Diabete, carriera militare e sport: cosa hanno in comune?

Diabete, carriera militare e sport: cosa hanno in comune?

Doppia intervista di Eliana Pezzetti a Giulio Gaetani e Noemi Fusco

 

Oggi, nel 2021 siamo ancora co­stretti a porci questa domanda e a darci un solo tipo di risposta, con un nome preciso: DISCRIMI­NAZIONE!
Andiamo con ordine e spieghiamo ai nostri lettori perché.

 

La discriminazione militare delle persone con diabete

L’ordinamento italiano prevede una serie di norme che escludono le persone con diabete dal poter accede­re alle carriere militari e dei corpi civili equiparati. E questo indipendentemente dalle loro ca­pacità o attitudini. Inoltre, le disposizioni relative al lavoro spor­tivo che favoriscono l’accesso al lavoro e allo svolgimento dell’attività sportiva di elevato livello tecnico-agonistico di persone con disabilità fi­siche e sensoriali, anche in questo caso vedono l’esclusione dei diabetici!

 

La persona con diabete non ha diritto alla tessera CIP

Si tratta di norme che permettono il reclu­tamento di atleti paralimpici nei gruppi sportivi militari e dei corpi civili dello Stato, con la pos­sibilità di essere reinseriti nei rispettivi corpi nel momento in cui non saranno più in grado di pra­ticare tale l’attività sportiva.
Di fatto una persona con diabete non ha que­sto tipo di disabilità e quindi non può avere la tessera del CIP (Comitato Italiano Paraolimpico) e di conseguenza gli sono precluse le selezioni de­gli atleti di valore (D.lgs n. 36/2021).

 

Cosa possiamo fare perché questo sta­to di “discriminazione” finisca?

La Federazione Diabete Giovanile (FDG) ha spesso fatto sue queste problematiche, portan­dole all’attenzione non solo della stampa ma an­che degli organi competenti e, spesso, ottenendo risultati concreti da parte di chi doveva emettere delle sentenze.
E anche nel caso di cui parleremo oggi, FDG è in prima linea per denunciare queste disegua­glianze e sensibilizzare sia il mondo politico che i nostri concittadini.
Quella di oggi non sarà una semplice narra­zione, ma intervisteremo un atleta campione del mondo Under 20 di scherma e una giovane don­na con delle aspettative e dei sogni da realizzare.

 

Parliamo di Giulio Gaetani e Noemi Fusco. Giulio Gaetani è una promessa della nostra scherma, (e speriamo non rimanga tale n.d.r.), che ha ottenuto nella sua carriera risultati impor­tanti, da campione! E chiediamolo direttamente a lui cosa vuol dire essere una promessa!

 

Giulio, quanti anni hai e da quanto tempo pratichi la scherma?

Tra qualche settimana compio 21 anni e prati­co la scherma dall’età di 8 anni.

 

Tu fai parte della Nazionale Italiana di scherma e hai già conseguito degli ottimi risul­tati, vuoi citarne qualcuno?

Faccio parte della Nazionale da 7 anni, e ho partecipato sia a campionati Europei che del Mon­do, nella categoria U20.
A novembre del 2019, ai campionati del Mondo di Riga in Lettonia, sono arrivato primo e siamo arrivati secondi nel torneo a squadre. A dicembre dello stesso anno, sempre ai campionati del mondo a Heraklion in Grecia, sono arrivato secondo.
E lo scorso anno in febbraio sia a Belgrado in Serbia che a Basilea in Svizzera ho raggiunto il ter­zo posto sia singolo che a squadre, sempre per la coppa del Mondo.
Per chiudere con un secondo posto a marzo a Porec in Croazia, questa volta per gli europei.
E sono sempre stato convocato a tutti i ritiri assoluti nel 2020/2021!

 

Giulio è possibile continuare la carriera sportiva da “privato”?

La carriera sportiva puoi proseguirla da solo, senza uno stipendio e senza le tutele che avresti se fossi inserito in gruppi sportivi, ovviamente soste­nendo tutte le spese relative.

 

Quindi la strada migliore sarebbe quella di entrare in un gruppo sportivo. E a che tipo di gruppi sportivi ti riferisci e cosa comporta la possibilità di potervi accedere?

Mi riferisco ai gruppi che, per la mia specialità, fanno capo a Esercito, Polizia, Polizia Penitenzia­ria, Aereonautica e Guardia di Finanza.
Entrare in questi gruppi sportivi significa po­ter partecipare in modo organizzato e strutturato a competizioni quali Coppe del Mondo, Campionati Europei e Olimpiadi, oltre al non trascurabile fatto che si ha diritto a uno stipendio.
Ho partecipato per la prima volta a un con­corso per l’Arma dei Carabinieri in qualità di Ca­detto a 17 anni e quest’anno a uno per l’Esercito.

 

Quali sono stati gli esiti di questi concorsi, visti i tuoi risultati sportivi?

I risultati, in entrambi i casi, sono stati di un’e­sclusione con l’unica motivazione di “non idoneità, in quanto diabetico”.

 

Sento che sei molto deluso e che ti sei ri­volto a FDG per cercare di far emergere questo problema. Cosa ti aspetti e soprattutto cosa pensi di fare?

Si sono molto deluso perché il solo pensiero di non poter proseguire nella scherma mi fa stare male, ma mi rendo conto di non poter gravare ul­teriormente sui miei genitori, in quanto io attual­mente non studio né lavoro.
Mi sono rivolto a FDG in quanto so che spesso si sono presi a cuore e non solo, situazioni discri­minatorie nei confronti dei diabetici.
Mi rendo conto che in questo particolare mo­mento l’attenzione della politica è rivolta ad altro, ma questa situazione è un’ingiustizia che va sa­nata nel più breve tempo possibile. Immagino che come me ci saranno altri giovani nelle medesime condizioni e non possiamo rassegnarci e aspettare.
Penso che sia necessario far conoscere questa situazione ai media, e fare in modo che giunga all’attenzione di chi può cambiare le regole, e dare ai giovani come me la possibilità di continuare a seguire le proprie passioni, soprattutto quando ci sono risultati come quelli da me conseguiti.

 

Parliamo ora del caso di Neomi Fusco

Quella di Noemi è una situazione diversa, ma che accomuna questi due giovani, la realizzazione di un sogno. E anche lei ha accettato di condivi­derlo con tutti noi, sentiamolo dalle sue parole.

 

Noemi quanti anni hai e qual è il tuo sogno?

Ho quasi 26 anni e da quando andavo a scuola mi sono letteralmente innamorata delle parole di una persona appartenente alle Forze Armate. An­davo tutti gli anni ad ascoltarlo e tutte le volte le sue parole mi entravano dentro.
E non solo delle parole, mi innamorai soprat­tutto dei valori e degli ideali e capii che quello era ciò che volevo fare della mia vita, ho persino fatto una tesina sull’esercito!

 

Cosa è successo invece?

È successo che a 16 anni ho scoperto di avere il diabete, dopo due settimane d’ospedale mi sono ritrovata a dover imparare tante cose per gestirlo in modo ottimale, ma non mi sono mai sentita né diversa, tantomeno malata.

 

Una presa di coscienza molto matura, e rac­contaci rispetto al tuo sogno cosa hai fatto?

Premesso che sono sempre stata portata per gli studi di Legge, mi ero informata e avevo visto che avere il diabete mi “precludeva” la possibilità di poter realizzare quello per cui sentivo essere il mio vero lavoro, quello di far parte delle forze dell’ordine o dell’esercito. Mi sono quindi posta questa doman­da: è meglio essere esclusa in quanto diabetica o non provarci nemmeno?

 

Cosa hai fatto quindi?

Non mi sono data per vinta e ho partecipato a un concorso in Polizia e ov­viamente sono stata esclusa a causa del diabete.
Ed è per questo che ho deciso di iscrivermi a Legge, nonostante il grande sacrificio che comporta questa scelta, perché voglio essere in grado di po­ter fare qualcosa per cambiare questo stato di cose, queste ingiustizie! Essere considerati a convenien­za degli invalidi è assurdo!
Oltretutto, al compimento del 26° anno, alcuni concorsi mi saranno preclusi!

 

Ritieni quindi che le cose possano cam­biare?

Ti faccio un esempio, una volta per entrare nelle forze dell’ordine o nell’esercito c’era un limite di al­tezza, che poi è stato tolto…quindi se è una sola voce che non funziona, può e deve essere cambiata.
Un altro esempio riguarda gli atleti paralim­pici, per i quali è stato fatto un D.Lgs. 36/2021, quindi recentissimo, che consente loro di partecipa­re alle selezioni e di poter essere inseriti nei gruppi delle Forze Armate, dell’Esercito, della Polizia, assi­curandosi così anche un lavoro!
E infine il Governo Spagnolo che ha modifica­to una norma che prevedeva l’esclusione dai con­corsi per le forze armate di persone affette da diabe­te tipo 1, stabilendo che la non compatibilità con la professione militare debba essere motivata per ogni singolo individuo e su certificazione rilasciata dai servizi sanitari competenti…
Quindi perché anche il nostro Parlamento non può operare allo stesso modo?

 

Quando dici che dovete essere considerati in unico modo e non a convenienza cosa intendi?

Intendo dire che se tu o un genitore in caso di minore, fai richiesta di usufruire della L. 104/92, per poter beneficiare di alcune agevolazioni, puoi ottenerne alcune. Peccato che tale Legge è stata fat­ta quale sostegno a persone affette da disabilità!
E io non mi sento affatto, con tutto il rispet­to, una persona che rientra in questa categoria, e ritengo di portare via qualcosa a chi ne ha effetti­vamente bisogno!
E un’altra cosa, conosco una persona in Guar­dia di Finanza, che è diventata diabetica quando già faceva parte di questo Corpo e non per questo ne è stata esclusa!
Mi chiedo cosa cambia allora? Una legge in­giusta e senza senso.
Quello che dico è che bisognerebbe considerare lo stato di salute complessivo di ogni singolo caso, è sbagliato “categorizzare” le persone, generalizzare, non siamo tutti uguali!
Inoltre la scienza ha fatto passi da gigante e, se i diabetici possono fare attività a livello agonisti­co, non dare loro la possibilità di accedere ai Gruppi sportivi delle Forze Armate e equiparati non solo è una discriminante, ma nega loro la possibilità di una carriera sportiva, di un lavoro e di una retri­buzione!

 

Hai inviato una lettera al Presidente di FDG, Antonio Cabras, dopo che sei venuta a conoscen­za dell’articolo su Giulio Gaetani, perché?

Perché avevo ricevuto porte in faccia da altre associazioni di pazienti in merito alle mie richieste di sostegno per questa causa.
Per questo aver visto un’associazione soprattut­to una persona che si sia interessata a questa situa­zione mi ha ridato speranza e vorrei dare la mia disponibilità al sostegno di questa causa!

 

Noemi tu da anni lavori, vuoi dirci qualcosa su questa tua attività?

Lavoro in uno Studio di Commercialisti e sono profondamente grata per tutto quello che mi hanno insegnato! Solo che dopo due anni è tornata prepo­tentemente la domanda: è questo che voglio vera­mente fare? So di essere fortunata ad avere questo lavoro, sto anche facendo un grosso sacrificio an­dando all’università e nel fine settimana aiutando i miei genitori in pizzeria, ma il mio sogno è un altro e io non voglio rinunciarci! Non è giusto che io lo faccia, no?

 

Qual è il tuo stato d’animo adesso?

La rabbia anche se diversa da prima c’è ancora e soprattutto l’amarezza per una situazione che con poco potrebbe essere cambiata ma che pochi prendono a cuore!
Io mi vedo con una divisa e farò tutto il possibi­le perché diventi realtà.

 

Sosteniamo FDG per questa giusta causa

Devo essere sincera, queste due interviste a Giulio e Noemi mi hanno toccata profondamente e anche io mi unisco a FDG nel sostegno a questa giusta causa.
Avete letto cosa ci hanno raccontato i nostri due giovani ragazzi, e nessuno può tirarsi indie­tro, perché anche loro hanno il diritto di realiz­zarsi nella nostra Società.

Voglio ricordare che l’art. 4 della nostra Co­stituzione sancisce il Diritto al Lavoro, che può essere limitato se sussistono motivazioni precise e queste non possono essere riconducibili alla pato­logia in generale, ma ad ogni situazione specifica, così come riconosciuto dalla comunità scientifica a livello internazionale.
E non solo! Così come previsto dall’art. 8 del­la L. 16 Marzo 1987, n. 115 che cita:

la malattia diabetica priva di complicazioni invalidanti non costituisce motivo ostativo per l’accesso ai posti di lavoro pubblico e privato salvo i casi per i quali si richiedano specifico, par­ticolari, requisiti attitudinali”.

 

E per contro abbiamo un REGIO DECRE­TO, Legge n. 1773 del 14.12.1933, convertito in Legge, n. 244 del 22 gennaio 1934, inerente l’“Ac­certamento dell’idoneità fisica della gente di mare di prima categoria” e, per arrivare ai nostri gior­ni, il Decreto del Ministero della Difesa 4 giugno 2014 inerente l’“Approvazione della direttiva tec­nica riguardante l’accertamento delle imperfezioni e infermità che sono causa di non idoneità al ser­vizio militare e della direttiva tecnica riguardante i criteri per delineare il profilo sanitario dei soggetti giudicati idonei al servizio militare”.

 

E proprio per questo vorrei fare alcuni ap­pelli!

Il primo alla Sottosegretaria di Stato, con delega allo Sport, Valentina Vezzali di prendere in considerazione la lettera inviatale da FDG il 17 maggio 2021 nella quale non solo veniva rac­contata la condizione in cui si è venuto a trovare Giulio come esempio ultimo di una situazione che merita tutta l’attenzione di chi può, attraverso strumenti che gli sono consentiti, farsi promotore di iniziative legislative che possano superare con­dizioni ingiuste come queste!

Il secondo a una “lunga” serie di funzioni, Ministri e Ministeri, tra cui il Ministro della Di­fesa, il Ministero delle Politiche Giovanili e dello Sport, lo Stato Maggiore della Difesa, il Presidente del Comitato Sportivo Militare, il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Gruppi Parlamentari di Camera e Senato e altre funzioni, di prendere in considerazione la lettera inviata da FDG in data 27 aprile 2021, con il medesimo contenuto di quella sopracitata.

Ci auguriamo che questi appelli giungano a chi di dovere, e che finalmente ci sia qualcuno che, aldilà del colore politico di appartenenza, sia in grado di promuovere un’azione legislativa che trovi un’approvazione trasversale nel Parlamento, mettendo finalmente fine a queste situazioni di discriminazione!

 

Eliana Pezzetti
Antonio Cabras, FDG

 

 

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