Diagnosi retinopatia diabetica: efficace l’intelligenza artificiale, da uno studio italiano

Diagnosi di retinopatia diabetica: riconfermata l’efficacia dell’intelligenza artificiale

La prima esperienza interamente italiana con l’impiego di DAIRET (Diabetes Artificial Intelligence for RETinopathy), algoritmo di intelligenza artificiale per lo screening di primo livello della retinopatia diabetica è stata di recente pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Diabetes & Obesity International Journal.

Lo screening della retinopatia diabetica utile per la diagnosi precoce

Come noto, la retinopatia diabetica è un’importante complicanza del diabete, che si manifesta in circa il 30 per cento delle persone con la malattia; se non viene diagnosticata in modo tempestivo può comportare gravi danni alla vista, fino alla cecità. La diagnosi precoce è quindi fondamentale. «Il diventare cieco è la principale paura delle persone con diabete», sottolinea Alberto Piatti, responsabile della Oculistica territoriale della Asl Torino 5 e primo autore della ricerca. “Lo screening della retinopatia è oggi una procedura sicura e di facile utilizzo con un considerevole rapporto costo-efficacia; lo screening di primo livello costituisce dunque una procedura di semplice e conveniente utilizzo in diabetologia da parte di medici o infermieri”.

Gli obiettivi dello studio osservazionale con DAIRET

Lo studio ha previsto una procedura di screening tramite l’impiego sistematico di DAIRET (Diabetes Artificial Intelligence for RETinopathy), algoritmo di intelligenza artificiale per lo screening di primo livello della retinopatia diabetica, con l’obiettivo di valutare la sua efficacia nell’individuare i casi di complicanza, confrontandola direttamente con la diagnosi clinica dell’oculista. DAIRET, sistema messo a punto da Retmarker, società portoghese controllata dal gruppo italiano Meteda, vanta già un’ampia esperienza internazionale con oltre 500mila pazienti esaminati.

Le conferme dello studio osservazionale condotto sui primi 85 pazienti

I risultati dello studio italiano condotto presso gli ambulatori diabetologici della Asl Torino 5 hanno documentato un’ accurata sensibilità dell’algoritmo DAIRET nel rilevare i casi lievi e moderati, registrando con una capacità di individuazione dei casi (rapporto di sensibilità) pari al 91,6 per cento per la retinopatia lieve e al 100 per cento per la retinopatia moderata. Anche la specificità del test, cioè la capacità di identificare in modo corretto i soggetti sani, è risultata molto alta, con un rapporto di specificità pari a 82,6 per cento, quindi con basso tasso di falsi positivi.

 

L’intelligenza artificiale consente un rapido screening, individuando in tempi precoci i pazienti che necessitano di un approfondimento da parte del medico oculista.

 

«L’algoritmo DAIRET si è dimostrato efficace e utile nell’effettuare una prima diagnosi di presenza o assenza di retinopatia e nel riconoscere lesioni elementari a carico della retina, limitando il numero di persone da sottoporre a visita oculistica, che di norma, le persone con diabete – secondo linee guida – devono effettuare ogni due anni. DAIRET può essere gestito da personale infermieristico, rende più fluido e rapido il percorso diagnostico, con minor onere per gli specialisti e minor tempo di attesa per i pazienti», spiega Carlo B. Giorda, Direttore della Diabetologia territoriale della Asl Torino 5 e coordinatore dell’équipe che ha condotto lo studio.

DAIRET ha un’elevata sensibilità e specificità

«DAIRET ha un’elevata sensibilità – cioè è in grado di ben evidenziarle – anche per le forme più lievi di retinopatia, caratteristica questa non sempre presente in analoghi sistemi in uso. Ciò è fondamentale perché, se è vero che la diagnosi delle forme avanzate necessita poi di un intervento quasi esclusivo dell’oculista, la scoperta di retinopatia lieve permette al diabetologo di agire subito, aggiustando la terapia per il diabete o modificando lo stile di vita della persona, prevenendo allo stesso tempo il peggioramento della complicanza», aggiunge Alberto Piatti, responsabile della Oculistica territoriale della Asl Torino 5 e primo autore della ricerca.

«Dati così concretamente rilevanti, come quelli ottenuti con il nostro sistema DAIRET, possono orientare i clinici a considerare attivamente l’introduzione di una pratica semplice e vantaggiosa per scongiurare o fortemente limitare i pericoli dovuti a una complicanza diabetica oculare spesso orfana di accurate valutazioni, data la complessità gestionale di un ambulatorio diabetologico», dichiara Marco Vespasiani, General manager di Meteda. «È importante, tuttavia, sottolineare come DAIRET si limiti a dare un’indicazione di sospetta o non sospetta presenza di lesione retinopatica e non costituisca refertazione con valore medico-legale» che spetta agli specialisti, conclude Vespasiani.

Reference

Piatti A, Doglio M, Tartaglino B, Nada E and Giorda CB – Diabetic Retinopathy Screening with Artificial Intelligence: A Pivotal Experience in Italian Healthcare System – Preliminary Report

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