Vitamina D: in caso di obesità, il suo recettore sembra coinvolto nell’eccesso di grasso epatico e non solo

Vitamina D: in caso di obesità, il suo recettore sembra coinvolto nell’eccesso di grasso epatico e non solo

A cura della prof.ssa Maria Rita Montebelli*  e del dr. Andrea Sermonti**, Ufficio stampa SID

 

Come noto, la vitamina D gioca un ruolo importante in diversi processi metabolici e infiammatori. In caso di insulino-resistenza è stata evidenziata una stretta associazione tra ridotti livelli circolanti di vitamina D e sindrome metabolica, diabete di tipo 2 e steatosi epatica. Ricerche sperimentali su modelli animali di obesità hanno fatto ipotizzare che in condizioni di eccesso calorico, il recettore della vitamina D (VDR) possa avere un ruolo nella regolazione della risposta infiammatoria del tessuto adiposo e nell’eccessivo accumulo di grasso nel fegato.
Alcuni giovani ricercatori della Società Italiana di Diabetologia sono andati a sondare proprio questi aspetti – sinora mai indagati – in una nuova ricerca, i cui risultati preliminari sono stati presentati al 55° Congresso annuale dell’EASD, Barcellona, 16-20 settembre 2019.

 

L’obiettivo dello studio

“Scopo del nostro studio – sottolinea la dott.ssa Flavia Agata Cimini – è stato quello di indagare l’espressione del recettore della vitamina D nel fegato e nel tessuto adiposo di pazienti con obesità, e di valutarne la relazione con la presenza di steatosi epatica e di infiammazione nel tessuto adiposo (adipociti)”.

Lo studio ha reclutato quaranta (40) soggetti con obesità tra quelli afferenti presso il servizio di Endocrinologia del Dipartimento di Medicina Sperimentale, Università ‘La Sapienza’ di Roma, per eseguire le valutazioni cliniche e di laboratorio che precedono l’intervento di chirurgia dell’obesità (chirurgia bariatrica e metabolica). A tutti i pazienti inclusi, durante l’intervento chirurgico, sono state eseguite biopsie epatiche e omentali (l’omento è un sorta di “grembiule” di rivestimento peritoneale che congiunge tra loro tutti gli organi addominali) per valutare la presenza e la gravità della steatosi epatica, analizzare il livello di infiammazione del tessuto adiposo e indagare l’espressione del recettore della vitamina D in entrambi i tessuti: fegato e adipociti.

 

I risultati dello studio

“I risultati ottenuti dimostrano – dichiara la dott.ssa Cimini – che nei soggetti con obesità, l’espressione del recettore della vitamina D a livello del fegato e del tessuto adiposo viscerale (grasso dell’omento) è strettamente associata alla presenza di steatosi epatica e di infiammazione e alterazione funzionale del tessuto adiposo; questo suggerisce che, in presenza di obesità, l’asse vitamina D/recettore della vitamina D sia coinvolto nei meccanismi che regolano l’accumulo di grasso in vari distretti dell’organismo e rappresentare dunque un importante mediatore di malattia metabolica, oltre che un nuovo potenziale bersaglio terapeutico”.

“Questo studio – commenta la prof.ssa Maria Gisella Cavallo dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma – suggerisce che in presenza di obesità il recettore della vitamina D eserciti, nel tessuto adiposo e nel fegato, una funzione di check point metabolico, regolando l’accumulo di grasso e la risposta infiammatoria. I nostri dati pongono quindi le basi per future ricerche volte a esplorare il ruolo di questo recettore nell’ambito della fisiopatologia e terapia dell’obesità e della steatosi epatica“.

 

 

Reference

F.A. Cimini1, I. Barchetta1, C. Chiappetta1, D. Capoccia1, L. Bertoccini1, V. Ceccarelli1, C. Di Cristofano1, G. Silecchia1, S. Morini2, M.G. Baroni1, F. Leonetti1, M.G. Cavallo1 – Liver and adipose tissue expression of VDR is associated with adipose tissue inflammation and hepatic fat accumulation in obese subjects.

1 Università La Sapienza di Roma
2 Università Campus Bio-Medico di Roma

 

 

LEGGI ANCHE → “Diagnosi precoce di ‘fegato grasso’? Sarà possibile grazie a un nuovo esame del sangue” »

 

 

*La dott.ssa Maria Rita Montebelli è medico specialista in endocrinologia al Dipartimento di Scienze gastroenterologiche, endocrino-metaboliche e nefro-urologiche del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Roma.
Si occupa da molti anni di divulgazione medico-scientifica, come giornalista, moderatore di incontri scientifici, addetto stampa. Scrive per Quotidiano Sanità e per il portale Salute di Repubblica.

 

**Il dr. Andrea Sermonti è giornalista, laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma, attualmente Direttore di StudioNews, Bruxelles, Società di servizi stampa, specializzata nell’offerta di service giornalistici per i quotidiani e on line nonché nell’organizzazione di conferenze ed eventi media.

 

 

Potrebbero interessarti