Ipertensione. Presentate le nuove Linee Guida ESC/ESH, Revisione 2018

Ipertensione. Presentate le nuove Linee Guida ESC/ESH, Revisione 2018

L’occasione è stata il Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC, European Society of Cardiology) che si è svolto a Monaco dal 25 al 29 agosto 2018.
La novità principale è la strategia di attacco che parte subito con una terapia di associazione, adeguata in quasi tutti i pazienti, anche over 80, sempre dietro prescrizione del proprio medico e preferibilmente somministrata con un unico farmaco, per favorire l’aderenza alla terapia.

 

Ipertensione. Numeri e fatti

Nel mondo sono oltre 1 miliardo le persone che soffrono di ipertensione; intorno al 30-45% della popolazione adulta (il 60% oltre i 60 anni). L’ipertensione arteriosa rappresenta la principale causa di mortalità prematura, per infarto e ictus. Rappresenta anche un importante fattore di rischio anche per scompenso cardiaco, fibrillazione atriale, nefropatia cronica, arteriopatia periferica.

 

Dalla terapia a gradini …. alla terapia d’associazione

Le nuove Linee Guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) e della Società Europea dell’Ipertensione (European Society of Hypertension, ESH) già pubblicate sul prestigioso  European Heart Journal  raccomandano di iniziare la terapia antipertensiva nella maggior parte dei pazienti associando sin dall’inizio due principi attivi. In questo modo, auspicano gli Esperti si dovrebbe riuscire a superare l’inerzia terapeutica di molti medici che stentano a prescrivere il secondo farmaco, ancorati a una terapia a gradini (si prescrive un primo farmaco e poi, eventualmente se ne associa un secondo) che nell’80% dei casi non sembra coprire totalmente – dati alla mano – i bisogni dei pazienti ipertesi.

 

L’associazione di partenza in un’unica compressa

Associare due o più principi attivi antipertensivi in un’unica compressa può favorire l’aderenza del paziente alla terapia, scrivono gli Esperti nella revisione delle Linee Guida. È ben noto purtroppo che l’aderenza alla terapia (compliance terapeutica) peggiora nel tempo, soprattutto aumentando il numero di farmaci da assumere. Associare i farmaci insieme può essere una buona strategia per superare il problema.

 

Le terapie di associazione sono già a disposizione

“Si tratta di terapie già disponibili ed efficaci – ha sottolineato il prof. Giuseppe Mancia, presidente ESH della task farce delle Linee Guida, Università Milano-Bicocca –intervistato da Quotidiano Sanità, “che in teoria, potrebbero controllare bene la pressione nella quasi totalità (90-95%) dei pazienti; invece, ancora oggi, nonostante la disponibilità delle terapie, soltanto il 15-20% dei pazienti raggiunge i valori pressori adeguati. Obiettivo primario di questa revisione delle Linee Guida è proprio quello di incrementare il numero di pazienti in target, con una strategia di attacco semplice, efficace e facile da seguire anche nel lungo termine.”
“Le terapie di associazione– ha rinforzato il prof. Bryan Williams, presidente ESC della task force delle Linee guida –potrebbero portare a un netto miglioramento della copertura ipertensiva, con una notevole riduzione dei tassi di infarto, ictus e mortalità precoce”.

 

Si abbassa la soglia da cui iniziare la terapia antipertensiva

Le nuove Linee Guida ESC/ESH, 2018 raccomandano l’inizio del trattamento anche in categorie di pazienti ai quali in precedenza sarebbe stato consigliato solo un cambiamento del proprio stile di vita. Si tratta dei soggetti con pressione “normale alta” (130-139/85-89 mmHg) e dei pazienti con rischio basso-moderato, come quelli con ipertensione di I grado (140-159/90-99 mmHg), inclusi quelli di 65-80 anni. 

 

Stile di vita sano: da raccomandare a tutti

Uno stile di vita salutare ed equilibrato va raccomandato sempre a tutti i pazienti, a prescindere dalla pressione: quindi meno sale a tavola, consumo moderato di bevande alcoliche (divieto assoluto di binge drinking, come novità di queste Linee Guida, 2018), alimentazione sana e variata, attività fisica moderata e regolare, controllo del peso corporeo, stop al fumo.

 

Quali sono i nuovi valori pressori (valori target) da raggiungere con la terapia?

I nuovi valori target da raggiungere sono stati leggermente ritoccati verso il basso dalle nuove Linee Guida, 2018: 120-129 mmHg per i pazienti con meno di 65 anni, 130-139 mmHg per i soggetti al di sopra dei 65 anni (NB. Il medico curante dovrà tener conto delle comorbidità, del grado di fragilità e di autonomia del paziente, della sua tollerabilità alla terapia). In nessun paziente, la pressione sistolica va abbassata al di sotto dei 120 mmHg perché i danni potrebbero essere superiori ai benefici, sottolineano gli Esperti della Task Force delle Linee Guida.

 

E in caso di ipertensione resistente?

Nel caso in cui la pressione arteriosa non sia controllata dall’associazione di tre farmaci, gli esperti sottolineano la possibilità di aggiungere un diuretico alla terapia antiipertensiva (per es spironolattone).

 

Come comportarsi con i pazienti anziani?

Un’altra novità delle Linee Guida ESC/ESH, 2018 è l’estensione della terapia antipertensiva al paziente anziano, sottolineando quindi che l’età non costituisce un motivo valido per sospendere la terapia o per non intraprenderla, con tutte le attenzioni che il singolo caso richiede.

“Anche le persone di 65-80 anni con pressione superiore ai 140/90 mmHg dovrebbero essere messe in trattamento antipertensivo – ha dichiarato Williams a Quotidiano Sanità – poiché la terapia antipertensiva riduce il loro rischio di ictus e di infarto”. Nel caso di un paziente con più di 80 anni, mai trattato con terapia antiipertensiva, il trattamento dovrà essere avviato per valori di pressione sistolica pari o superiori a 160 mmHg; per chi è già in terapia e la tollera bene, il trattamento va proseguito anche oltre gli 80 anni, con controlli regolari.

 

Altre novità presenti nelle Linee Guida ESC/ESH, 2018

Gli Esperti suggeriscono la momentanea interruzione della terapia oncologica nel caso in cui i valori della pressione aumentino in modo incontrollato, nonostante un trattamento solido e adeguato alla situazione.
Gli Esperti hanno dedicato una nuova sezione alla pressione arteriosa in corso di attività fisica e ad alta quota; raccomandano che i pazienti con ipertensione severa e non ben controllata dovrebbero tassativamente evitare di raggiungere quote molto alte (al di sopra dei 4.000 m).

 

Fonte

Bryan W, Mancia G, Spiering W, et al – 2018 ESC/ESH Guidelines for the management of arterial hypertensionEuropean Heart Journal, ehy339, August 28th, 2018

 

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