Diabetici: la sindrome metabolica aumenta il rischio di disturbi renali

Con il termine albuminuria si indica la presenza di albumina nelle urine la quale, una volta superata la soglia dei 300 mg nelle 24 ore da origine alla microalbuminuria, un disturbo che può indicare futuri problemi renali.
Secondo uno studio iraniano la sindrome metabolica può aumentare di ben tre volte il rischio di sviluppare microalbuminuria in persone Medio-Orientali con diabete di tipo 2.
Lo studio ha coinvolto 800 adulti affetti da diabete di tipo 2 in attesa per una visita nella clinica di endocrinologia di Teheran. La presenza di sindrome metabolica è stata accertata attenendosi ai criteri stabiliti dalla International Diabetes Federation, con un’eccezione per i valori relativi al giro vita: per i Medio-Orientali il valore indicativo è di 91,5 cm per gli uomini e di 85,5 cm per le donne, mentre secondo la IDF sono rispettivamente di 94 e 80 cm.
Quando i soggetti dello studio sono stati suddivisi a seconda che avessero o meno la microalbuminuria, i ricercatori hanno notato che la sindrome metabolica era significativamente più comune tra i soggetti con microalbuminuria (presente nel 90,3% dei casi) piuttosto che in nelle persone senza microalbuminuria ( 76,6% dei soggetti) nonostante non fossero presenti fra i due gruppi differenze significative per età, genere e funzioni renali.
Un solo studio non consente ai ricercatori di affermare che esista una relazione di causa-effetto tra i due disturbi, ma suggerisce comunque che la presenza della sindrome metabolica in soggetti diabetici possa essere un campanello di allarme per una compromissione delle funzioni renali, che potrà essere prevenuta solo controllando la sindrome metabolica per ottenere una regressione della microalbuminuria.

 

 

FonteActa Diabetol 2009, Advance online publication

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