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Piede diabetico: numeri in discesa ma ancora troppo alti

Piede diabetico: numeri in discesa ma ancora troppo alti

L’Italia è tra le nazioni con il minor numero di amputazioni al mondo. Gli indicatori di salute e gli esiti del piede diabetico sono migliorati negli ultimi vent’anni: le amputazioni sono calate di circa il 40 per cento, grazie a una maggiore consapevolezza sia da parte degli operatori sanitari che dei pazienti ma anche grazie a delle modifiche a livello legislativo e organizzativo, centrale e regionale. Nonostante questi risultati di rilievo, la distribuzione degli ambulatori podologici nei Centri di Diabetologia italiani (CAD) è ancora a macchia di leopardo e ogni anno sono ancora troppo alti: ben 7 mila, gli italiani che subiscono un’amputazione degli arti inferiori a causa del piede diabetico.

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Com’è cambiato l’approccio al paziente con piede diabetico

Com’è cambiato l’approccio al paziente con piede diabetico

Dall’attenzione esclusiva alla riduzione del numero delle amputazioni, come obiettivo primario essenziale e dall’iperspecializzazione si è passati a un approccio globale alla prevenzione diagnosi e cura delle complicanze del diabete. Il piede diabetico deve essere infatti gestito da un team multidisciplinare e multiprofessionale integrato, che condivida un progetto di prevenzione, diagnosi e cura del piede diabetico.

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Nefropatia diabetica: lavoro di squadra a protezione del rene

Nefropatia diabetica: lavoro di squadra a protezione del rene

Alla chiusura del convegno ‘Panorama Diabete’ (Riccione, 8-13 marzo 2019) e alla vigilia della “Giornata Mondiale del Rene” (World Kidney Day, 14 marzo 2019), diabetologi e nefrologi hanno annunciato una nuova alleanza per prevenire la malattia renale che ha già portato a due passi concreti: il primo, la creazione di un gruppo di lavoro intersocietario. Il secondo, l’organizzazione di un prossimo simposio congiunto tra le due società scientifiche, la Società Italiana di Diabetologia (SID) e la Società Italiana di Nefrologia (SIN) che si terrà mercoledì il 2 ottobre 2019, a Rimini, in apertura del 60° Congresso Nazionale SIN (Rimini, 2-5 ottobre 2019).

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Che cosa significa ricevere una diagnosi di diabete oggi in Italia?

Che si tratti del diabete tipo 1 o del diabete tipo 2, un paziente che deve affrontare questa patologia e si rivolge alla rete di servizi diabetologici sul territorio nazionale, ha buone probabilità di ricevere le cure del miglior livello. Discreti anche i risultati sui principali obiettivi terapeutici: “a target” per i valori di emoglobina glicata il 28% dei pazienti tipo 1 e oltre il 50% di tipo 2. Questa la fotografia scattata dai nuovi Annali AMD 2018, presentata in occasione del IX Convegno Nazionale di Fondazione AMD, Roma, 8-10 novembre 2018: una panoramica dell’assistenza erogata a 455.662 pazienti (il 6% con diabete tipo 1 e il 91% con diabete tipo 2), visitati nel corso del 2016, in 222 centri di diabetologia.

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FDA USA approva il primo dispositivo ad onde d’urto per trattare le ulcere del piede diabetico

FDA USA approva il primo dispositivo ad onde d’urto per trattare le ulcere del piede diabetico

La Food and Drug Administration (FDA), l'agenzia americana che regola i farmaci, ha approvato la vendita del primo dispositivo ad onde d'urto per trattare le ulcere diabetiche ai piedi.

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Prevenzione e cura del piede diabetico

La cura quotidiana dei piedi è essenziale per la persona con diabete, per mantenerli sani, per facilitare la rapida identificazione di eventuali alterazioni e per prevenire il piede diabetico, una complicanza subdola e invalidante che se diagnosticata precocemente può essere contrastata in modo efficace.

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Sono 5 milioni i diabetici in Italia, il doppio rispetto a 30 anni fa

La prevalenza del diabete nel nostro Paese è raddoppiata negli ultimi 30 anni, arrivando oggi al 6,2% ovvero a coinvolgere 3.780 mila italiani. Aggiungendo le persone che ancora non sanno di averlo (stimate in 1 su 4) si toccano i 5 milioni di diabetici. Di questi, oltre il 65% ha più di 65 anni e quasi 1 su 4 ha 80 anni o gli ha superati, mentre il 3% ha meno di 35 anni.

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Piede diabetico. A Cuba studiato un nuovo farmaco che apre ottime prospettive.

Il piede diabetico è una complicanza del diabete caratterizzata da ulcerazione o distruzione dei tessuti profondi del piede, che si associa ad alterazioni neurologiche e/o alterazioni vascolari periferiche.

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Assemblea Nazionale delle Associazioni di persone con diabete aderenti a FAND – Associazione Italiana Diabetici

Sin dal 2013, l’Italia ha approvato il Piano Nazionale Diabete, che delinea strumenti e iniziative volti a favorire prevenzione, assistenza e cura della malattia.

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Amputazioni minori e maggiori

Nella maggior parte dei casi (85%), l’amputazione viene effettuata come conseguenza di un’ulcera del piede che continua a recidivare, non guarisce e tende progressivamente ad aggravarsi.

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La prevenzione delle recidive

Un aspetto molto importante è rappresentato dalla prevenzione delle ricadute soprattutto per quei soggetti che sono maggiormente a rischio per precedenti ulcere o amputazioni.

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Cambiamenti nella forma dei piedi

Con il passare del tempo, la forma dei piedi può cambiare per effetto della neuropatia, dello scarso apporto di sangue e determina una modificazione della pressione di appoggio della pianta del piede.

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Identificare i fattori di rischio

L'identificazione dei fattori di rischio di una o più ulcere ai piedi rappresenta il problema centrale per pianificare il più precocemente possibile un programma di prevenzione e cura individuale.

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Incidenza e conseguenze

Il problema più rilevante legato a un'ulcera del piede nei soggetti diabetici è il rischio di doverlo amputare. Una percentuale ancora troppo elevata di casi va incontro ad interventi chirurgici demolitivi ossia ad amputazioni.

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Quali sono i principali sintomi di neuropatia?

I sintomi possono coinvolgere il sistema nervoso periferico ma anche quello involontario. L’insorgenza dei sintomi è in genere lenta, ma in alcune forme è improvvisa e di elevata intensità.

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Diabete di tipo 2

Nel diabete di tipo 2, il problema principale non è la scarsità o la mancanza di insulina (che spesso è addirittura prodotta in elevate quantità) come avviene, invece, nel diabete di tipo 1, ma un fenomeno chiamato resistenza insulinica.

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Quali sono i livelli di rischio per l’insorgenza di piede diabetico?

Non a rischio: Conservazione della sensibilità - Assenza di segni di vascolopatia periferica - Assenza di altri fattori di rischio. Ad alto rischio: Presenza di neuropatia o di altri singoli fattori di rischio.

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In Italia su 6 milioni colpiti da diabete, un milione non lo sa

Un italiano su tre, oltre i 40 anni è a rischio di diabete, malattia subdola che danneggia l’organismo senza sintomi iniziali, questo è uno dei dati emersi dal convegno 'Fermare il diabete: una sfida per la Sanità e le Istituzioni', promosso dall'Osservatorio Sanità e Salute, che si è tenuto nei giorni scorsi a Roma.

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Diabetici: buon controllo glicemico riduce rischio amputazioni

Uno scarso controllo glicemico può favorire in pazienti con diabete di tipo 2 un aumento di interventi di amputazione degli arti inferiori (LEA). Poiché il fatto che le persone diabetiche siano maggiormente a rischio amputazioni, i ricercatori dell'Università di Cambridge hanno voluto indagare nello specifico l'intensità di questa correlazione.

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Misure preventive per il diabete inefficaci: in 5 anni diventerà pandemia

Aumento costante e allarmante dei casi di diabete, assenza di interventi adeguati di prevenzione e mancanza di adeguate terapie delle complicanze arteriose del diabete

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Diabete, ischemia dell'arto e rischio amputazione

Nei pazienti diabetici con ischemia critica degli arti, il rischio di mortalità o amputazioni maggiori è considerevole.

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