La terapia del diabete di tipo 2 con metformina

La terapia del diabete di tipo 2 con metformina

A cura del Prof. Enzo Bonora, Professore Ordinario di Endocrinologia, Università di Verona e Direttore della UOC di Endocrinologia, Diabetologia d Malattie del Metabolismo, AOUI di Verona.

 

In Italia, circa il 60% delle persone con diabete tipo 2 prende metformina da sola o con altri farmaci (molti dei nuovi farmaci sono associati a metformina nella stessa pastiglia). La metformina è un farmaco per il diabete tipo 2 usata da oltre 50 anni ma sempre basilare nella terapia di questo tipo di diabete, come confermato anche nelle ultime linee guida SID-AMD, 2018.

 

Salvo i casi in cui non sia tollerata soprattutto per disturbi gastro-intestinali (meno del 5% dei 3.5 milioni di italiani con diabete tipo 2) oppure controindicata (meno del 15% di essi, essenzialmente per ridotta funzione renale) la metformina dovrebbe essere usata sempre, anche da coloro che hanno il diabete tipo 2 e assumono insulina più volte al giorno. Il motivo? Oltre che abbassare le glicemie, la metformina riduce il rischio cardiovascolare. Assunta senza insulina o senza sulfoniluree o glinidi, la metformina non causa praticamente mai ipoglicemia.

 

Quando assumere la metformina

Secondo le Linee guida vigenti, la metformina in formulazione tradizionale va assunta due volte al giorno, a colazione e a cena. Non va assunta a pranzo perché l’effetto dura circa 12 ore e le assunzioni quindi devono essere distanziate di circa 12 ore. Nel caso si usi la metformina a lento rilascio, quest’ultima va presa solo una volta al giorno (a cena); questo perché il suo effetto dura 24 ore. La dose può essere 500, 750, 1000, 1500 fino a 2000, sempre in un’unica somministrazione giornaliera. Non ha senso prendere 2 volte al giorno la metformina a lento rilascio.

Non c’è nessun nesso con il pasto: la metformina non va presa prima, durante o dopo il pasto. Colazione e cena sono i due momenti ideali, spaziate di circa 12 ore, per avere una copertura totale dell’intera giornata.

Alcuni diabetologi possono discostarsi, decidere di consigliare il paziente diversamente, condividendo con il paziente il fatto che non si seguono le linee guida e motivandone le ragioni.

La dose di metformina va calibrata in funzione dei casi: da un minimo di 500 mg a 2000 mg al giorno. Non ci sono sostanziali evidenze scientifiche che superare i 2000 mg (2 g) al giorno di metformina aggiunga qualcosa in termini di efficacia. In casi sporadici può succedere che aggiungendo 500 mg o 1000 mg (pari a 2500 o 3000 mg) ci possa essere un beneficio ma sono casi sporadici. In ogni caso non va mai superata la dose di 3000 mg di metformina.

Se la funzione renale del paziente è ridotta, è necessario diminuire il dosaggio della metformina, progressivamente a 1500, 1000, eventualmente 500 mg al giorno e sotto una certa funzione renale, quando c’è un danno renale importante, la metformina va sospesa.

La metformina NON fa danno ai reni; è quando i reni del paziente funzionano male che la metformina va sospesa.

 

 

References

AMD/SID – Standard Italiani per la cura del diabete mellito, 2018

 

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