Agrumi e diabete tipo 2

Agrumi e diabete tipo 2

Intervista al dr. Danilo Cariolo, Biologo Nutrizionista, Milano**

 

Gli agrumi possono rappresentare un valido alleato per chi soffre di diabete di tipo 2 e non solo. I frutti derivanti dalle piante del genere “Citrus” possono essere d’aiuto anche in condizioni di obesità, uricemia e gotta, ipertensione, arteriosclerosi, sindrome metabolica.

 

A quali agrumi in particolare si riferisce?

Per i diabetici mi riferisco soprattutto ad arance e limoni considerando anche l’ampia diffusione e la facilità di reperimento quando si fa la spesa ma anche cedro, bergamotto, mandarini e suoi ibridi (come clementine, mapo, mandaranci), pompelmo e chinotto.

 

A quali sostanze contenute negli agrumi dobbiamo gli effetti positivi per la salute?

Gli agrumi sono ricchi di acidi organici, vitamine (soprattutto la vitamina C), antiossidanti, come i flavonoidi, e fibra (soprattutto fibra solubile). Tutte sostanze molto utili per il mantenimento della salute, la prevenzione di molte patologie e la gestione di queste là dove siano presenti.
I flavonoidi contenuti negli agrumi svolgono diverse attività biologiche coinvolte nella prevenzione del rischio di malattie cardiovascolari: sono potenti antiossidanti, migliorano la tolleranza al glucosio e la sensibilità all’insulina, modulano il metabolismo dei grassi (lipidi) e la differenziazione delle cellule adipose (adipociti), contrastano l’infiammazione e migliorano le disfunzioni della parete dei vasi sanguigni.

Flavonoidi

 

Anche nella persona con diabete?

I dati disponibili suggeriscono che il consumo regolare di agrumi favorisce una migliore funzione cardiovascolare anche nella persona con diabete.
Gli studi condotti su modelli sperimentali di diabete hanno dimostrato che l’efficacia dei flavonoidi degli agrumi (per es. rutina, nobiletina, rusmina,  esperidina, naringina, eriodictiolo) migliorano la tolleranza al glucosio e la sensibilità all’insulina, riducono la resistenza all’insulina, migliorano l’uptake periferico di glucosio, contrastano l’infiammazione e aiutano a modulare l’attività di enzimi e trasportatori coinvolti nel metabolismo del glucosio e dei grassi.

Gli studi sperimentali hanno anche evidenziato che i flavonoidi contenuti negli agrumi modulano le differenti vie metaboliche coinvolte nell’adiposità e la differenziazione degli adipociti e questo potrebbe rivestire un notevole valore per lo sviluppo di farmaci antiobesità.
Ulteriori studi sono ovviamente necessari per confermare sia nel soggetto sano che nel soggetto con diabete questi risultati sperimentali che potrebbero aprire nuove strade di ricerca nello sviluppo di nuovi farmaci.

Flavonoidi

 

Come gestire l’ingestione di zuccheri da parte del diabetico?

Come tutta la frutta anche gli agrumi contengono zuccheri semplici anche se il loro sapore “aspro” potrebbe portare a pensare il contrario. Sicuramente non stiamo parlando di un “frutto zuccherino”, cioè particolarmente ricco di zuccheri ma occorre sempre considerare che la quantità di zuccheri che si possono assumere deve essere commisurata al singolo individuo, alla sua condizione fisio-patologica e alla sua attività fisica. Anche se non è possibile consigliare una porzione per tutti possiamo dire come e quando è meglio consumare gli agrumi.

In primo luogo non associarli e non associare frutta in genere, alla fine di un pasto dove la quantità di alimenti contenenti carboidrati è stata alta. Anche se la porzione è molto soggettiva possiamo ritenere a rischio l’assunzione di carboidrati nel pasto quando la quantità di pasta, riso o cereali supera gli 80 g o si associano al primo anche patate, pane, crackers o altri prodotti farinacei. Oppure quando si mangia una pizza.

Se il pasto è stato equilibrato, cioè la quota di carboidrati entro gli 80 g di un primo piatto, con una fonte proteica e una porzione abbondante di verdure,  allora anche una porzione di frutta alla fine può andare bene.
Tenere la frutta e quindi anche gli agrumi lontani dal pasto, come spuntino, non ha, quasi mai, controindicazioni.
Infine, ma non meno importante, si consiglia di consumare il frutto intero, in spicchi dopo averlo sbucciato, per sfruttare al massimo l’assunzione di fibra.

 

E’ consigliato il consumo di spremute?

spremuta agrumiNel caso delle spremute di agrumi il discorso si complica e un consiglio generico non è facile. Da un lato spremere 2-3 arance aiuta ad assumere maggiormente sostanze utili ma porta all’introduzione di più zuccheri (basti pensare che si concentrano gli zuccheri di 2-3 arance in un bicchiere di spremuta) e con una quantità di fibra molto ridotta che porta ad accelerare l’assorbimento degli zuccheri con la conseguenza di far alzare troppo la glicemia.
Consiglio moderazione con le spremute o almeno testare e provare la glicemia in varie condizioni prima di inserirne il consumo come abitudine. L’idea generale deve comunque essere quella di consumare il frutto a spicchi.

 

Esistono modi alternativi per utilizzare gli agrumi?

Gli agrumi sono dei frutti abbastanza versatili. Ad esempio, il succo di limone può essere una valida alternativa all’aceto per condire l’insalata. Un uso davvero alternativo ma che può rilevarsi salutare è l’uso della buccia, la quale è molto ricca di vitamine e sostanze antiossidanti. La buccia degli agrumi grattugiata può essere aggiunta alle verdure lessate o al pesce al forno per insaporire i piatti senza dover utilizzare olio e sale.

Si può essiccare la buccia dei mandarini o delle arance. Con la prima si può creare una polvere di mandarino per aromatizzare le preparazioni mentre con la seconda si possono ottenere delle scorzette con cui preparare dei dolci gustosi senza zuccheri e farine. E’ sufficiente immergerle nel cioccolato fondente per ottenere un dolce squisito che non crea un eccessivo rialzo della glicemia.

 

Esistono delle controindicazioni particolari per chi consuma agrumi?

Non particolarmente. L’unica attenzione è quella di non consumare pompelmo quando si assumono farmaci. Il pompelmo contiene sostanze che portano a interferire con molti principi attivi farmacologici. Prestate particolare attenzione in caso di assunzione di farmaci antiaritmici, statine, ansiolitici, immunosoppressori, antistaminici, calcio-antagonisti, anticoagulanti e chemioterapici. Di queste interazioni occorre parlarne con il proprio medico.

 

 

References

Ayman M Mahmoud , Rene J Hernández Bautista et al – Beneficial Effects of Citrus Flavonoids on Cardiovascular and Metabolic HealthOxid Med Cell Longev 2019 Mar 10;2019:5484138

– Julia M Assini , Erin E Mulvihill, Murray W Huff et al – Citrus flavonoids and lipid metabolism. Curr Opin Lipidol 2013 Feb;24(1):34-40

– Danja J Den Hartogh, Evangelia Tsiani et al – Antidiabetic Properties of Naringenin: A Citrus Fruit Polyphenol. Biomolecules 2019 Mar 12;9(3):99

 

 

 

** Il Dr. Danilo Cariolo ha conseguito la Laurea in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Parma. Ha frequentato per due anni il Dottorato in Biologia Cellulare e Molecolare dell’Università dell’Insubria. Iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi. Il Dott. Cariolo ha arricchito la propria formazione frequentando corsi di aggiornamento professionale rientranti nella formazione continua in medicina (ECM) nell’ambito della nutrizione e alimentazione umana.
Ha condotto attività di ricerca, prima presso il dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare dell’Università degli Studi di Parma e, in seguito, presso la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor (Ospedale San Raffaele Milano). È stato docente presso Accademia Avvenire srl.
Ha collaborato e collabora come consulente nutrizionista in numerosi progetti di rilevanza nazionale e per alcuni portali web quali, ad esempio, diabete.com
Ha realizzato progetti e corsi per scuole e centri medici mirati all’educazione alimentare.
Partecipa sistematicamente a Congressi Nazionali ed eventi inerenti la disciplina di sua competenza.

 

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