Diabete: pesare gli alimenti per la conta dei carboidrati

Diabete: pesare gli alimenti per la conta dei carboidrati

Con la consulenza del dr. Danilo Cariolo, Biologo Nutrizionista, Milano**

Pesi e misure di tutti i giorni

Per chi ha il diabete di tipo 1 o il diabete di tipo 2 in terapia insulinica e fa la conta dei carboidrati (conta-CHO) è importante pesare gli alimenti. Ecco di seguito alcune considerazioni da tenere presenti ed esempi pratici.

  • Per gli alimenti confezionati, è utile leggere il peso riportato sulle confezioni (vedi “Imparare a leggere le etichette alimentari”)
  • Quando si cucina a casa e si preparano tutti i piatti, è bene abituarsi a pesare qualsiasi alimento. Meglio non andare ad occhio, soprattutto quando si sta imparando a fare la conta-CHO. Una volta imparato il metodo, ci si potrà affidare all’occhio o alla mano.
  • Il consiglio è di usare una bilancia digitale che è più precisa. In commercio ce ne sono anche di economiche. Alcune vendute alla Lidl o su Amazon forniscono anche i valori nutrizionali degli alimenti e sono quindi molto utili per fare la conta dei carboidrati.
  • Per la conta dei CHO, ricordarsi di pesare solo gli alimenti che contengono carboidrati (vedi “I carboidrati o glucidi (zuccheri)”).
  • Il peso va sempre preso quando l’alimento è crudo.
  • Una volta presa confidenza con la conta dei carboidrati, si potrà fare quella che viene definita la “taratura degli strumenti casalinghi”. In cucina, utilizzando sempre lo stesso set di piatti, bicchieri, tazze e posate posso tararmi sui vari pesi degli alimenti (di seguito alcuni esempi di equivalenze): per esempio quanto olio ci sta nel mio cucchiaio da cucina, quanto zucchero ci sta in un cucchiaino da thè, un bicchiere di riso quanti grammi sono in modo da facilitare e sveltire la preparazione e renderla meno impegnativa e noiosa. È sicuramente un metodo più veloce ma anche meno preciso della pesata che rimane il metodo ideale.
  • Se non si ha a disposizione una bilancia e neppure strumenti casalinghi, si può confrontare le porzioni con la mano (vale per gli adulti non per i bambini, vedi “Porzioni a portata di mano”) o con il piatto di riferimento o con oggetti di uso comune (vedi “Una mela vale una palla da tennis?”). Ovviamente, questi ultimi sono metodi meno precisi che non devono essere usati come prassi abituale ma possono tornare utili per esempio quando si consuma un pasto fuori casa e non si può pesare gli alimenti. In ogni caso, i ristoratori sanno sempre il peso di ogni piatto e volendo essere più precisi è possibile chiederlo; soprattutto perché le porzioni nella ristorazione tendono sempre ad essere più alte rispetto a quelle che si mangiano a casa.

Pesi e misure di tutti i giorni - a tavola con il diabete

** Il Dr. Danilo Cariolo ha conseguito la Laurea in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Parma. Ha frequentato per due anni il Dottorato in Biologia Cellulare e Molecolare dell’Università dell’Insubria. Iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi. Il Dott. Cariolo ha arricchito la propria formazione frequentando corsi di aggiornamento professionale rientranti nella formazione continua in medicina (ECM) nell’ambito della nutrizione e alimentazione umana.
Ha condotto attività di ricerca, prima presso il dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare dell’Università degli Studi di Parma e, in seguito, presso la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor (Ospedale San Raffaele Milano). È stato docente presso Accademia Avvenire srl.
Ha collaborato e collabora come consulente nutrizionista in numerosi progetti di rilevanza nazionale e per alcuni portali web quali, ad esempio, diabete.com.
Ha realizzato progetti e corsi per scuole e centri medici mirati all’educazione alimentare.

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