Il Consensus “Diabete e Udito”: intervista al prof. Nicola Quaranta*

*Professore Associato in Otorinolaringoiatria Università di Bari Direttore U.O.C. Otorinolaringoiatria Universitaria, Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Bari

 

Professor Quaranta, qual è il legame tra diabete e ipoacusia?

Diversi studi hanno dimostrato che le persone affette da diabete hanno una probabilità più che doppia, precisamente di 2,15 volte più elevata, di incorrere in una perdita dell’udito rispetto ai non diabetici. Nel 65% dei casi l’ipoacusia che si riscontra nei diabetici riguarda le frequenze acute, mentre nel 26% dei casi si ha un interessamento delle frequenze medio-gravi. Si tratta di dati davvero importanti, che devono fare riflettere: significa che 1 diabetico su 4 ha una perdita uditiva significativa, per la quale può essere necessario l’utilizzo di apparecchi acustici.

 

In che modo si sviluppa questa correlazione tra il diabete e la perdita uditiva?

Nonostante i meccanismi attraverso i quali il diabete si associ all’ipoacusia non siano ben conosciuti, ci sono due ipotesi che sembrano essere maggiormente accettate dal mondo scientifico. La prima fa riferimento all’angiopatia diabetica: si verifica quando il diabete provoca danni a livello dei vasi sanguigni, associandosi così ad alterazioni vascolari dell’orecchio interno e causando disturbi circolatori. La seconda ipotesi mette in evidenza, invece, come il diabete possa agire sui nervi, alterando la trasmissione dell’impulso a livello del nervo acustico e delle vie uditive centrali. Allo stato attuale degli studi possiamo quindi dire che il diabete sembra arrecare danni o a livello periferico, quando colpisce l’orecchio interno, o al Sistema Nervoso Centrale, quando va a interessare le vie uditive centrali.


Perché è importante non sottovalutare questa associazione messa in luce dal Consensus “Diabete e Udito”?

Questa relazione ha senza dubbio un impatto notevole sulla qualità di vita delle persone. Dobbiamo infatti considerare che il diabete già da solo può dar luogo a numerose problematiche che interessano sia i nervi periferici (neuropatia diabetica), che la vista (retinopatia diabetica), portando così a un netto peggioramento delle condizioni di vita dei pazienti. Se nel paziente diabetico con problemi visivi si aggiungono danni a livello uditivo, a venire colpiti sono i due sensi più importanti per la comunicazione e la relazione, mettendo il paziente nelle condizioni di non poter più vivere al meglio la propria vita sociale.

 

Ci sono persone che corrono un rischio maggiore di soffrire allo stesso tempo di ipoacusia e di diabete?

In generale, dopo i 65 anni, le persone vanno incontro a un progressivo invecchiamento fisiologico dell’udito, noto come presbiacusia, che può portare a un graduale peggioramento delle capacità uditive. A ciò si possono aggiungere una serie di comorbidità, come ad esempio il diabete, che può generare una sorta di “circolo vizioso”, andandosi a sommare alla presbiacusia e aggravando così ulteriormente i problemi uditivi. È quindi evidente che una situazione di diabete in un paziente anziano, che magari presenta già qualche difficoltà uditiva, può compromettere ancor di più le condizioni di ascolto.

 

Che cosa si può fare per gestire al meglio questo legame tra diabete e ipoacusia?

Diagnosi precoce e intervento sui fattori di rischio sembrano essere i due aspetti fondamentali per la gestione ottimale di questo legame. Individuare precocemente entrambe le patologie, infatti, permette non solo di studiare attentamente i pazienti, seguendoli in maniera adeguata, ma anche di prevenire le complicanze e gli eventuali peggioramenti. È poi importante agire sui fattori di rischio modificabili, cioè su quelle condizioni che possono portare all’insorgenza del diabete o dell’ipoacusia, su cui si può intervenire. Se il paziente diabetico conduce uno stile di vita sano, tenendo ad esempio sotto controllo la glicemia, avrà maggiori probabilità di prevenire la comparsa delle complicanze della malattia, tra cui la possibile perdita uditiva.


La messa in evidenza di questa associazione, che cosa implica per la classe medica?

La maggiore consapevolezza del legame fra diabete e problemi di udito è di importanza fondamentale anche per i medici. Infatti, potrebbe permettere ai diabetologi di favorire la diagnosi precoce di un’eventuale ipoacusia, evitando così di dover intervenire sul recupero delle funzioni uditive quando il danno è ormai fatto. Dall’altro lato, la migliore comprensione dei meccanismi patogenetici e delle caratteristiche audiologiche della perdita uditiva legata al diabete permetterebbe agli audiologi di dar vita a strategie terapeutiche più adatte ai diabetici che convivono con problemi di udito, anche nella scelta degli apparecchi acustici. Ad esempio, la persona diabetica che usa un apparecchio acustico deve stare attenta al rischio di ipersensibilità cutanea e di infezioni, conseguenze tipiche del diabete.

 

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