La tiroide e i suoi disturbi nel bambino e nell’adolescente

tiroide e tracheaLa tiroide è una ghiandola endocrina situata nella regione anteriore del collo, davanti alla trachea, che produce gli ormoni tiroidei; questi rivestono un ruolo fondamentale nel funzionamento corretto di diversi organi quali il cervello, il cuore, i muscoli e non solo. Componente fondamentale degli ormoni tiroidei è lo iodio che viene assunto esclusivamente con l’alimentazione in quanto il nostro organismo non è in grado di produrne, gli alimenti più ricchi di iodio sono pesce, molluschi, crostacei, alcuni tipi di alghe, ma anche latte e latticini, uova, pane e pasta.

 

La carenza di iodio e altri disturbi da ipotiroidismo

In assenza di un adeguato livello di iodio, la tiroide produce una quantità insufficiente di ormoni tiroidei (ipotiroidismo), di conseguenza si ha un’aumentata secrezione di ormone ipofisario stimolante la tiroide (TSH) ed un gozzo. Se questo assume dimensioni eccessive si manifestano difficoltà nella deglutizione e nella respirazione; ricordiamo che la carenza iodica è ancora la principale causa di ipotiroidismo nel mondo.

L’ipotiroidismo può essere congenito, ovvero già presente alla nascita ed acquisito. La causa dell’ipotiroidismo congenito è la mancata o incompleta formazione della tiroide durante la vita intrauterina, nel caso dell’ipotiroidismo acquisito la causa è spesso un processo autoimmune che determina un progressivo malfunzionamento della tiroide.

Con l’avvento dello screening neonatale, obbligatorio per legge dal 1992 (Legge naz. n°104 del 5/2/1992), la diagnosi di ipotiroidismo congenito è molto precoce, il tempestivo avvio della terapia sostitutiva neutralizza i danni allo sviluppo dell’encefalo tipici di questa condizione (un tempo conosciuta con il nome di cretinismo endemico).

Per quanto attiene l’ipotiroidismo acquisito da tiroidite autoimmune, i casi diagnosticati soprattutto nelle ragazze adolescenti è in costante aumento, questa patologia può associarsi a diabete e celiachia. La tiroidite autoimmune non sempre determina ipotiroidismo, ma è raccomandabile eseguire un regolare monitoraggio della funzionalità tiroidea per la concreta possibilità di viraggio verso un ipotiroidismo conclamato.

 

I disturbi da ipertiroidismo

La tiroide può andare incontro anche a patologie che determinano un’eccessiva produzione di ormoni tiroidei, ipertiroidismo, spesso di natura autoimmune (malattia di Graves-Basedow). Questa condizione è caratterizzata da sintomi quali tachicardia, dimagrimento nonostante l’aumento dell’appetito, diarrea, ipercinesia, gozzo. Più raro è l’esoftalmo (protrusione del bulbo oculare oltre la rima delle palpebre). La terapia di questa condizione patologica è inizialmente medica, tuttavia, vista l’elevata frequenza di recidive, può essere necessaria la terapia radio metabolica con iodio o la tiroidectomia, cioè l’asportazione chirurgica della tiroide.

 

I noduli tiroidei sono rari durante l’età pediatrica, ma possono avere caratteristiche maligna (carcinoma tiroideo) con frequenza maggiore rispetto all’adulto. I noduli più a rischio sono quelli solidi che presentino peculiari caratteristiche ecografiche. In questi casi si esegue l’agobiopsia del nodulo ed eventualmente il trattamento chirurgico se le caratteristiche istologiche siano compatibili con un carcinoma.

I tumori tiroidei più frequenti in età pediatrica sono comunque quelli radio indotti che si verificano in soggetti sottoposti a terapie radianti che abbiano interessato la regione anteriore del collo a causa di patologie neoplastiche quali leucemie e linfomi oppure conseguenza di incidenti nucleari con emissione di radiazioni ionizzanti come è accaduto dopo l’esplosione del reattore nucleare di Chernobyl.

 

 

Fonte

Contributo originale del dr. Mohamad Maghnie, Past President Società Italiana di Endocrinologia e diabetologia Pediatrica (SIEDP)

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