Lo sport come medicina: un patto per la salute e il benessere dei cittadini

Lo sport come medicina: un patto per la salute e il benessere dei cittadini

Lo sport e l’attività motoria sono considerati da tutti come un principio cardine per la promozione e la diffusione di comportamenti e stili di vita sani; eppure tra gli italiani dai 18 ai 59 anni, solo il 31 per cento degli uomini pratica sport, percentuale che si abbassa ulteriormente tra le donne (23%). Più del 40% delle persone con una patologia cronica come il diabete e l’obesità non pratica un’attività sportiva. Occorre mettere in grado la classe medica di prescrivere l’attività motoria come prevenzione. Perché la prevenzione non si fa solo con gli slogan ma si fa con le buone pratiche. Innanzitutto un atto di civiltà a favore di tutti.

Lo sport è un “farmaco” senza controindicazioni

L’attività fisica moderata e regolare riduce del 30 per cento il rischio di morte prematura, di malattia cardiovascolare e ictus, di diabete tipo 2, di cancro al colon e al seno e di depressione.1

È fondamentale il riconoscimento dello sport e dell’attività fisica regolare quale mezzo terapeutico e di prevenzione attraverso la possibilità di prescrizione medica. Per questo è stato proposto un disegno di legge per dare la possibilità ai medici di prescriverlo in ricetta medica, così che i pazienti e le famiglie possano usufruire delle detrazioni fiscali.

Questo il tema al centro della conferenza stampa “Lo sport come medicina: un patto per la salute e il benessere dei cittadini”, organizzata a novembre 2022 su iniziativa della Senatrice Daniela Sbrollini, Presidente Intergruppo parlamentare “Qualità di Vita nelle Città”, con il supporto scientifico e istituzionale di Intergruppo Parlamentare Qualità di Vita nelle Città2, Health City Institute, Fondazione SportCity, Osservatorio Permanente sullo Sport e con il patrocinio dell’ANCI, che si svolta presso il Senato della Repubblica.

Senatrice Daniela Sbrollini

Il disegno di legge proposto dalla Senatrice Daniela Sbrollini

«Lo sport è un “farmaco” naturale che non ha controindicazioni e fa bene a tutte le età, per questo, già durante la diciottesima legislatura, erano state fatte proposte nel riconoscere il valore formativo, sociale, di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva. Per continuare quanto già iniziato e favorire la considerazione dello sport come strumento per investire sul miglioramento del Paese, recentemente ho presentato un disegno di legge, l’Atto Senato n. 135 della XIX Legislatura del 13 Ottobre 20223 su “Disposizioni recanti interventi finalizzati all’introduzione dell’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia all’interno del Servizio sanitario nazionale”, per dare la possibilità a pediatri, medici di medicina generale, specialisti (tra cui diabetologi ed endocrinologi) di inserirlo in ricetta medica, così che le famiglie possano usufruire delle detrazioni fiscali. Si tratta di un grande aiuto ed è un diritto che deve valere davvero per tutti.

La speranza è che, recuperando attraverso il modello 730 parte dell’investimento, le persone siano incentivate a impegnarsi in attività positive per la propria salute», afferma Daniela Sbrollini, Senatrice, Presidente Intergruppo Parlamentare Qualità di Vita nelle Città. «Di pari passo è fondamentale che le città e il governo promuovano un’urbanizzazione focalizzata sulla cura e sulla salute dei cittadini. Si deve sportivizzare le città così da garantire a tutti la possibilità di svolgere moto e attività fisica. Spesso sono proprio le barriere architettoniche come l’assenza di parchi o la cattiva illuminazione a rendere difficile una passeggiata o una corsa. Si deve agire insieme per far sì che le città siano strutturate a misura di sport» per tutti. Partendo dai bambini, per avere bambini sani, significa poi avere adulti sani e ritorni positivi anche al Sistema socio-sanitario. L’Intergruppo parlamentare è fondamentale in questo lavoro.

Lo sport come medicina: un patto per la salute e il benessere dei cittadini

«Lo sport è ampiamente riconosciuto come elemento cardine per la promozione e diffusione di comportamenti e stili di vita sani; eppure, dall’adolescenza in poi la percentuale di popolazione che svolge attività fisica diminuisce in modo drastico. Secondo gli ultimi dati del 2021:

  • nella fascia di età tra gli 11 e i 14 anni il 46 per cento pratica sport in modo continuativo;
  • tra i 15-17enni diminuisce al 42 per cento, con valori più alti tra i maschi (47% dei maschi contro il 37% delle donne);
  • percentuale che scende ulteriormente dai 18 ai 59 anni, in cui il 31 per cento degli uomini pratica sport, mentre tra le donne la quota si ferma al 23 per cento»

spiega Ketty Vaccaro, Direttore Area Welfare e Salute Fondazione CENSIS.

L’Italia è uno dei Paesi più sedentari in Europa. Occorre attuare programmi di diffusione e sensibilizzazione in tutte le fasce di età, facendo emergere i fattori di rischio legati alla sedentarietà.

Lo sport come medicina: un patto per la salute e il benessere dei cittadini

 

«Grazie alla ricerca e all’innovazione, l’aspettativa di vita si è allungata oltre gli 80 anni, ma per usufruire di una buona qualità di vita è necessario preparare il nostro organismo con attività fisica costante e continuativa», sottolinea Raffaella Buzzetti, Presidente eletto Società Italiana di Diabetologia e Professoressa Università La Sapienza di Roma. «È importante che nella realtà di oggi siano messi in atto interventi di prevenzione mirati a sensibilizzare la popolazione a svolgere attività sportiva fin dalla giovane età. Prevenzione per soggetti sani e prevenzione per soggetti a rischio e terapia delle malattie croniche (sindrome metabolica, obesità, diabete). È stato ampiamente dimostrato come l’esercizio fisico stabilizzi la glicemia e serva per il controllo metabolico».

Lo sport, oltre a rappresentare valori importanti come lo spirito di gruppo, la solidarietà, la tolleranza e la correttezza, contribuisce all’invecchiamento attivo, fondamentale per aspirare quanto più possibile a un invecchiamento in salute della popolazione.

Svolgere attività fisica vuol dire fare una scelta a favore della propria salute

 Lo sport come medicina: un patto per la salute e il benessere dei cittadini«Infatti, ha importanti effetti sul fisico e sulla mente, contribuisce a migliorare la forza, la resistenza e la salute ossea, allo stesso tempo permette di mantenere il peso sotto controllo, contrastare la depressione e prevenire diverse malattie non trasmissibili come ictus, ipertensione, iperglicemia, iperlipidemia, cancro al colon e al seno ma anche diabete e obesità», aggiunge Adriana Bonifacino, Componente CdA “Sport e Salute”, professoressa Università La Sapienza di Roma. «A questo proposito già nel 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva pubblicato le Linee Guida sull’attività fisica e il comportamento sedentario4-5 per fornire raccomandazioni, basate su evidenze e studi scientifici, che i governi dovrebbero adottare nelle loro politiche nazionali, così da sostenere un aumento dei livelli di attività fisica nella popolazione».

L’attività motoria aiuta anche a dismettere quelli che sono gli effetti tossici dei farmaci, quindi è un’attività importantissima anche nei pazienti con patologie croniche.

«In questo periodo di ripresa post Covid, in cui i governi sono concentrati nella riqualificazione e rigenerazione urbana, obiettivi ampiamente esposti nel PNRR, è fondamentale includere nelle strategie messe in atto la salute e lo sport, poiché sono fattori di crescita cardini del nostro Paese», precisa Tiziana Frittelli, Presidente Federsanità. «La città diventa quindi un bene comune in cui i cittadini hanno ruolo centrale, è compito delle istituzioni garantire il loro benessere psico-fisico e sociale, plasmando un modello di cura e di benessere urbano all’altezza della sfida che stiamo vivendo».

Durante la pandemia è emerso quanto la città possa avere un ruolo di palestra a cielo aperto per i cittadini.

«Tutti gli spazi urbani che lo consentivano sono stati infatti sfruttati per svolgere attività fisica individuale nel rispetto delle regole e del distanziamento, allo stesso tempo ha portato molte persone a riscoprire la bellezza di potersi allenare all’aria aperta, tanto che oltre il 70 per cento ha dichiarato che avrebbe continuato ad allenarsi così anche post-pandemia», precisa Fabio Pagliara, Presidente Fondazione SportCity.6 «È nostro compito studiare e sviluppare città che operino nel rispetto e nella promozione dello sport, perché lo sport produce salute e benessere. Questo disegno di legge va in questa direzione».

Lo sport come medicina: un patto per la salute e il benessere dei cittadini

«Purtroppo, sempre secondo l’OMS, a disincentivare, soprattutto tra i giovani, l’attività fisica, è proprio la città, la sua organizzazione e la sua struttura. I fattori principali sembrano essere la criminalità, il traffico, la bassa qualità dell’aria e l’inquinamento e la mancanza di strutture adatte».

«È necessario mettere in atto politiche e azioni per offrire a tutti la possibilità di praticare sport, ad esempio con spazi e strutture accessibili a tutti, favorendo la possibilità di passeggiare in città o la possibilità di andare in bicicletta in modo sicuro», dichiara Federico Serra, Presidente dell’Osservatorio Permanente sullo Sport, Capo Segreteria tecnica Intergruppo Parlamentare Qualità di Vita nelle Città e segretario generale Health City Institute e C14+.

«La prevenzione primaria si fa nelle città, stimolando le persone a vivere meglio. Oggi è nostro compito guidare a un cambiamento incisivo, traducendo progetti e idee in attività e servizi per la popolazione, e, in questo periodo post-pandemia, le nuove forme di sport outdoor possono costituire un mezzo prioritario con cui farlo diventare protagonista della vita di tutti – aggiunge Mario Occhiuto, Senatore, Presidente Intergruppo Parlamentare Qualità di Vita nelle Città – Identificare lo sport come medicina preventiva da sfruttare, su cui fare affidamento e su cui modificare le proprie città vuol dire investire nella popolazione e nella salute di tutti».

Sportivizzare le città è un valore aggiunto alla sostenibilità

«Può essere un punto di svolta e cambiamento per costruire una società più coesa e collaborativa. I comuni e i governi devono essere al centro di questo cambiamento poiché ora abbiamo la possibilità di rilanciare lo sport ed è nostro compito intervenire in maniera concreta e immediata per trasformare e mobilitare le città», conclude Roberto Pella, Deputato, Presidente Commissione Speciale della Camera dei Deputati, Presidente Intergruppo Parlamentare Qualità di Vita nelle Città e Vicepresidente Vicario di ANCI.

 

GUARDA LA DIRETTA DELL’INTERO EVENTO: https://www.youtube.com/watch?v=a-v8XceSQ1E

 

References

  1. Vuori IM, Lavie CJ, Blair SN. Physical activity promotion in the health care system. Mayo Clin Proc 2013; 88(12): 1446-1461.
  2. Intergruppo Parlamentare Qualità di Vita nelle Città
  3. Atto Senato n. 135 della XIX Legislatura del 13 Ottobre 2022
  4. Every move counts. Le linee guida 2020 OMS su attività fisica e sedentarietà
  5. Promozione dell’attività fisica: dall’OMS il primo bilancio globale delle azioni messe in campo dai Paesi
  6. Fondazione SportCity

 

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