Controllo glicemico: nei diabetici con HIV più attendibile la fruttosamina dell’emoglobina glicata

Utilizzare l’emoglobina glicata (HbA1c) come parametro per misurare il controllo glicemico può indurre a sottostimare il livello del glucosio in soggetti HIV positivi con diabete di tipo 2.
I ricercatori del National Institutes of Health di Bethesda, nel Maryland, sostengono che questo accade a causa degli inibitori nucleosidici della transcriptasi inversa (NRTI) e che un miglior parametro per valutare il livello di glucosio nel sangue in soggetti sieropositivi potrebbe essere la fruttosamina.
I ricercatori hanno raggiunto queste conclusioni in seguito a uno studio durante il quale sono stati messi a confronto 100 soggetti diabetici con HIV e 200 soggetti diabetici senza HIV, ottenendo che l’HbA1c sottostimava il livello del glucosio di 29 mg/dl nei soggetti HIV positivi. Utilizzando la fruttosamina come metodo alternativo per stabilire il livello del glucosio si ottenevano invece risultati più accurati e attendibili.
Sulla base di questi nuovi risultati è auspicabile che cambino le linee guida attuali per la gestione del diabete, che sono pressoché uguali per diabetici sieropositivi e non, tenendo conto del fatto che per i soggetti HIV positivi l’emoglobina glicata non risulta essere un dato attendibile e che sia quindi meglio utilizzare la fruttosamina per avere dati più accurati sul controllo glicemico.

 

 
Fonte: Diabetes Care, 22 settembre 2009; 32: 1591-1593

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