Piede diabetico: complicanza ineluttabile? - Diabete.com

Piede diabetico: complicanza ineluttabile?

A cura del dr. Matteo Monami**, Direttore Unità Piede Diabetico, Ospedale Careggi, Firenze

 

È bene sfatare uno dei miti che di solito circolano intorno all’insorgenza di piede diabetico ovvero che la comparsa di questa complicanza sia un evento inevitabile per il fatto stesso di avere il diabete. In realtà NON è così!

 

“Il diabete – se è ben controllato – se c’è un buon compenso glico-metabolico” sottolinea il dr. Monami “rappresenta un deterrente alla comparsa di lesioni ulcerative quindi qualcosa lo possiamo certamente fare noi – medico e paziente – per cercare di ridurre il rischio di ulcere diabetiche.”
“Anche la cura quotidiana dei piedi gioca un ruolo importante nella prevenzione del piede diabetico. Se c’è un familiare, è bene fare controllare i piedi da un familiare; se si è da soli, basta a volte l’uso di uno specchio ingranditore per vedere se ci sono calli, lesioni o vere e proprie ulcere, che possono necessitare di un intervento immediato da parte del medico.”

 

“Il piede diabetico non è quindi un destino ineluttabile per chi soffre di diabete. Va fatta una buona prevenzione primaria: questo, si. Che cosa significa? Bisogna cercare di evitare che compaia la neuropatia e questo lo possiamo fare quasi esclusivamente con un buon controllo metabolico (valori di glicemia e emoglobina glicata più vicini alla norma possibili) ed evitando che vi sia una cattiva circolazione negli arti inferiori cioè un’arteriopatia periferica e anche questo lo possiamo evitare con un buon compenso glico-metabolico ma anche con comportamenti più virtuosi: stop al fumo, controllo dei livelli di colesterolo cattivo (LDL-colesterolo) e degli altri lipidi, attività fisica moderata e regolare, controllo del peso corporeo, cioè agendo su tutti quei fattori dello stile di vita che sono modificabili e che sono considerati fattori di rischio cardiovascolare e quindi fattori di rischio per l’arteriopatia. Se riusciamo a prevenire da una parte la neuropatia e dall’altra l’arteriopatia, siamo in grado di prevenire il piede diabetico e quindi la comparsa di lesioni ulcerative (prevenzione secondaria).”

 

Il piede diabetico, quindi, è una complicanza del diabete che possiamo attivamente prevenire, con impegno e costanza dei controlli” conclude Monami.

 

 

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** Il dr. Matteo Monami è responsabile dell’Unità Piede Diabetico dell’ Ospedale Careggi a Firenze. Questa Unità afferisce al Dipartimento Medico-Geriatrico e gestisce i percorsi di diagnosi e cura del piede diabetico e delle sue complicanze in ottica multidisciplinare e di rete che comprende le strutture di secondo livello AOUC, lo specialista territoriale e il MMG del paziente, con le seguenti funzioni:
– migliorare il percorso diagnostico terapeutico assistenziale del paziente con piede diabetico in tutte le sue fasi, dalla presa in carico alla riabilitazione e al follow up;
– promuovere l’integrazione di tutti professionisti chiamati a operare nei PDTA del piede diabetico;
– erogare prestazioni di elevata complessità per i pazienti dell’Area Vasta.

 

 

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