Diabete tipo 1: nei PS mancano le conoscenze per una diagnosi precoce

Diabete tipo 1: nei PS mancano le conoscenze per una diagnosi precoce

di Antonio Cabras**, Presidente FDG

È passato un anno e non è cambiato nulla! Sono senza parole – è il primo commento di Antonio Cabras, Presidente della Federazione Diabete Giovanile sul decesso del piccolo Giulio avvenuto nell’Ospedale di Santorso, nel Vicentino. Sarebbe stato sufficiente un rapido esame della glicemia capillare (dal dito, con glucometro) per capire che il piccolo era affetto da diabete tipo 1 e salvargli la vita con una semplice puntura di insulina.

 

Per anni abbiamo denunciato casi di malasanità, ma ora è il momento di affrontare un problema più serio: la mancanza di sanità. Gli ospedali, i reparti di Pronto Soccorso, sono privi di personale specializzato in grado di cogliere i segnali di una crisi ipoglicemica o iperglicemica. I tagli al personale, i risparmi sono fattori di cui non vogliamo più sentir parlare soprattutto quando è in ballo la vita di un bambino.

Oggi è il momento del rispetto, del dolore, della vicinanza a Erica e Luca, i genitori di Giulio. Ma da domani ci attendiamo delle risposte concrete non solo per arrivare alla verità e individuare eventuali responsabilità, ma soprattutto per stimolare i nostri politici a capire che ci troviamo di fronte a un’emergenza diabete, che abbiamo bisogno di competenze specifiche in ogni angolo del Paese, sul piano medico e paramedico.

 

Il diabete di tipo 1 non si può prevenire e non esiste cura definitiva

Quella che si può prevenire è la chetoacidosi diabetica, che causa il coma diabetico e basta una glicemia capillare, fatta il prima possibile, per evitare la morte.

I sintomi del diabete di tipo 1 sono inequivocabili e facili da notare: sete intensa, tanta pipì (più del solito), stanchezza ingiustificata, perdita di peso, mal di pancia, acetone (alito con sapore di frutta per la formazione di chetoni).

Episodi come quelli di Giulio si ripresentano periodicamente e con le stesse modalità ma l’immobilismo delle autorità sanitarie è allarmante e deprimente e soprattutto nettamente in contrasto con quanto contenuto nel Manifesto per i Diritti e i Doveri del diabetico approvato ormai 10 anni fa’ dal Parlamento e dal Governo.

Numerosi appelli sono stati inviati al Ministro della Salute Giulia Grillo per fare in modo che non muoiano più bambini in esordio (sempre improvviso, brusco con impennate di glicemia) di diabete tipo 1. La soluzione è facilmente attuabile ovvero prevedere l’esecuzione di una glicemia capillare (eseguito dal dito, con glucometro, esame dai costi bassissimi) per ogni accesso al Pronto Soccorso e ogni visita dal pediatra da parte di un minore.

 

Sarebbe utile anche sensibilizzare la popolazione intera con una campagna di informazione chiara e inequivocabile sul diabete di tipo 1, che sottolinei le notevoli differenze con il diabete di tipo 2 (sono due malattie diverse). Molte persone ancora si stupiscono e non sanno che il diabete può manifestarsi – e lo fa in modo alquanto repentino – anche nei bambini e negli adolescenti!! La diagnosi precoce del diabete tipo 1 rappresenta la migliore prevenzione della chetoacidosi diabetica e del conseguente rischio di coma diabetico.

 

 

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** Antonio Cabras è Presidente della FDG, Federazione Diabete Giovanile, con sede a Cagliari. Fondata nel 1981, l’Associazione è nata per tutelare e rappresentare i bambini e i ragazzi con diabete di tipo 1 (in passato chiamato diabete insulino-dipendente). Fin dall’inizio delle attività, gli sforzi si sono concentrati su due punti: assicurare ai giovani con diabete piena autosufficienza e tutelarne i diritti nelle sedi istituzionali competenti.

 

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