Il diabete e le sue complicanze: un quadro in trasformazione
Il panorama delle complicanze del diabete sta cambiando in modo significativo, con un impatto crescente su persone, sistemi sanitari ed economie, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito.
Secondo un recente editoriale pubblicato il 30 aprile 2026 su The Lancet Diabetes & Endocrinology, questa evoluzione è legata a diversi fattori:
- aumento della prevalenza del diabete
- diagnosi in età sempre più precoce
- maggiore durata della malattia
- riduzione della mortalità, soprattutto nei Paesi ad alto reddito
- invecchiamento della popolazione (aumento aspettativa di vita, soprattutto nei Paesi ad alto reddito)
- aumento dell’obesità e delle sue complicanze
Il risultato è che le persone con diabete vivono più a lungo, ma sviluppano un profilo di complicanze più complesso e diversificato.
Dalle complicanze “classiche” alle nuove forme di rischio
Tradizionalmente, il diabete viene associato a:
- complicanze microvascolari (nefropatia, retinopatia, neuropatia)
- complicanze macrovascolari (infarto, ictus, arteriopatia periferica)
Oggi, però, stanno emergendo nuove complicanze del diabete, tra cui:
- complicanze legate all’obesità (malattia epatica metabolica, apnee ostruttive del sonno)
- complicanze legate all’età, come infezioni, tumori, fragilità e declino cognitivo
In particolare, cresce l’attenzione verso demenza e tumori, sempre più rilevanti nel profilo di rischio.
Meno eventi cardiovascolari, ma cambiano le cause di morte
Negli ultimi decenni, le strategie di prevenzione della Sanità Pubblica – mirate alla modifica dello stile di vita (ad esempio, la cessazione del fumo e l’adozione di diete a basso contenuto di colesterolo e sodio), insieme a una gestione più efficace e intensiva dell’ipertensione, dell’ipercolesterolemia e dell’iperglicemia, hanno contribuito a una riduzione della mortalità cardiovascolare, sia nelle persone con diabete sia nella popolazione generale.
Il quadro delle complicanze sta cambiando.
Uno studio del 2026 citato nell’editoriale mostra che:
- la mortalità cardiovascolare è in calo sia in persone con diabete che senza diabete;
- la mortalità per demenza è in aumento nella maggior parte dei Paesi, indipendentemente dall’età;
- la mortalità per tumori si riduce meno nelle persone con diabete, diventando progressivamente una delle prime causa di mortalità in diversi Paesi.
Diabete e demenza: un legame sempre più rilevante
A livello globale, oltre 57 milioni di persone convivono con demenza, un numero destinato a crescere nei prossimi decenni.
Il diabete rappresenta un fattore di rischio per la demenza, in particolare per la malattia di Alzheimer e la demenza vascolare, sia nella mezza età che in età avanzata.
Nelle persone con diabete, il rischio di sviluppare la demenza
- è influenzato dall’età alla diagnosi del diabete, con ogni anno in più di anticipo nella diagnosi associato a un aumento del rischio dell’1,9%.
La demenza nelle persone con diabete rappresenta fino al 2% di tutti i casi di demenza a livello mondiale.
Il declino cognitivo ha anche un impatto diretto sulla gestione della malattia, rendendo più difficile aderire alle terapie e mantenere l’autogestione.
Un divario ancora forte tra diversi Paesi
L’aumento dell’aspettativa di vita osservato nei Paesi ad alto reddito non si riflette nei Paesi a basso e medio reddito, dove vive circa l’80% delle persone con diabete.
In questi contesti:
- molti casi non vengono diagnosticati;
- l’accesso alle cure è spesso limitato;
- l’assenza di registri completi sul diabete e di dati di alta qualità in questi contesti ostacola ulteriormente la segnalazione accurata del vero carico della malattia.
Tuttavia, anche nei Paesi ad alto reddito, ogni decennio di diagnosi precoce del diabete di tipo 2 è associato a un’aspettativa di vita inferiore di 3-4 anni.
Nuove priorità per la gestione del diabete
Il panorama in continua evoluzione del diabete e delle relative complicanze rischia di vanificare i progressi ottenuti grazie al calo della mortalità cardiovascolare, con un aumento della mortalità per altre cause. Poiché lo spettro delle complicanze del diabete continua a evolversi, anche la cura del diabete deve adeguarsi. Il cambiamento del profilo delle complicanze richiede nuove strategie.
Tra le priorità:
- diagnosi precoce attraverso screening
- interventi basati sul rischio di ciascuna complicanza
- maggiore attenzione ai fattori modificabili
Un recente studio, secondo cui il 10% delle complicanze macrovascolari e della retinopatia diabetica è attribuibile alla sedentarietà come fattore indipendente, evidenzia la necessità di una maggiore attenzione al controllo dei fattori di rischio per le complicanze.
L’uso crescente di tecnologie per il diabete, come il monitoraggio continuo del glucosio anche nel diabete di tipo 2, potrebbe migliorare non solo il controllo glicemico, ma anche ridurre le complicanze, come si è visto nel diabete di tipo 1.
Conclusioni
Il diabete sta entrando in una nuova fase.
Se da un lato la riduzione della mortalità cardiovascolare rappresenta un successo importante, dall’altro emergono nuove sfide come demenza e tumori.
La gestione della malattia dovrà quindi evolvere verso un approccio più ampio, capace di considerare l’intero spettro delle complicanze e la qualità della vita delle persone con diabete.
References
- Diabetes-related complications: an evolving spectrum
Lancet Diabetes Endocrinol 2026, Published Online, April 30, 2026




