La scelta del glucometro

La  prescrizione del glucometro varia nelle diverse regioni d’Italia: in alcune la fa il diabetologo o il Centro diabetologico, in altre il medico di famiglia, in qualcuna addirittura la ASL di competenza. Può capitare anche che sia la stessa farmacia a fornirlo gratuitamente, in base alle disponibilità di magazzino o alla possibilità di richiesta all’azienda produttrice.

NOTE IMPORTANTI

Nella prescrizione del vostro piano terapeutico il diabetologo specificherà
il tipo di strumento scelto per/con voi  (modello e nome commerciale; la prescrizione non è genericabile, quindi va bene per voi e non per un vostro familiare o un amico: ogni persona è diversa dall’altra).
Il farmacista o l’ASL di competenza non dovrà sostituire lo strumento indicato dallo specialista prescrittore.

NUMERO VERDE
In genere, le aziende che producono glucometri mettono a disposizione un numero verde, a cui la persona diabetica o i familiari possono fare riferimento per qualsiasi problema tecnico.

Le caratteristiche di base per una buona scelta secondo l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e la Società Italiana di Diabetologia (SID)

In generale, per chi prescrive un glucometro, le caratteristiche che sono da prendere in considerazione sono numerose e possono condizionare la scelta di un glucometro rispetto a un altro in rapporto al tipo di persona diabetica (stile di vita, limitazioni manuali o visive etc) o alla situazione ambientale in cui verrà utilizzato lo strumento (per esempio in corso di attività sportiva o lavorativa, in diverse condizioni di temperatura ambientale):

  • dimensioni e praticità/facilità d’uso
  • range di temperatura operativa
  • conservazione delle strisce
  • durata del test, volume del campione
  • durata delle batterie
  • modalità di calibrazione
  • modalità di inserzione ed espulsione della striscia (impatto ambientale-sicurezza)
  • leggibilità del display
  • possibile determinazione di altri test o parametri calcolati
  • capacità di interagire via bluetooth o wireless con la pompa insulinica
  • capacità di memorizzare i valori glicemici e disponibilità di software per la gestione sia dell’automonitoraggio che lo scarico di dati in ambulatorio
  • messaggi di errore chiari e in lingua italiana
  • molti altri parametri più strettamente tecnici.

La scelta dipende anche spesso dalla capacità di autocontrollo e autogestione della persona con diabete: chi ha appena ricevuto la diagnosi avrà sicuramente minore dimestichezza di chi invece convive con il diabete da anni e quindi può cambiare nel tempo il modello del proprio glucometro conoscendo meglio le proprie esigenze pratiche quotidiane.

È importante sottolineare che per poter valutare l’autocontrollo della glicemia nel tempo, sia da parte del medico che da parte della persona diabetica, le informazioni devono essere recuperabili con semplicità dalla memoria. La memoria base dei dati (valore, data, ora) è una delle caratteristiche indispensabili di un glucometro; eventuali altre proprietà più avanzate sono da considerarsi anche in rapporto all’intensità della terapia antidiabetica personalizzata e al livello di autocontrollo dimostrato dal singolo diabetico.

Infine, la possibilità di registrare ed analizzare i dati dell’autocontrollo dopo download in diversi formati analitici (grafici, indici di variabilità glicemica) consente alla persona diabetica di poter autogestire la terapia e di disporre di uno strumento obiettivo anche ai fini della valutazione delle ipoglicemie in vista della certificazione per il rilascio/rinnovo della patente di guida.

Fonte

Raccomandazioni sull’uso dell’autocontrollo domiciliare della glicemia.
A cura dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) – Società Italiana di Diabetologia (SID)

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