La diagnosi di celiachia. Perché è meglio precoce

Non è mai troppo presto per scoprire di essere celiaci, così come non è mai troppo presto per diagnosticare un diabete.

Una diagnosi precoce, seguita dalla tempestiva eliminazione di ogni traccia di glutine dalla dieta può evitare complicazioni anche serie e talvolta anche invalidanti. La celiachia, infatti, se non controllata adeguatamente può portare allo sviluppo di altre malattie, in particolare di: osteoporosi, derivante da uno scarso assorbimento del calcio; aborto e malformazioni congenite, dato che nel corso di una gravidanza, l’apporto di sostanze nutritive è particolarmente cruciale per la buona salute del feto; bassa statura, soprattutto quando la celiachia si sviluppa nell’età infantile e quindi non permette un adeguato assorbimento dei nutrienti necessari alla crescita; convulsioni o attacchi epilettici, derivati da calcificazioni che si formano nel cervello in seguito a una carenza di acido folico per scarso assorbimento, linfoma e adenocarcinoma, forme di cancro intestinale.

Le persone celiache hanno anche un maggior rischio di sviluppare altre condizioni e malattie autoimmuni, oltre al diabete di tipo 1, per esempio: tiroidite autoimmune, dermatite erpetiforme, lupus sistemico eritematoso, artrite reumatoide, malattie del fegato, malattie vascolari, la sindrome di Sjögren e altre.
Alcuni esami di laboratorio (anticorpi antigliadina, antiendomisio e antitransglutaminasi) possono rafforzare il sospetto diagnostico di celiachia, ma solo la documentazione di anomalie della mucosa enterica (atrofia totale o parziale dei villi, prelevati mediante una biopsia eseguita durante una gastroscopia), può consentire una diagnosi certa di malattia celiaca.
La biopsia si esegue inserendo un tubo lungo e sottile attraverso la bocca, l’esofago e lo stomaco, fino all’intestino , dove viene prelevata una piccola porzione di tessuto intestinale per individuare un eventuale danno della mucosa. Con la biopsia si può controllare se i villi intestinali sono completamente scomparsi (atrofia totale) o più o meno appiattiti (atrofia parziale).

 

 

Fonti

Associazione Italiana Celiachia (AIC) »
– Elenberg Y, Shaoul R – The role of infant nutrition in the prevention of future disease. Front Pediatr 2014 Jul 21;2:73
– Lauret E, Rodrigo L – Celiac disease and autoimmune-associated conditions. Biomed Res Int 2013;2013:127589
– Gujral N et al – Celiac disease: prevalence, diagnosis, pathogenesis and treatment. World J Gastroenterol 2012 Nov 14;18(42):6036-59
– Kupfer SS, Jabri B – Pathophysiology of celiac disease. Gastrointest Endosc Clin N Am. 2012 Oct;22(4):639-60

 

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