L’obesità in Italia: i dati del 1° Italian Barometer Obesity Report

L’obesità in Italia: i dati del 1° Italian Barometer Obesity Report

L’obesità si manifesta a causa di uno squilibrio tra introito di calorie e spesa energetica con conseguente accumulo dell’eccesso di calorie in forma di trigliceridi nei depositi di tessuto adiposo. Si tratta di una patologia (sebbene non ancora riconosciuta come tale in Italia!) eterogenea e multifattoriale, al cui sviluppo concorrono fattori genetici, biologici e ambientali” afferma Paolo Sbraccia, Vice Presidente IBDO Foundation e Professore Ordinario di Medicina Interna dell’Università di Roma “Tor Vergata” che ha coordinato il 1° Italian Obesity Barometer Report, realizzato in collaborazione con ISTAT e presentato a Roma, il 9 aprile 2019”.
“L’obesità va considerata una vera e propria malattia cronica recidivante che causa molteplici complicanze disabilitanti e mortali; tra queste il diabete tipo 2, l’ipertensione arteriosa, la dislipidemia, la cardiopatia ischemica, l’insufficienza respiratoria con sindrome delle apnee notturne (OSAS), l’osteoartrite solo per citare le principali. Più di recente è emerso che l’obesità è correlata a un numero elevato di tumori, che interessano prevalentemente, ma non solo, l’apparato gastrointestinale” conclude il dr. Sbraccia.

Al via in Italia il programma internazionale Changing Obesity™, realizzato in partnership con istituzioni accademiche, società scientifiche e associazioni di pazienti per cambiare il modo in cui il mondo vede, previene e cura l’obesità, con l’obiettivo primario di farla riconoscere come malattia anche in Italia, inserendola  nei LEA, Livelli Essenziali di Assistenza.

 

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A cura dell’Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation

 

Obesity Monitor: i numeri di sovrappeso e obesità nel nostro Paese

In Italia sono in eccesso di peso oltre 24 milioni e 700mila persone: il 46 per cento (46%) degli adulti (18 anni e più, 1 adulto su 2) e il 24,2 per cento (24.2%) tra bambini e adolescenti (6-17 anni, 1 giovane su 4).  I più colpiti i bambini e gli adolescenti del Sud (31,9 per cento) e più di un terzo non pratica né sport né attività fisica.

 

Differenze di genere

In entrambe le fasce di età si osservano delle differenze di genere; le donne mostrano un tasso di obesità inferiore (9,4 per cento) rispetto agli uomini (11,8 per cento). Ancora più marcata è la differenza tra i bambini e adolescenti, di cui il 20,8 per cento delle femmine è in eccesso di peso rispetto al 27,3 per cento dei maschi.

 

Distribuzione geografica

L’analisi del territorio conferma come l’eccesso di peso sia un problema molto diffuso soprattutto al Sud e nelle Isole; in particolare tra i bambini e gli adolescenti, (rispettivamente il 31,9 e il 26,1 per cento rispetto al 18,9 per cento (18.9%) dei residenti del Nord-Ovest, il 22,1 per cento (21%) del Nord-Est e il 22 per cento (22%) del Centro).

Tra gli adulti, le diseguaglianze territoriali sono meno marcate: il tasso di adulti con obesità varia dall’11,8 per cento (11.8%) al Sud e nelle Isole, al 10,6 e 10,2 per cento nel Nord-Est e Nord-ovest rispettivamente, fino all’8,8 per cento (8.8%) del Centro. Anche per la sedentarietà emerge un forte gap territoriale tra Nord e  Sud Italia. Fatta eccezione per la Sardegna, nella maggior parte delle regioni meridionali e insulari più di un terzo dei giovani non pratica né sport né attività fisica e le percentuali più elevate si rilevano in Sicilia (42%), Campania (41,3%) e Calabria (40,1 %).

Oltre alla differenza di diffusione dell’obesità tra Nord e Sud Italia, si riscontra un divario anche tra zone rurali e centri urbani: la percentuale più elevata di persone con obesità, pari al 12 per cento (12%), si rileva nei piccoli centri sotto i 2 mila abitanti, mentre nei centri dell’area metropolitana tale quota scende all’8,8 per cento. Tuttavia, dal 2001 al 2017, gli incrementi più elevati nelle prevalenze dell’obesità si sono osservati proprio nei centri delle aree metropolitane (da 6,8 per cento a 8,8 per cento) e nelle loro periferie (da 8,2 per cento a 10,9 per cento).

 

… livello di istruzione e contesto familiare

“Oltre alle disuguaglianze territoriali, un importante ruolo lo gioca il livello di istruzione. Un elevato titolo di studio rappresenta, in genere, un fattore protettivo per l’obesità, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione a vari livelli e ancor più per quella primaria. Nel 2017, l’obesità ha interessato solo il 6,6 % dei laureati, mentre sale al 14,2 % tra coloro che hanno conseguito al più la licenza media”, dichiara Roberta Crialesi, Dirigente del Servizio Sistema integrato salute, assistenza, previdenza e giustizia di ISTAT. “Inoltre, analizzando il fenomeno dell’eccesso di peso in relazione ad alcune informazioni che si riferiscono al contesto familiare, si osservano prevalenze più elevate tra i bambini e ragazzi che vivono in famiglie in cui il livello di istruzione dei genitori è più basso, passando dal 18,5% di quelli con genitori che hanno conseguito un alto titolo di studio, al 29,5% di quelli i cui genitori hanno un basso titolo di studio”.

 

Un’emergenza sanitaria che deve essere affrontata su più fronti, al più presto

“Possiamo ormai considerare l’obesità un’emergenza sanitaria, con serie conseguenze per gli individui e la società in termini di riduzione sia dell’aspettativa sia della qualità della vita, e notevoli ricadute economiche, anche considerando le notevoli malattie associate all’obesità (diabete tipo 2, ipertensione, dislipidemie, malattie cardiache e osteoarticolari etc)” spiega Renato Lauro, Presidente IBDO Foundation.

 

“È diventata ormai necessaria un’attenzione specifica da parte dei decisori politici, affinché considerino in tutta la sua gravità questo fenomeno” –  continua Lauro – “Siamo convinti che la raccolta e la condivisione di informazioni, alla base del confronto e dei processi decisionali, possano contribuire a ridurre il peso clinico, sociale ed economico che questa malattia rappresenta e potrà rappresentare. Per questo motivo IBDO Foundation ha pubblicato il primo Italian Obesity Barometer Report, realizzato in collaborazione con Istat, che offre una fotografia non parziale della situazione dell’obesità in Italia”.

“Ritengo che il Parlamento debba porre il tema dell’obesità all’ordine del giorno dei propri lavori quanto prima. Il carattere di emergenza di questa malattia, nelle proporzioni che oggi vediamo illustrate, impone una presa di consapevolezza sulla malattia da parte dei decisori politici, a tutti i livelli, dagli Enti territoriali al Parlamento e al Governo, che stabiliscano trattamenti e cure mediche, sostengano l’attività di programmazione a livello di politica sanitaria e la combattano attraverso interventi sociali di comunità”, afferma Roberto Pella, Presidente Intergruppo parlamentare Qualità di vita nelle Città, Sport, Salute e Benessere. “L’Intergruppo parlamentare nutre la ferma convinzione di poter fungere da interprete e portavoce delle istanze oggi emerse presso le Istituzioni di cui i colleghi membri sono espressione”.

 

Il 1st Italian Obesity Summit  è stato organizzato nell’ambito del programma internazionale Changing Obesity™, la nuova iniziativa internazionale realizzata in partnership con istituzioni politiche e accademiche, sociali e scientifiche per migliorare la vita delle persone con obesità attraverso la promozione della cultura della prevenzione, l’educazione, la difesa e il supporto ai pazienti, il miglioramento dell’accesso alle cure e della gestione clinica della malattia.

 

 

References

– 1st Italian Obesity Summit »
Roma, 9 aprile 2019
Residenza di Ripetta, Bernini Meeting Hall

 1st Italian Obesity Barometer Report »
Obesity Monitor, Anno 1, n. 1, 2019

 

 

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