Farmaci per l’obesità e il diabete tipo 2: FeSDI rassicura su sicurezza ed efficacia delle terapie GLP-1

Farmaci per l’obesità e il diabete tipo 2: FeSDI rassicura su sicurezza ed efficacia delle terapie GLP-1

I diabetologi italiani: “Non sospendere le cure senza consultare il proprio specialista”. La rassicurazione di FeSDI: terapie sicure ed efficaci quando inserite in un piano strutturato e personalizzato, stabilito e seguito dal proprio team di cura.

I farmaci agonisti del recettore del GLP-1, oggi utilizzati nel trattamento del diabete tipo 2 e dell’obesità, sono terapie sicure ed efficaci se prescritti e monitorati dal diabetologo o da altro specialista (cardiologo, internista, etc). È questo il messaggio che la Federazione delle Società Diabetologiche Italiane (FeSDI) rivolge alle persone in trattamento, invitandole a non lasciarsi condizionare da informazioni allarmistiche o non correttamente contestualizzate, diffuse negli ultimi tempi, in ogni canale media, spesso senza alcuna competenza nell’area di riferimento.

La presa di posizione arriva da FeSDI, la Federazione che riunisce l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e la Società Italiana di Diabetologia (SID), rappresentando la quasi totalità della comunità diabetologica italiana.

FeSDI: evitare interruzioni autonome delle terapie

Secondo gli specialisti, eventuali timori generati da notizie prive di adeguato fondamento scientifico non devono indurre i pazienti a sospendere autonomamente i farmaci prescritti.
L’interruzione non concordata con il medico, infatti, può compromettere il controllo glicometabolico e ridurre i benefici cardiovascolari e renali garantiti dalla continuità terapeutica.

FeSDI sottolinea come le recenti critiche indiscriminate rivolte ai farmaci basati sul GLP-1 rischino di generare disinformazione e allarme tra i pazienti. In particolare, alcune affermazioni relative a possibili danni a occhi, pancreas o altri organi, se diffuse senza il necessario contesto scientifico, possono creare preoccupazione e spingere le persone ad abbandonare terapie considerate salvavita.

Le conseguenze di questa disinformazione – spiegano le Società scientifiche – emergono anche dall’aumento delle richieste di chiarimento arrivate ai centralini delle associazioni e agli studi medici da parte di pazienti preoccupati.

Il ruolo centrale del diabetologo nella gestione delle cure

Per FeSDI, il diabetologo (o comunque altri specialisti di riferimento) e il medico curante devono continuare a rappresentare il principale punto di riferimento per le persone con diabete e obesità.
È infatti all’interno della relazione di cura che si possono massimizzare i benefici terapeutici e gestire correttamente i possibili rischi associati a qualsiasi trattamento farmacologico.

Gli specialisti ricordano che ogni decisione relativa alle terapie deve essere presa insieme al medico, sulla base della propria storia clinica.

GLP-1: una delle classi terapeutiche più studiate

Gli agonisti del recettore GLP-1 rappresentano oggi una delle classi farmacologiche più solide e meglio studiate nell’ambito delle malattie metaboliche.
Numerosi trial clinici randomizzati, pubblicati su autorevoli riviste scientifiche internazionali e condotti sia in persone con diabete tipo 2 sia in soggetti con obesità senza diabete, hanno dimostrato benefici che vanno ben oltre il semplice controllo della glicemia e la perdita di peso.

Tra gli effetti documentati figurano:

  • riduzione significativa degli eventi cardiovascolari maggiori, come infarto miocardico, ictus e mortalità cardiovascolare;
  • protezione della funzione renale;
  • miglioramento complessivo del profilo metabolico;
  • benefici nello scompenso cardiaco a frazione di eiezione preservata;
  • effetti favorevoli su ulteriori esiti clinicamente rilevanti.

Secondo FeSDI, si tratta quindi di farmaci che stanno contribuendo a modificare in meglio la storia naturale del diabete e delle sue complicanze, purché inseriti in un percorso terapeutico appropriato e monitorato.

Farmaci antiobesità: un supporto concreto contro una malattia cronica complessa e recidivante

Queste terapie rivestono oggi un ruolo sempre più importante anche nella gestione dell’obesità.
Ad oggi, evidenzia FeSDI, poche opzioni terapeutiche hanno mostrato livelli di efficacia e sicurezza comparabili. In molti casi, l’alternativa può essere rappresentata dalla chirurgia bariatrica, una soluzione efficace nel lungo termine ma associata, come ogni intervento chirurgico, a possibili rischi e alla necessità di un’attenta valutazione clinica e di una preparazione adeguata.

L’obesità, ricordano i diabetologi, non è soltanto un fattore di rischio cardiovascolare e renale, ma è associata anche a numerose forme tumorali e può incidere profondamente sulla qualità della vita, con ripercussioni sociali, lavorative e scolastiche.

Quando inseriti all’interno di un percorso che comprenda alimentazione equilibrata, attività fisica e monitoraggio medico costante, i farmaci GLP-1 possono contribuire significativamente al miglioramento della salute generale e rappresentare un aiuto concreto anche nel contrasto allo stigma che ancora accompagna l’obesità.

I Farmaci anti-obesità, non sono scorciatoie per dimagrire.

Anche l’Agenzia del Farmaco ha di recente richiamato a un uso appropriato degli analoghi GLP-1 e dei doppi agonisti GIP/GLP-1: attenzione ai rischi dell‘autosomministrazione e agli acquisti illegali online.

Corretta informazione e fiducia nel medico

Per tutte queste ragioni, FeSDI invita le persone con diabete tipo 2 e obesità a non avere timori nei confronti di una classe terapeutica che la comunità scientifica internazionale considera tra le più importanti innovazioni degli ultimi anni.

Dubbi e domande, concludono gli specialisti, devono essere discussi serenamente con il proprio medico curante o con il diabetologo o altro specialista di riferimento, figure professionali che conoscono la situazione clinica del singolo paziente e possono fornire indicazioni personalizzate e appropriate.

La corretta informazione scientifica, basata sulle evidenze scientifiche e sostenuta dalla relazione di fiducia con i professionisti della salute, resta infatti il principale strumento di tutela per le persone con diabete e obesità.

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