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Sonno e glicemia, alleati del benessere

A cura di Rossella Bossa, medico psicoterapeuta, Milano

Una riduzione della quantità o della qualità del sonno nuoce alla salute, diminuisce l’efficienza e la produttività diurne, mentre un buon sonno ripristina le energie spese durante il giorno e aiuta a mantenere un buon controllo della glicemia e dell’emoglobina glicata.

 

La qualità del sonno è un fattore rilevante per la nostra salute

Il sonno è un importante appuntamento quotidiano che garantisce il nostro benessere fisico e psichico durante tutto l’arco della giornata e rappresenta pertanto un fattore determinante di qualità di vita personale. Tuttavia nella società moderna, basata sulla produttività e sui consumi, dormire è considerato, per certi aspetti, una perdita di tempo: “chi dorme non piglia pesci..!” La conseguenza è che molte persone dormono molto meno delle 7-8 ore necessarie (nell’adulto) ed accumulano negli anni un forte debito di sonno.

 

Prevalenza dei disturbi del sonno nelle persone con diabete

La mancanza cronica di sonno, le apnee notturne, risvegli notturni, difficile addormentamento, e insonnia hanno una elevata frequenza nei pazienti con diabete di tipo 2. Si calcola che oltre il 90% delle persone con il diabete riporti almeno un disturbo del sonno. Considerando che trascorriamo un terzo della nostra vita dormendo, stupisce che i medici raramente prendano in considerazione il sonno come fattore modificabile nello stile di vita di una persona con diabete.

 

Effetti della deprivazione di sonno sul metabolismo

Diversi studi hanno dimostrato che la mancanza cronica di sonno può avere un impatto negativo importante sul metabolismo, in quanto provoca una riduzione della tolleranza al glucosio e un aumento dell’insulino-resistenza, che, nel tempo, causano un sovraccarico e favoriscono l’esaurimento funzionale delle cellule beta del pancreas. Questi fenomeni sarebbero alla base di un maggiore rischio di diabete di tipo 2 ma anche di sovrappeso e obesità.

Alcuni studi hanno inoltre evidenziato che in soggetti con iperglicemia, iperinsulinemia o diabete di tipo 2 non compensato, si osservano con maggiore frequenza disturbo del sonno e in generale un sonno alterato sia in qualità che in quantità.
Un “cattivo sonno”, associato ad alterazioni del metabolismo degli zuccheri (glucidico), potrebbe quindi rappresentare una “relazione pericolosa” da non trascurare.

Alcuni ricercatori hanno inoltre osservato, nelle persone affette da diabete di tipo 2 soggette a deprivazione di sonno per lavoro turnista, un aumento dei livelli di emoglobina glicata (HbA1c), a ulteriore conferma dell’importante relazione tra sonno e metabolismo glucidico.

 

La carenza di sonno (in termini più scientifici: deprivazione di sonno) influisce in modo negativo anche sul comportamento alimentare, favorendo la ricerca di cibi grassi e dolci, soprattutto nelle persone in restrizione dietetica. Questo comportamento sarebbe indotto da un aumento dei livelli plasmatici di leptina (un ormone secreto dal tessuto adiposo che induce senso di sazietà) e dalla contemporanea riduzione dei livelli di GHrelina (un ormone secreto a livello gastrico che stimola l’appetito), ma anche da altri fattori ancora da approfondire, come ad esempio la riduzione della secrezione di TSH (ormone stimolante la tiroide) e di testosterone.

Alla luce di queste recenti evidenze, possiamo facilmente comprendere come migliorare la qualità del sonno sia fondamentale per garantire un maggiore benessere diurno, mentre ridurre le ore di sonno non migliora, anzi peggiora l’efficienza e la qualità della vita diurna.

 

 

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