Il Passaporto di Roma: città per camminare e della salute

Il Passaporto di Roma: città per camminare e della salute

Camminare fa bene: elisir di benessere e leva economica per la comunità. L’educazione al movimento e l’adozione di stili di vita sani sono temi decisivi per il nostro futuro. Affermazioni che oggi mettono tutti d’accordo: dal mondo scientifico a quello sportivo – attento a chi si avvicina anche a pratiche meno agonistiche – passando per gli Enti Locali e fino ai singoli cittadini, che lo reclamano a gran voce.

Per questo nasce il “Passaporto di Roma Città per Camminare e della Salute”, una guida pratica e tascabile contenente itinerari dove camminare nella capitale, che vuole stimolare i cittadini romani e i turisti a riscoprire Roma attraverso quasi 100 Km di percorsi di walking urbano.

“Si va dai percorsi tipicamente urbani e turistici dedicati alla visita a piedi di centri storici o aree specifiche della città, a percorsi che coinvolgono il territorio cittadino più allargato, alle proposte naturalistiche e ambientali, sino ai percorsi più decisamente sportivi. Il tutto con un occhio alla salute, che trova nel cammino l’attività di prevenzione primaria e a basso costo per malattie quali l’obesità, il diabete e quelle cardiovascolari.” ha sottolineato Maurizio Damilano, uno degli ideatori del progetto, presentato a Roma in Campidoglio, il 21 marzo 2018. Peculiarità della guida, denominata passaporto dall’idea del documento che apre le frontiere, in questo caso dell’attività fisica e della salute, è stato proprio guardare al rapporto tra Roma, ambiente, territorio, cittadino e qualità di vita, con la salute come grande obiettivo.

Il progetto nasce da una collaborazione tra Scuola del cammino, Federazione italiana di atletica leggera (FIDAL), Health City Institute e Cities Changing Diabetes con il prezioso contributo di Associazione Medici Diabetologi (AMD), Società Italiana Diabetologia SID, Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici (ANIAD) e Cittadinanzattiva.

 

 

Camminare, correre sono attività naturali per l’uomo, da sempre. Il nostro corpo è, infatti, strutturato per percorrere 30 km al giorno, come facevano i nostri progenitori, per procurarsi cibo e acqua. Oggi camminiamo per più o meno un paio di chilometri al giorno e stiamo perdendo l’abitudine a trovare giusti stimoli a muoverci. La sedentarietà ha innescato una vera e propria emergenza sociale; sia nei Paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo, l’obesità e le conseguenze dell’inattività fisica peggiorano, infatti, la qualità di vita quotidiana delle persone, fanno impennare i costi della sanità pubblica e causano milioni di morti ogni anno.

«Le città stanno diventando sempre di più ambienti obesiogeni, ovvero luoghi dove l’urbanizzazione favorisce l’aumento di sovrappeso e obesità e di conseguenza di molte malattie croniche non trasmissibili quali il diabete tipo 2, le malattie cardiovascolari, le malattie neurodegenerative, le malattie respiratorie e i tumori. Oltre 3 miliardi di persone vivono nel mondo oggi in città metropolitane e megalopoli. Una decina di anni fa, per la prima volta nella storia, la popolazione mondiale che vive nelle città ha superato il 50% e questa percentuale è in crescita, come ci dicono le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità. Siamo di fronte a una tendenza che, di fatto, negli ultimi 50 anni ha cambiato il volto del nostro Pianeta e che va valutata in tutta la sua complessità.

 

Promuovere le città per camminare e della salute

Una strategia possibile, per affrontarla, è quella di riscoprire la Città quale palestra naturale e promuovere attraverso di essa il concetto di Urban Health, di Salute urbana. Bisogna tornare a concepire le Città come territori vivibili, permettendo ai cittadini di disporre di vere e proprie “palestre a cielo aperto”, quali parchi e percorsi che favoriscano il trekking urbano.

In Italia, da alcuni anni, sotto il coordinamento ideativo di Maurizio Damilano, campione dell’atletica nella disciplina della marcia, e insieme a FIDAL, è nata la proposta “Città per camminare e della salute”, un progetto basato proprio sull’analisi dei due aspetti del “come” e “dove”: come camminare e farlo bene perché aiuta a stare meglio e a tutelare la salute, e dove camminare nella città. Proprio partendo da questi presupposti e in connessione con l’elezione di Roma a City Changing Diabetes 2017, è stato ideato, come omaggio alla Città e sviluppo di proposte concrete, il “Passaporto di Roma Città per Camminare e della Salute”.

 

Il Passaporto di Roma Città per Camminare e della Salute

I 50 percorsi suggeriti all’interno del passaporto – visibili anche sull’applicazione per smartphoneCittà per camminare e della salute” – sono stati scelti sia pensando ai cittadini e alla loro quotidianità di utilizzo sia ai turisti impegnati nella visita della Città. Roma e i suoi luoghi simbolo, ma anche alla scoperta di parti meno note con altrettanto fascino e bellezza, includendo percorsi di tipo naturalistico, ambientale o più decisamente sportivo.

Il “Passaporto di Roma Città per Camminare e della Salute” non è solo uno strumento tecnico, ma risulta eccezionale per l’ampiezza della documentazione contenuta, per le informazioni che offre e per contribuire così a un volto diverso e più sano della Capitale e del suo territorio metropolitano, sia nelle aree a maggior impatto turistico che nelle periferie.

Il passaporto fa di Roma la prima “Walking City” a livello Europeo, città dove è possibile trovare spazi per camminare con lo sviluppo di 50 percorsi suggeriti per una pratica sportiva e salutistica che toccherà i 320 Km dell’area metropolitana. Un successo che deve rendere orgogliosi tutti i cittadini romani e l’intero Paese.

Attraverso il passaporto si è cercato di dare una visione diversa della città dal suo consueto utilizzo motorizzato: una metropoli quindi che presenta tante occasioni per essere vissuta a piedi, per essere “riconquistata” dall’uomo nella sua primordiale locomozione: camminando.

 

«Come presidente dell’Atletica Italiana credo sia nostro dovere educare all’attività sportiva e al movimento: si tratta di una vera e propria assicurazione sulla nostra vita e su quella dei nostri figli», ha dichiarato Alfio Giomi, Presidente FIDAL. «Per questo da alcuni anni FIDAL ha scelto di portare avanti, oltre all’attività agonistica di alto e altissimo livello, anche un ampio programma di educazione a stili di vita sani e all’insegna del benessere. Lavoriamo affinché nelle città siano sempre più diffuse le palestre naturali e i percorsi dedicati al cammino e alla corsa, e perché l’attività sportiva torni ad essere parte della quotidianità di tutti, e soprattutto dei nostri ragazzi.”
Il Passaporto è disponibile anche in app per ogni piattaforma

Tutto il progetto “Città per Camminare e della Salute”, è accompagnato da una app scaricabile gratuitamente sulle piattaforme iOS, Android e Windows Phone, per smartphone e tablet, che offre informazioni sui percorsi, ma anche indicazioni sul proprio stato di forma fisica, sul consumo energetico, sul contributo alla riduzione delle emissioni di CO2 attraverso il camminare e la pratica dell’attività motoria. Ognuno, inoltre, può diventare protagonista del progetto, ma soprattutto del proprio benessere, proponendo uno o più percorsi e partecipando ad una “sfida” virtuosa tra utenti. L’applicazione è, infatti, integrata di una parte social che mette in relazione l’un l’altro e permette di lanciare sfide virtuali ad amici, conoscenti o semplici membri della community.

 

«Stimolare l’interazione tra cittadini e città attraverso un maggiore e più mirato uso del cammino può dar vita ad un circolo virtuoso: camminare migliora la salute dei cittadini, con una conseguente riduzione della spesa sanitaria, un miglioramento della qualità ambientale, della vivibilità della Città», dice Roberto Pella, Vicepresidente vicario di ANCI, Associazione Nazionale Comuni d’Italia. «Il progetto permette, non solo a Roma, di realizzare un sistema aggregativo forte nel quale la Città è al centro, dando consistenza a quanto espresso dalla letteratura scientifica che mostra come le politiche di promozione dell’attività fisica a scopo salutare abbiano effetti di costo-efficacia e di costo-beneficio vantaggiosi, creano quindi ricchezza e benessere per le comunità che le adottano», conclude.

 

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