Diabete tipo 2: il rischio cardiovascolare viene sottovalutato

Diabete tipo 2: il rischio cardiovascolare viene sottovalutato

Le persone con diabete di tipo 2 (DT2) non sono consapevoli del rischio cardiovascolare correlato alla malattia. È uno dei risultati preliminari dell’indagine “Taking Diabetes to Heart” presentati all’ultimo congresso dell’International Diabetes Federation (IDF) 2017, che si è svolto ad Abu Dhabi, 4-8 dicembre 2017.
1 su 3 degli intervistati si considera a basso rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari e 1 su 6 non ha mai parlato del rischio di sviluppare tali complicanze con il medico o il team diabetologico.

 

Malattie cardiovascolari: principale causa di morte nel diabete di tipo 21

Oggi si stima che siano 425 milioni gli adulti nel mondo che convivono con il diabete, la maggior parte con il diabete di tipo 2. Le malattie cardiovascolari (infarto, cardiopatia coronarica e arteriopatia periferica3) rappresentano la principale causa di disabilità e morte nelle persone con diabete di tipo 21,4.
Ancora troppo poche persone con diabete vengono informate del rischio di poter sviluppare malattie cardiovascolari e dell’impatto che queste possono avere sulla loro aspettativa e qualità di vita.

 

Chi ha il diabete tipo 2 ha un rischio raddoppiato di morte e quadruplicato di infarto o ictus, rispetto a una persona sana ma non è consapevole di tale rischio o lo sottovaluta. I dati preliminari dell’indagine Taking Diabetes to Heart presentati all’International Diabetes Federation (IDF) Congress, parlano chiaro. Tra le persone con diabete di tipo 2 (DT2), 1 persona su 3 si considera a basso rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari2, 1 persona su 4 non è mai venuta a conoscenza né ha ricevuto informazioni rispetto al rischio di malattie cardiovascolari, anche a distanza di anni dalla diagnosi di diabete di tipo 22 e persona su 6 non ha mai parlato con il medico o il team diabetologico di questo rischio2.

 

Che cos’è “Taking diabetes to heart”?

Taking diabetes to heartTaking diabetes to heart è la prima indagine online su scala mondiale che indaga su consapevolezza e conoscenza del rischio cardiovascolare tra le persone con diabete di tipo 2. All’indagine, promossa dalla stessa IDF, hanno partecipato sinora 943 persone con DT2, in 32 Paesi. La raccolta dei dati proseguirà fino alla primavera 2018.

Taking Diabetes to Heart è un’indagine multi-lingue, tra cui arabo, bulgaro, cinese, danese, olandese, inglese, francese, filippino, finlandese, tedesco, hindi, italiano, portoghese, russo, spagnolo, swahili e vietnamita. È finalizzata a raccogliere informazioni sui comportamenti che aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari tra le persone con diabete di tipo 2, e a predisporre strategie di difesa e supporto dei pazienti, per migliorare la salute e il benessere della popolazione.

 

“I risultati preliminari dell’indagine sottolineano l’importanza di sensibilizzare i pazienti sulla correlazione tra diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari per promuovere prevenzione, diagnosi precoce e tempestiva e cure adeguate allo scopo di ridurre l’attuale impatto che le due condizioni, già singolarmente, comportano” ha dichiarato Shaukat Sadikot, Presidente uscente dell’ International Diabetes Federation. Considerata la continua crescita del diabete di tipo 2 a livello mondiale, la miglior conoscenza del legame tra queste due condizioni è più che mai necessaria”. Senza contare che il diabete di tipo 2 è spesso associato ad obesità che grava anch’essa su cuore e vasi, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari.

 

La Federazione Internazionale del Diabete (IDF) esorta il maggior numero di persone con diabete di tipo 2 a completare l’indagine Taking Diabetes to Heart così da raccogliere quanti più dati possibili a livello mondiale su cui basare gli sforzi futuri per contribuire a migliorare i risultati. Potete farlo anche voi a questo indirizzo: www.idf.org/takingdiabetes2heart/survey

I dati raccolti con l’indagine serviranno a definire con maggiore precisione le azioni necessarie per migliorare le condizioni di salute delle persone con diabete di tipo 2.

 

Una volta terminata la raccolta dei dati (primavera 2018), verrà stilata una relazione completa con risultati e risorse specifiche per singolo paese a sostegno della conoscenza e consapevolezza delle malattie cardiovascolari tra le persone con il diabete di tipo 2 in tutto il mondo.

 

Per maggiori informazioni su Taking Diabetes to Heart, è disponibile il sito www.idf.org/takingdiabetes2heart. Per maggiori informazioni sul diabete e sulle malattie cardiovascolari è possibile visitare il sito www.idf.org/cvd (testo in inglese).

 

 

 

References

International Diabetes Federation (IDF) è una confederazione di più di 230 Associazioni Nazionali dedicate al diabete in 165 paesi. Rappresenta gli interessi di un sempre crescente numero di persone con diabete e di persone a rischio. La Federazione si rivolge alla comunità mondiale delle persone con diabete dal 1950. Le attività della Federazione hanno lo scopo di influenzare la politica, aumentare la consapevolezza pubblica e incoraggiare miglioramenti nel settore sanitario, promuovere informazioni di alta qualità sul diabete ed educare persone con diabete e operatori sanitari. IDF collabora con il Department of Public Information of the United Nations e la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) www.idf.org.

 

  1. International Diabetes Federation. IDF Diabetes Atlas, 8th Edition. Brussels, Belgium: International Diabetes Federation, 2017. Available at: diabetesatlas.org
  2. International Diabetes Federation, 2017. Taking Diabetes to Heart – Global IDF survey on CVD risk awareness among people with diabetes. Available at: idf.org/takingdiabetes2heart
  3. International Diabetes Federation. Diabetes and Cardiovascular Disease. Brussels, Belgium: International Diabetes Federation, 2016. Available at: idf.org/cvd
  4. World Health Organization, editor. Global health risks: mortality and burden of disease attributable to selected major risks. Geneva, Switzerland: World Health Organization; 2009. 62p.

 

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