Ipertensione: killer silenzioso, quali i fattori di rischio?

Quando la pressione arteriosa è elevata sottopone cuore e vasi a un continuo sovraccarico di lavoro. Ciò avviene anche se la persona è “asintomatica” ovvero non ha alcun sintomo e questo può perdurare almeno fino a quando non siano manifesti danni d’organo o addirittura fino alla comparsa di complicanze a cuore, cervello, rene o occhio per citare le principali. Proprio per questo motivo, l’ipertensione viene considerata un “killer silenzioso”. Una volta instauratasi, è difficile che i valori della pressione possano ritornare nei limiti della normalità senza un’appropriata terapia medica.

 

I fattori di rischio di ipertensione arteriosa

L’ipertensione è di per sé una malattia cronica: ciò significa che una persona ipertesa dovrà controllare e curare la propria pressione arteriosa per tutta la vita. Anche se è noto che l’abbassamento di un’ipertensione anche lieve riduce il rischio e la mortalità cardiovascolare, la decisione del medico di intervenire non dipenderà solo dai valori della pressione ma dalla coesistenza di alcuni fattori di rischio.

 

Un fattore di rischio è una caratteristica della persona che accresce la possibilità (il rischio, appunto) che questa sviluppi la malattia.
Alcuni fattori di rischio sono modificabili con cambiamenti dello stile di vita, altri no.

 

Tra i fattori di rischio alcuni sono fisiologici, per loro stessa natura non modificabili; tra questi vi sono: età, sesso, storia familiare di malattia cardiovascolare prematura, origine etnica e razziale, precedenti eventi cardio o cerebrovascolari. Altri fattori possono essere corretti con adeguate modificazioni del nostro stile di vita o terapie adeguate. Tra questi vi sono: stress psico-fisici prolungati, abitudine al fumo di sigaretta, eccesso di alcolici e alimentazione scorretta, vita sedentaria, aumento del colesterolo, malattie associate come diabete, nefropatia, obesità.

 

 

6 cose da fare dopo una diagnosi di ipertensione

  1. Innanzitutto il problema non va sottovalutato ma è importante prenderne atto rapidamente.
  2.  Occorre misurare con regolarità la pressione per verificare che sia sempre sotto controllo (è bene farlo anche se ci si sente benissimo).
  3. Un’ottima abitudine è quella di cominciare sin da subito a misurarla anche a casa e/o in farmacia, in genere un ambiente più friendly rispetto allo studio del medico.
  4. Le indicazioni del medico vanno sempre seguite con scrupolo, senza interrompere la terapia o, peggio, dimezzare la dose o pasticciare con i farmaci, magari su consiglio di un amico o un parente; a proposito di farmaci, meglio prenderli sempre alla stessa ora perché il nostro corpo è un abitudinario!
  5. Un’alimentazione equilibrata e ben bilanciata, insieme a uno stile di vita attivo, evitando fumo ed eccesso di alcolici, rappresentano un ottimo approccio per prevenire un aumento dei valori pressori. La prevalenza di ipertensione tende ad essere inferiore in adulti fisicamente attivi rispetto a coetanei meno attivi.
  6. Almeno una volta all’anno va fatta una visita di controllo e un esame del sangue.

 

Fonte
– Società Italiana dell’Ipertensione arteriosa »

 

 

Potrebbero interessarti

  • 11 agosto 2017Incidenza di diabete e comorbiditàIl rischio di complicanze del diabete è direttamente correlato al buon controllo del diabete stesso. Numerosi studi hanno documentato che migliore è il compenso metabolico del glucosio nel sangue (glicemia) e minore è il rischio di complicanze future. Posted in Italia
  • 27 giugno 2017Lo studio REMOVALIl trattamento a lungo termine con metformina potrebbe ridurre il rischio cardiovascolare negli adulti con diabete tipo 1: questi i risultati dello studio REMOVAL (REducing with MetfOrmin Vascular Adverse Lesions) presentati alle 77° Sessioni scientifiche dell’American Diabetes Association (ADA 2017).   Posted in Metformina e ipoglicemizzanti orali
  • 13 agosto 2017Neuropatia Diabetica: l’ultimo Position Statement dell’ADANel gennaio 2017, l’American Diabetes Association (ADA) ha pubblicato su “Diabetes Care”, un Position Statement sulla neuropatia diabetica. È un documento aggiornato che rappresenta la posizione e il punto di vista dell’Associazione sulla complicanza diabetica più frequente. Posted in Neuropatia