In Italia, ogni anno, il diabete complica una gravidanza su dieci

In Italia, ogni anno, il diabete complica una gravidanza su dieci

A cura degli Esperti dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD)**

Diabete e gravidanza: se n’è parlato a Firenze, alla Fortezza da Basso, dal 29 maggio al 1° giugno, in occasione del X DIP 2019 Simposio internazionale sulle complicanze in gravidanza, summit di esperti provenienti da 73 Paesi impegnati nella prevenzione e nel trattamento delle complicanze materne e fetali in gravidanza. L’Associazione Medici Diabetologi (AMD), presente all’evento, ha sottolineato che anche nelle donne con diabete una gravidanza senza anomalie, complicanze e il ricorso al parto cesareo è possibile, ma serve l’impegno di tutti: équipe medica, genitori in dolce attesa e familiari. AMD, proprio su questo tema, ha di recente elaborato il progetto “Giunone 3.0.

In Italia, su circa 500.000 gravidanze all’anno, 50.000 si associano a diabete, che può essere pre-gestazionale, ossia già presente nella donna prima che questa rimanga incinta, o gestazionale (GDM), quello che fa la sua comparsa durante gravidanza. Gestire il diabete e prevenire anomalie, complicanze e il ricorso al parto cesareo è possibile, programmando con cura il concepimento e il controllo metabolico, in particolare nei primi mesi di gestazione. Questo il messaggio diffuso da AMD.

“Le complicanze per la mamma e il bambino indotte dal diabete possono essere molto serie”, sottolinea Domenico Mannino, Presidente AMD e Presidente dei membri onorari italiani del Simposio DIP. “Nel caso del diabete pre-gestazionale, il problema maggiore è rappresentato dalle gravidanze ‘a sorpresa’: una donna con diabete non controllato, che rimane incinta senza programmarlo, espone il futuro neonato a un rischio di malformazioni, dovute alla glicemia alta e agli eventuali farmaci assunti (come statine e ACE-inibitori), 10 volte superiore rispetto alla popolazione generale. Per quanto riguarda il diabete gestazionale, invece, l’iperglicemia materna può determinare un eccessivo aumento di nutrienti al feto, che predispone a taglio cesareo, parto pretermine e ad altre serie complicanze della gravidanza. Il diabete gestazionale ha effetti anche dopo il parto, in quanto aumenta il rischio materno di sviluppare diabete tipo 2, perché la fisiopatologia delle due malattie è la stessa”.

Programmare la gravidanza è davvero importante

“Il consiglio fondamentale per le donne diabetiche è quello di programmare la gravidanza”, evidenzia Graziano Di Cianni, tra i Presidenti del Comitato scientifico del Simposio. “Per le donne che invece ricevono una diagnosi di diabete gestazionale, occorre impegnarsi ancora di più del solito nel percorso di gestione della patologia, affidandosi a un team diabetologico, e partorire in strutture dotate di Terapia Intensiva Neonatale”.

“L’importanza del desiderio di maternità nella sfera affettivo-emotiva della donna, del partner e dei familiari ci ha spinto a sviluppare un progetto formativo specifico, ‘Giunone 3.0. Aggiornamento su diabete e gravidanza, che ha l’obiettivo di approfondire gli effetti del diabete sulla gravidanza, le possibili implicazioni e complicanze e i metodi per prevenire eventi indesiderati, pesanti in termini di costi umani e sociosanitari. Il progetto sta riscuotendo molto successo ed è una delle esperienze che l’Associazione Medici Diabetologi ha voluto condividere con colleghi di diverse specialità, provenienti da tutto il mondo, nell’ambito di quest’importante evento di aggiornamento scientifico”.

Il diabete in gravidanza: un problema aperto

“Nonostante già nel 1989, l’Organizzazione Mondiale della Sanità avesse fissato l’obiettivo di rendere la gravidanza diabetica uguale – come esiti –  a quella delle donne sane, entro l’inizio degli anni 2000, il diabete in gravidanza resta ancora oggi un problema aperto. Negli ultimi anni, l’esito della gravidanza nelle donne che hanno problemi di diabete è molto migliorato, ma ci sono ancora margini su cui lavorare. Ad esempio, nell’ambito dello screening del diabete gestazionale, che viene eseguito nel corso del secondo trimestre.  Secondo le linee guida italiane, le donne con grandi fattori di rischio, come una grave obesità, diabete gestazionale alla gravidanza precedente e con alterata glicemia, dovrebbero essere sottoposte a screening già alla 14-16a settimana, per diagnosticare il diabete prima possibile e poterla monitorare in modo rigoroso. Queste pazienti, inoltre, andrebbero seguite con particolare attenzione, anche dopo il parto, per aiutarle a intervenire sui fattori correggibili ed evitare che sviluppino diabete tipo 2”, conclude Di Cianni.

** L’Associazione Medici Diabetologi (AMD), nata nel 1974, conta oltre 2000 iscritti ed è la più grande associazione scientifica della diabetologia italiana. AMD è affiliata all’ International Diabetes Federation (IDF).
Tra gli obiettivi primari di AMD ci sono:

  • creazione e diffusione sul territorio di strutture idonee a prevenzione, diagnosi e cura del diabete mellito;
  • qualificazione professionale e aggiornamento culturale di tutte le figure sanitarie che operano in AMD si adopera, inoltre, affinché la diabetologia e la figura del medico diabetologo acquisiscano e mantengano la loro autonomia dal punto di vista didattico e clinico e costituiscano il principale punto di riferimento nella cura del paziente con diabete.

L’AMD promuove la ricerca in campo diabetologico, clinico e terapeutico e collabora con le altre istituzioni che hanno finalità e interessi comuni.

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