Celiachia ed erogazione gratuita dei prodotti: si cambia, in base al genere e all’età

Celiachia ed erogazione gratuita dei prodotti: si cambia, in base al genere e all’età

Nuova divisione delle fasce di età, con tetti di spesa più alti per i minori.
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di martedì 28 agosto 2018 il nuovo decreto che abroga quello precedente del 2006. Oltre a una nuova divisione delle fasce di età, con differenze tra uomini e donne – il nuovo decreto stabilisce limiti mensili di spesa più alti rispetto al passato per i minori. Ridotti, invece, i tetti di spesa per i soggetti adulti e in particolare per gli anziani over 60 (dal 20 fino a quasi il 50% in meno).

 

Le premesse del nuovo decreto, 10 agosto 2018

Secondo quanto si legge in Gazzetta 28.8.2018, il Ministero ritiene che sia “opportuno rendere uniformi le modalità di erogazione degli alimenti senza glutine specificamente formulati per celiaci al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale e di contenere i costi per il Servizio sanitario nazionale”.

 

Il decreto precisa inoltre che la persona con celiachia “deve seguire una dieta varia ed equilibrata con un apporto energetico giornaliero da carboidrati stimabile in almeno il 55%, che deve derivare anche da alimenti naturalmente privi di glutine provenienti da riso, mais, patate e legumi come fonte di carboidrati complessi, per cui la quota da soddisfare con alimenti senza glutine di base (pane, pasta e farina) è stimabile nel 35% dell’apporto energetico totale.

 

Il Registro Nazionale verrà aggiornato entro 6 mesi
A partire dal febbraio 2019, le Regioni avranno 3 mesi per adeguarsi.

 

Categorie erogabili di alimenti senza glutine specificamente formulati per celiaci

Art 2/1. “Ai fini dell’erogazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale sono inclusi nel Registro Nazionale, istituito presso la Direzione generale per l’Igiene, la Sicurezza degli alimenti e la Nutrizione del Ministero della salute, gli alimenti di cui all’art. 1 rientranti nelle seguenti categorie:

  1. a) pane e affini, prodotti da forno salati;
  2. b) pasta e affini; pizza e affini; piatti pronti a base di pasta;
  3. c) preparati e basi pronte per dolci, pane, pasta, pizza e affini;
  4. d) prodotti da forno e altri prodotti dolciari;
  5. e) cereali per la prima colazione.

 

Come cambiano i tetti di spesa gratuiti mensili
Il nuovo decreto inserisce nuove fasce di età e una divisione tra i tetti di spesa per gli uomini e per le donne. In generale, rispetto al precedente Decreto del 2006.   la differenza più marcata sono limiti di spesa più elevati per i minori e tetti più bassi per gli adulti (in questi ultimi, il rimborso era fissato a 140 euro al mese mentre oggi i nuovi limiti prevedono un rimborso dai 90 euro per le donne ai 110 euro per gli uomini) e tetti sono ancora più bassi per le persone anziane (vedi tabella sotto).

 

I nuovi limiti di spesa secondo il Decreto del 10 agosto 2018 (GU, 28.08.2018)

Fasce di età

UOMINI

Limite mensile

DONNE

Limite mensile

6 mesi – 5 anni

56 euro

6-9 anni

70 euro

10-13 anni 100 90
14-17 anni 124 99
18-59 anni 110 90
≥ 60 anni 89 75

 

 

Fonte

Ministero della Salute – DECRETO 10 agosto 2018. Limiti massimi di spesa per l’erogazione dei prodotti senza glutine, di cui all’articolo 4, commi 1 e 2, della legge 4 luglio 2005, n. 123, recante: «Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia».

 

 

 

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