Intervento di cataratta: oggi più sicuro e più efficace

Intervento di cataratta: oggi più sicuro e più efficace

A cura degli Esperti di CAMO, Centro Ambrosiano Oftalmico**

 

L’intervento di cataratta è l’unica operazione che pone rimedio a un disturbo dell’invecchiamento restituendo a un organo l’efficienza che aveva in età più giovanile. Negli ultimi anni, la chirurgia della cataratta ha raggiunto traguardi incredibili sotto il profilo dell’efficacia e della sicurezza e ha anche aperto nuove prospettive di recupero dei difetti della vista (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia) in soggetti colpiti da una cataratta solo incipiente o addirittura assente. Gli ultimi ritrovati tecnologici e i più recenti progressi scientifici hanno reso più sicuro, più efficace e più risolutivo l’intervento di cataratta. Vediamoli uno ad uno.

 

La cataratta è l’unico intervento che pone rimedio a un disturbo dell’invecchiamento restituendo a un organo l’efficienza che aveva in età più giovanile. Negli ultimi anni, la chirurgia della cataratta ha raggiunto traguardi incredibili sotto il profilo dell’efficacia e della sicurezza e ha anche aperto nuove prospettive di recupero dei difetti della vista (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia) in soggetti colpiti da una cataratta solo incipiente o addirittura assente. Gli ultimi ritrovati tecnologici e i più recenti progressi scientifici hanno reso più sicura, più efficace e più risolutiva questa operazione. Vediamoli uno ad uno.

 

Quando va eseguito l’intervento di cataratta?

La cataratta si può sviluppare rapidamente (pochi mesi) oppure lentamente (molti anni), in genere prima in un occhio e poi nell’altro. Una volta comparsa, la cataratta non può essere fermata con una dieta o con dei farmaci: l’unica terapia valida è l’intervento chirurgico.
La cataratta va operata quando l’opacità del cristallino disturba la vista, quando cioè impedisce alla persona che ne è affetta di svolgere normalmente le sue attività visive e generali quotidiane.

Gli attuali  progressi chirurgici consentono di rimuovere la cataratta durante un qualunque stadio di evoluzione; non è più quindi necessario attendere la sua “maturazione” anzi conviene operare precocemente; ciò semplifica l’intervento ma soprattutto evita al paziente di dover convivere per lungo tempo con i fastidi provocati dalla cataratta.

 

Intervento di cataratta: quali sono le principali tecniche chirurgiche?

Esistono parecchie tecniche per operare la cataratta in base al tipo di situazione clinica ed alle apparecchiature disponibili; la più adoperata, quella meno traumatica e che fornisce i migliori risultati operatori e visivi è la facoemulsificazione ad ultrasuoni, soprattutto se utilizzata in associazione al femtolaser.

L’operazione si compone sostanzialmente di due parti:

  • la rimozione della cataratta vera e propria
  • la sostituzione con un cristallino artificiale

 

RIMOZIONE MEDIANTE FACOEMULSIFICAZIONE

Attraverso una incisione di 2.2 o 2.5 mm, viene prima rimosso l’involucro anteriore poi viene frammentata in piccolissimi pezzi la parte centrale della cataratta (il nucleo) e infine viene aspirata la parte periferica molle. Attraverso la stessa incisione, viene poi inserito un cristallino pieghevole (in tal caso non c’è quasi mai necessità di sutura); in alternativa l’apertura può essere ampliata a 6.0 mm e può essere inserito un cristallino rigido (in tal caso si rendono necessari due o più punti).

 

SOSTITUZIONE DEL CRISTALLINO

L’operazione di cataratta provvede alla rimozione della lente opaca preparando l’occhio alla fase successiva dell’atto chirurgico: l’inserimento del cristallino artificiale.
La preparazione consiste nel lasciare in sede l’involucro anteriore periferico e quello posteriore della cataratta (che sono trasparenti); essi formano una specie di “sacco” che serve appunto per accogliere il cristallino artificiale: questo viene quindi collocato esattamente nella stessa posizione di quello naturale.
Il cristallino artificiale è fatto con una speciale plastica che ha dato ampie garanzie di tolleranza per l’intero arco di vita del paziente.
Il cristallino artificiale standard non consente di fare tutto ciò che un cristallino umano sano è in grado di fare; perciò sono quasi sempre  necessari dopo l’intervento occhiali per aiutare l’occhio ad ottenere la miglior visione per vicino o per lontano.
Ma la tecnologia delle lenti intraoculari ha fatto, in questi ultimi anni, notevoli progressi. Ora, l’obiettivo non è più soltanto di far recuperare ai pazienti la visione per lontano con un cristallino standard monofocale, ma di migliorarne la capacità visiva riducendo al minimo la dipendenza dagli occhiali, inclusi quelli da lettura.
Sono infatti disponibili lenti intraoculari in grado di fornire  visione a tutte le distanze: vicino, intermedio e lontano, minimizzando o eliminando così l’uso di occhiali; sono i cristallini “multifocali” in grado cioè di consentire una buona acuità visiva, sia per lontano che per vicino, eliminando o riducendo enormemente la necessità di utilizzare gli occhiali.

 

La guarigione dopo intervento di cataratta e il recupero visivo

Le moderne tecniche chirurgiche consentono, mediante la facoemulsificazione, di operare attraverso una piccola incisione così da inserire un cristallino pieghevole ed evitare l’applicazione di punti; la guarigione della ferita chirurgica avviene quindi rapidamente e ciò consente al paziente di riprendere precocemente le sue abituali attività fisiche; la rapida guarigione comporta anche un altrettanto precoce recupero visivo. Inoltre, l’uso della facoemulsificazione, del laser a femtosecondi, l’utilizzazione di sostanze viscoelastiche protettive e l’isolamento del cristallino dentro al “sacco capsulare” rendono l’intervento particolarmente sicuro e duraturo nel tempo.

 

L’anestesia prima di intervento di cataratta

Nella maggioranza dei casi è possibile eseguire l’intervento di cataratta con la sola anestesia “topica” cioè con l’instillazione di semplici colliri anestetici; in altri casi è preferibile eseguire l’anestesia locale mediante iniezione di anestetici vicino all’occhio; in tal caso il paziente, pur non potendo muovere l’occhio e pur non sentendo dolore, rimane sveglio durante l’operazione; in altri casi , comunque rari, invece è consigliabile fare l’anestesia generale.

 

Intervento di cataratta in ambulatorio o in clinica

La maggior parte degli interventi di cataratta, soprattutto se eseguiti in anestesia topica o locale, vengono fatti senza ricovero. Durante l’intervento, in ambulatorio il paziente usufruisce della stessa assistenza di cui dispone da ricoverato però alla fine dell’operazione può rientrare a casa sua o in albergo.
Il ricovero viene richiesto solitamente per i casi in cui sia necessaria l’anestesia generale.

Nella fase chirurgica dell’intervento, il chirurgo si serve di numerosi strumenti super tecnologici; la chirurgia  è fortemente guidata e controllata dall’innovazione hi-tech, che sta sempre più perfezionando la chirurgia della cataratta: accuratezza, precisione e ripetibilità sono caratteristiche che non sono raggiungibili dalla mano dell’uomo, ma uno strumento informatico adeguatamente programmato può raggiungere questo obiettivo  e fare  quasi una chirurgia  robotica: è il laser a femtosecondi.

 

Il Femtolaser è lo strumento che prepara l’occhio alla rimozione della cataratta; esso attraverso un’accurata programmazione informatica consente a un sistema digitale OCT di rilevare in maniera estremamente precisa le misure delle strutture anteriori dell’occhio, quindi successivamente  di  realizzare un’apertura dell’involucro anteriore della cataratta estremamente centrata e simmetrica favorendo un posizionamento ottimale del cristallino artificiale o IOL (Intra Ocular Lens).
Lo strumento fornisce precisione  e sicurezza, non raggiungibile da bisturi e pinze chirurgiche. Per dare un’idea della grande sofisticazione tecnologica basti sapere che il laser utilizza una luce infrarossi con impulsi della grandezza di pochi micron e di brevissima durata (femtosecondo = 1 miliardesimo di secondo), ha elevata velocità e produce bassa energia, senza danneggiare i tessuti dell’occhio.

 

 

References

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– Davis G – The Evolution of Cataract SurgeryMo Med 2016 Jan-Feb;113(1):58-62

 

 

 

 

** CAMO, il Centro Ambrosiano Oftalmico, è un centro oculistico d’eccellenza con sede a Milano. Fondato dal Dott. Lucio Buratto, rappresenta da sempre il punto di riferimento dell’oculistica italiana ed internazionale nell’ambito del segmento anteriore e posteriore dell’occhio, per la diagnostica, la correzione  e la cura dei difetti e della patologie visive.
Il Centro Ambrosiano Oftalmico è specializzato nella cura della cataratta, delle patologie della retina e della cornea, ed è fra i centri pionieri nel trattamento dei difetti come miopiamiopia forteipermetropiaastigmatismo e presbiopia tramite intervento laser o altre tecniche chirurgiche come l’impianto di lenti intraoculari.
CAMO punta da sempre sulla tecnologia d’avanguardia e tutti i macchinari sono di ultima generazione, al passo con i tempi e le nuove esigenze della chirurgia oftalmica.
Per saperne di più: www.camospa.it

 

 

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