione dei tessuti e nemico acerrimo della nostra salute. Non danneggia solo la cute, i capelli, le unghie di cui ci curiamo tanto ma tutti i nostri tessuti compresi i nostri nervi (stress neuro-ossidativo), il cui benessere – spesso – tendiamo a trascurare. Nella persona con diabete da lungo tempo, i nervi possono essere sede di una complicanza come la neuropatia diabetica.

 

I nervi permettono alla “periferia” del nostro corpo di comunicare con il cervello, trasportando messaggi motori (tonicità, debolezza  muscolare, tensione), messaggi di sensibilità (dolorifica, tattile, termica, vibratoria etc), posizione nello spazio, e via dicendo. Ogni danno nervoso viene chiamato “neuropatia” e neuropatia periferica quando è a carico dei nervi periferici.

 

Lo stress ossidativo della cellula nervosa

L’eccessiva presenza di radicali liberi, prodotti all’interno delle cellule nervose, è in grado di creare danni a tutti i costituenti cellulari ed è responsabile dello stress neuro-ossidativo che si verifica quando c’è uno squilibrio tra l’eccessiva produzione di radicali liberi a livello delle cellule nervose e la capacità dell’organismo di eliminarli e riparare i danni provocati dalla loro azione.

 

Quali sono le possibili cause dello stress neuro-ossidativo?

Lo stress neuro-ossidativo riconosce diverse cause: età avanzata, predisposizione genetica, diabete mal compensato e di lunga durata e sue complicanze, obesità, traumi e tensioni neuro-muscolari, attività fisiche pesanti, stress meccanico da compressione e/o intrappolamento, guida prolungata di veicoli, gravidanza, stress psicofisico prolungato, alimentazione scorretta, vita sedentaria, abitudine al fumo di sigaretta, abuso di alcolici, inquinamento, terapie con farmaci, radioterapia, interventi chirurgici, etc, tutte condizioni che mettono a dura prova il benessere e l’integrità dei nostri nervi.

 

Perché il tessuto nervoso è fra quelli più sensibili alla tossicità dei ROS e del danno ossidativo?

Le membrane delle cellule nervose sono molto ricche di lipidi, uno dei bersagli preferenziali dei radicali liberi: essi vengono ossidati con facilità e “irrancidiscono”.
Per favorire la rapidissima conduzione nervosa, i nostri nervi sono anche avvolti da una guaina di mielina, che contiene molti lipidi ed è quindi esposta anch’essa all’aggressione dei radicali liberi (ROS).
Un così fertile campo di battaglia non è ancora abbastanza per i bramosi ROS; essi attaccano anche le proteine, indispensabili componenti di membrane e neurotrasmettitori e anche delle difese immunitarie. Non contenti – i radicali liberi arrivano fino alla centrale di comando delle cellule nervose, ossia il nucleo, che contiene il delicato corredo genetico (DNA e RNA).
Ma non è ancora tutto: le cellule nervose hanno un’altissima concentrazione di mitocondri, le nostre centrali energetiche che lavorano a pieno ritmo per poter garantire l’energia sufficiente alle lunghe ramificazioni nervose (assoni e dendriti); anche i mitocondri rappresentano un ambito bersaglio per i famelici radicali che ne danneggiano la parete e ne riducono l’efficienza.
Il danneggiamento dei mitocondri comporta una riduzione della capacità del neurone di produrre ATP, ovvero di disporre dell’energia che gli consente di incrementare le proprie capacità autoriparative.
La cellula nervosa viene quindi aggredita e danneggiata su più fronti. Il danno provocato può andare da un semplice deficit funzionale fino alla morte della cellula nervosa.

In seguito alla lesione nervosa periferica si osserva un’attivazione delle cellule immunitarie e delle cellule della guaina di mielina, che rilasciano particolari sostanze pro-infiammatorie, le citochine, che sostengono l’infiammazione del nervo e i disturbi sensitivi correlati alla lesione neuropatica, provocando danni anche ai vasi circostanti.

Danno Nervi diabete

 

Lo stress neuro-ossidativo contribuisce pertanto all’insorgenza della neuropatia periferica?

Esso sostiene l’infiammazione del nervo, ne riduce le risorse energetiche, ne compromette l’integrità di membrana e determina una riduzione dell’apporto di metaboliti alle cellule nervose con conseguente rischio di necrosi cellulare. Aggrava perciò l’alterazione della conduzione nervosa e peggiora ulteriormente i disturbi che ne derivano e la qualità della vita della persona favorendo la progressiva degenerazione della cellula colpita e cronicizzando il danno.

 

Come proteggersi dallo stress neuro-ossidativo?

In condizioni fisiologiche, i principali meccanismi di difesa dallo stress neuro-ossidativo sfruttano ampie riserve di potenti antiossidanti (come l’acido alfa-lipoico (ALA), la superossido-dismutasi (SOD) che inattivano i ROS e su acidi grassi polinsaturi essenziali, come l’acido gamma-linolenico (GLA) che reintegrano i lipidi delle membrane del nervo.
In condizioni di stress ossidativo e infiammazione del nervo si esauriscono progressivamente entrambe le riserve, con conseguente compromissione della plasticità delle membrane cellulari. A livello delle fibre nervose (assoni) l’integrità e la fluidità delle membrane è indispensabile per la trasmissione degli impulsi nervosi.
La fibra nervosa è anche in deficit energetico come abbiamo visto. In queste situazioni è quindi consigliabile fornire dall’esterno un’adeguata integrazione con sostanze specifiche naturali come l’acido alfa-lipoico in genere disponibile in miscele opportunamente combinate. Un’integrazione combinata, infatti, offre una migliore protezione dall’assalto dei radicali liberi, perché consente una maggiore rigenerazione dei diversi antiossidanti. È ormai bene noto, infatti, che queste sostanze lavorano meglio in squadra.

 

 

 

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** Il dr. Matteo Monami è responsabile dell’Unità Piede Diabetico dell’ Ospedale Careggi a Firenze. Questa Unità afferisce al Dipartimento Medico-Geriatrico e gestisce i percorsi di diagnosi e cura del piede diabetico e delle sue complicanze in ottica multidisciplinare e di rete che comprende le strutture di secondo livello AOUC, lo specialista territoriale e il MMG del paziente, con le seguenti funzioni:
– migliorare il percorso diagnostico terapeutico assistenziale del paziente con piede diabetico in tutte le sue fasi, dalla presa in carico alla riabilitazione e al follow up;
– promuovere l’integrazione di tutti professionisti chiamati a operare nei PDTA del piede diabetico;
– erogare prestazioni di elevata complessità per i pazienti dell’Area Vasta.

 

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