Il piede di Charcot

  • Il piede di Charcot è un’affezione grave che si accompagna alla presenza di neuropatia diabetica. Se non viene presa in considerazione e trattata adeguatamente al momento della sua comparsa provoca deformazioni dei piedi tali da procurare ulcere non guaribili fino alla necessaria amputazione dell’arto colpito.
  • Il piede di Charcot si caratterizza per un’alterazione delle ossa del piede: inizialmente si osservano piccole fratture che nel tempo diventano frammentazioni ossee con perdita dei rapporti articolari normali fino a rendere impossibile la distinzione delle ossa tra loro. Questo quadro clinico che visivamente si presenta con una grave deformità del piede è la conseguenza di una diagnosi mancata o trascurata all’esordio della malattia, quando la presenza di dolore, edema e arrossamento del piede possono venire scambiati per una distorsione, una flebite o quant’altro. Se l’intervento iniziale è tempestivo, nelle prime fasi, il processo di degenerazione ossea ha ottime probabilità di essere fermato, impedendo – quindi – che il piede si deformi.

 

La terapia della fase acuta

  • La terapia consiste  in genere nell’immobilizzare l’arto con un apparecchio di scarico di gesso: in questa fase è tassativo che il piede non appoggi mai per terra in quanto il carico contribuirebbe all’evolversi del danno osseo. L’apparecchio in questione va tenuto per molti mesi, in base alle esigenze individuali e come stabilito dal proprio medico.
  • Quando il quadro clinico sarà stabilizzato, andrà valutato se sia sufficiente un’ortesi (tutore) con scarpa e plantare oppure sia necessario procedere ad un intervento chirurgico di correzione.

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