Diabete e osteoporosi: quale correlazione?

L’osteoporosi rappresenta una complicanza poco nota per il diabete, sia di tipo 1 che di tipo 2.
Nelle persone con diabete di tipo 1 ad essere alterata è soprattutto la capacità dell’osso di formare nuovo tessuto (rimodellamento osseo), ciò comporta un bilancio ‘negativo’ come quantità di osso nello scheletro.

Al contrario, in chi soffre di diabete di tipo 2, soprattutto quando non ben controllato, si osserva il fenomeno opposto: la massa ossea risulta addirittura aumentata, in questo caso ad essere compromessa è la qualità dell’osso. Che cos’è che provoca questo aumento quasi paradossale? L’eccesso di glucosio in circolo presente nel diabete va in parte a legarsi alle proteine delle fibre collagene (glicosilazione: legame tra uno zucchero, come il glucosio e una proteina, come il collagene) formando una sorta di “melassa” che altera la qualità del tessuto osseo. In questo modo l’osso, pur essendo più denso, risulta più fragile e soggetto a fratture. Va considerato, inoltre, che la persona affetta da diabete di tipo 2 è spesso un anziano e l’osteoporosi è sicuramente una patologia che si manifesta più spesso con l’avanzare dell’età.

 

Osteoporosi e complicazioni diabetiche

A complicare ulteriormente il quadro, ed ad aumentare il rischio di fratture in caso di diabete, ci si mettono anche le complicanze vascolari e neurologiche tipiche del diabete di lunga data che, unite all’età avanzata, rendono più frequenti e più facili le cadute con conseguente possibile fratture.

L’uso di insulina e la durata del diabete superiore ai 12 anni rappresentano elementi in grado di influire significativamente sul rischio di fratture.

 

Differenze di genere

E se ad essere più colpite dall’osteoporosi in età avanzata sono certamente le donne, va altresì ricordato che neppure gli uomini sono immuni come sottolineato nella 18° Giornata Mondiale dell’Osteoporosi: il rapporto di prevalenza per le fratture da osteoporosi (nella popolazione generale diabetica e non) è di  3 a 1, (donne:uomini). Ma al contrario delle donne, gli uomini non si controllano né credono di poter rischiare fratture da fragilità osteoporotica.

 

Diabete e rischio di fratture

Il rischio di fratture da osteoporosi è più evidente (circa 6 volte maggiore), in entrambi i sessi, nei diabetici di tipo 1 (soprattutto per fratture all’anca e al femore), rispetto ai diabetici di tipo 2 (rischio raddoppiato nelle donne in postmenopausa rispetto alla popolazione generale),  in una fascia di età più giovane, in cui le persone senza diabete difficilmente si fratturano a causa della fragilità ossea. È importante quindi sensibilizzare sia i diabetici che i medici di famiglia che il diabete rappresenta un fattore di rischio non trascurabile per le fratture da fragilità osteoporotica.

Uno stile di vita attivo, il miglioramento del controllo della glicemia, insieme all’ottimizzazione dei livelli di calcio e vitamina D possono essere utili nella prevenzione delle cadute, insieme a una terapia anti-osteoporotica specifica che sarà indicata dal proprio medico, caso per caso.
 

 

 

 

Fonti
– Dhaon P, Shah VN – Type 1 diabetes and osteoporosis: A review of literature. Indian J Endocrinol Metab. 2014 Mar;18(2):159-65
– Jackuliak P, Payer J – Osteoporosis, fractures, and diabetes. Int J Endocrinol 2014; 2014:820615
– Janghorbani M et al – Systematic review of type 1 and type 2 diabetes mellitus and risk of fracture. Am J Epidemiol 2007 Sep 1;166(5):495-505
– Vestergaard P -Discrepancies in bone mineral density and fracture risk in patients with type 1 and type 2 diabetes–a meta-analysis. Osteoporos Int 2007 Apr;18(4): 427-44
– Janghorbani M et al – Prospective study of diabetes and risk of hip fracture: the Nurses’ Health Study. Diabetes Care 2006 Jul;29(7):1573-8

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