Diabete e attività fisica: un binomio virtuoso da incoraggiare e sostenere

Diabete e attività fisica: un binomio virtuoso da incoraggiare e sostenere

Tre momenti del Campo Scuola “Diabete e Sport Rumo 2023” organizzato da FAND e Associazione diabetici Verona Odv.

L’attività fisica nelle persone con diabete non è solo possibile, ma anche una buona abitudine da incentivare perché fa bene alla salute. A sostenerlo con forza FAND – Associazione italiana diabetici e l’Associazione diabetici Verona Odv, che di recente hanno organizzato in Val di Non il Campo Scuola “Diabete e Sport Rumo 2023” dedicato a persone con diabete di tipo 1; un’importante esperienza di trekking per promuovere la lotta allo stigma e incentivare il movimento in ogni sua forma.

FAND: il Campo Scuola “Diabete e Sport Rumo 2023”

Praticare regolarmente un’attività fisica e sportiva oltre a vivere una vita attiva è un caposaldo per la cura del diabete, anche del diabete tipo 1. Una verità questa confermata ormai da molti studi, e che è ancora opportuno ribadire e promuovere, incoraggiando chi vive con questa malattia cronica, soprattutto quando, anche a causa del persistere di uno stigma sociale, la propria condizione viene percepita impropriamente come limitante.

È questo il senso che ha voluto trasmettere il Campo scuola “Diabete e Sport Rumo 2023” dedicato a persone con diabete di tipo 1 e organizzato in Val di Non (TN) da FAND – Associazione Italiana diabetici e dall’Associazione diabetici Verona Odv.
Durante la tre giorni di trekking, terminata domenica 2 luglio, i partecipanti hanno verificare tecniche e strategie di gestione del glucosio in attività fisica prolungata, in una atmosfera informale e amichevole, di condivisione e spirito di gruppo.

Che l’attività fisica rappresenti uno strumento fondamentale per il contrasto al diabete è ormai ampiamente condiviso sia dalle Istituzioni che dalla Comunità Scientifica. Nuove conferme arrivano anche da un recente studio prospettico che ha valutato alcuni dati raccolti dalla UK Biobank, dove si evidenzia come la regolare attività fisica – da moderata a intensa – potrebbe ridurre il rischio di diabete di tipo 2 anche nelle persone con un alto rischio genetico. Lo studio, pubblicato sul British Journal of Sports Medicine nel giugno 2023, ha valutato oltre 59 mila pazienti osservati per 7 anni: gli Autori (da Australia, Cina e Danimarca) sono concordi nel ritenere che la regolare pratica di più di un’ora al giorno di attività fisica, anche intensa, come corsa, ciclismo e trekking, si associ a un rischio inferiore del 74% di sviluppare diabete di tipo 2.

Il campo scuola “Diabete e Sport Rumo 2023” ha visto la partecipazione di 27 persone, di cui 22 discenti e 5 membri dello staff, con due tappe con pernottamento in un rifugio a 1.925 mt di altitudine nello splendido scenario della catena delle Maddalene. Due tappe decisamente non alla portata di tutti, la prima con una lunghezza di circa 13 Km e un dislivello in salita di circa 800 mt e la seconda di 14 km con un dislivello di 400 mt in salita e ben 1.300 mt in discesa.

Una dimostrazione a chi ha partecipato e a chi convive quotidianamente con il diabete di tipo 1 che con preparazione, conoscenza della patologia e forza di volontà, non esistono limiti. 

«È importante incentivare esperienze come quella di questo campo scuola in cui persone con il diabete tipo 1 hanno potuto condividere, dubbi, esperienze e consigli tecnici sulla gestione dei dispositivi automatici di infusione insulinica, alimentazione in attività fisica intensa e gestione degli imprevisti», dichiara Emilio Augusto Benini, Presidente Fand, «Un’importante esperienza di condivisione e di contrasto a stereotipi troppo spesso limitanti e scoraggianti, in cui si è sviluppato tra i partecipanti un legame di fiducia, di rispetto e supporto reciproco. Un ringraziamento particolare a chi ha fatto sì che tutto ciò potesse svolgersi, allo staff medico del centro di diabetologia dell’AOUI di Verona e alla dottoressa Cristina Cucchiarelli personal trainer».

Reference

 

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