L’invecchiamento del cervello: i fattori di rischio

Neurology ha pubblicato una ricerca della UC (University of California) Davis in base della quale fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione, diabete, fumo, obesità, danneggiano il cervello fino a fargli perdere volume e a influire sulle funzioni esecutive.
La ricerca è stata condotta su un campione di oltre 1.300 volontari senza sintomi di demenza di cui, attraverso la risonanza magnetica, sono stati verificati i fattori di rischio cardiovascolare e attraverso la risonanza magnetica sono stati confrontati con gli indici d’invecchiamento cerebrale (volume cerebrale totale e corno temporale, iperintensività del bianco del cervello); i volontari sono anche stati sottoposti a test sulla memoria e sulla capacità di concentrazione e di decisione. Fra i risultati dello studio è emerso che la pressione alta è associata a un segno evidente di deterioramento cerebrale, come la maggiore progressione del volume di iperintensività del bianco, e che i volontari ipertesi e quelli obesi hanno ottenuto i punteggi più bassi nei test sulla capacità di decisione.
Come hanno osservato i ricercatori americani: ”…L’ipertensione, il diabete, il fumo e l’obesità sono associati a un aumento significativo del tasso di progressione del danno cerebrale vascolare, dell’atrofia ippocampale e globale e del declino della funzione esecutiva…„.
A proposito dei fattori di rischio cardiovascolare, Carlo Decarli, ricercatore presso il Dipartimento di Neurologia del Neuroscience Center della UC Davis e coordinatore della ricerca, spiega: «Questi fattori sembrano indurre il cervello a perdere volume, a sviluppare lesioni secondarie rispetto a presunte lesioni vascolari e appaiono influire sulla capacità del cervello di pianificare e prendere decisioni con la stessa rapidità di dieci anni prima».
 

 

 

 
Fonte 11 agosto 2011, italiasalute.it

Potrebbero interessarti

  • 4 aprile 2018Nefropatia diabetica: quale aiuto dall’alimentazione?La nefropatia che può manifestarsi nelle persone con diabete ma anche in chi soffre di ipertensione arteriosa è una condizione di insufficienza renale cronica. Una corretta alimentazione, con un particolare controllo sull’assunzione delle proteine (il cui metabolismo viene alterato in caso di nefropatia diabetica) può aiutare a proteggere i reni nei soggetti predisposti. Posted in Nefropatia, Nutrizione
  • 3 aprile 2018Piede diabetico: a rischio tutte le forme di diabete?Entrambe le forme di diabete, sia diabete di tipo 1 che diabete di tipo 2, quindi possono andare incontro ad ulcerazioni tipiche del piede diabetico, anche se con una genesi del danno diversa. Per questo l’esame dei piedi deve essere attento e scrupoloso in entrambe le forme di diabete. Posted in Piede diabetico
  • 7 maggio 2018RADAR, la nuova app di AMD per contrastare l’inerzia terapeuticaRiservata ai Soci AMD, RADAR analizza le cartelle cliniche informatizzate di ciascun diabetologo e rileva i pazienti con diabete tipo 2 (DT2) che non sono “in regola” su 3 parametri fondamentali: emoglobina glicata (Hb1c superiore al 7%, Indice di Massa Corporeo superiore ai 27 kg/m2 (che esprime una condizione di sovrappeso o obesità) e pressione arteriosa sistolica di 140 mmg/Hg. Posted in Application