Curcuma e diabete

 

A cura del dr. Danilo Cariolo, Biologo Nutrizionista, Milano

Curcuma e diabete

La Curcuma longa è una pianta erbacea il cui rizoma è usato come spezia nella cucina tradizionale di molte zone dell’Asia e del Medio Oriente, soprattutto in India e Thailandia. La spezia più conosciuta a base di Curcuma è il Curry.

Secondo le tradizioni mediche di molti popoli vengono attribuite alla Curcuma proprietà benefiche e salutistiche; soprattutto la medicina ayurvedica parla da secoli di un ruolo positivo della Curcuma in una grande varietà di disturbi.
La medicina moderna con metodi sperimentali sta cercando di fare luce sui meccanismi d’azione delle sostanze contenute nella Curcuma per poter chiarire gli eventuali effetti positivi anche in presenza di patologie o in ambito preventivo.

 

Chiarendo subito che non siamo davanti a evidenze scientifiche che permettano di parlare di azioni “curative”, nel senso stretto del termine, possiamo però affermare che la scienza moderna sta evidenziando risultati a favore delle proprietà positive delle sostanze contenute nella Curcuma. In particolare per l’antiossidante chiamato Curcumina.

La Curcumina è un pigmento appartenente alla classe dei polifenoli che conferisce il tipico colore giallo-arancio delle spezie e che è dotato di una potente azione antiossidante. Insieme agli altri polifenoli è sotto studio per verificarne gli effetti sulle cellule e il possibile ruolo in diverse patologie.

Della Curcumina, ad oggi, si sono evidenziate con certezza proprietà anti-ossidanti, anti-infiammatorie ed epigenetiche, cioè la capacità di regolare certi meccanismi di modificazione del DNA e del suo metabolismo, spesso alla base di patologie degenerative e infiammatorie come i tumori. Essendo l’obesità e il diabete malattie con una forte componente infiammatoria gli studiosi hanno cercato di evidenziare effetti positivi e benefici anche in queste patologie.

 

Per quanto riguarda il diabete un’azione messa in luce è quella di contrastare gli effetti tossici di alcuni grassi, per esempio l’acido palmitico, sulle cellule beta del pancreas. Il cronicizzarsi di questi effetti tossici nella vita di una persona potrebbe contribuire molto allo sviluppo e alla progressione del diabete di tipo 2 e ci sono segnali che la Curcumina possa contrastare certi effetti negativi.

Una condizione comune sia al diabete di tipo 1 che al diabete di tipo 2 è che l’iperglicemia porta a stati infiammatori cronici con l’attivazione di processi cronico-degenerativi. Anche in questo caso la Curcumina e altri antiossidanti, come Esperidina e Rutina, svolgono un ruolo protettivo contro i processi infiammatori.

 

Uno studio italiano evidenzia come alcuni soggetti obesi e diabetici mostrino miglioramenti significativi dei parametri di controllo della patologia dopo dieta corretta e somministrazione di 300 mg di Curcumina, rispetto a soggetti di controllo che seguivano solo la dieta corretta senza la Curcumina. Dai dati di questo studio sembrerebbe che la Curcumina renda possibile migliorare la risposta metabolica di soggetti obesi e diabetici ma i vantaggi più rilevanti si hanno con la dieta corretta; la Curcumina migliora la risposta solo di pochi punti percentuali rispetto a coloro che seguono solo la dieta.

 

Passare da questi studi a protocolli clinici utilizzati sui pazienti non è ancora possibile. Non si devono avere aspettative eccessive sulla Curcumina così come di nessun altra sostanza e/o alimento di cui si testano in laboratorio degli effetti salutistici. Questi studi vanno inseriti a rinforzo dell’idea che uno stile di vita salutare e un’alimentazione equilibrata ricca di prodotti vegetali e integrali e con un consumo controllato di fonti proteiche e di grassi previene la comparsa di alcune malattie e/o contribuisce a gestire meglio la condizione di molte patologie cronico-degenerative del nostro tempo come obesità, diabete, ipertensione, sindrome metabolica, tumori. In questa ottica, le spezie in genere e non solo la Curcuma sono ricchi di sostanze antiossidanti e dovrebbero essere inserite nei nostri condimenti per insaporire i piatti, andando a ridurre il consumo di condimenti a base di grassi animali e/o ricchi di sale.

 

 

Bibliografia

T Kong et al – “Curcumin, the King of Spices”: Epigenetic Regulatory Mechanisms in the Prevention of Cancer, Neurological, and Inflammatory Diseases. Cull Pharmacol Rep, 2015 Apr;1(2):129-139. Epub 2015 Jan 30

Li X et al – Curcumin attenuates palmitate-induced apoptosis in MIN6 pancreatic β cells through PI3K/Akt/FoxO1 and mitochondrial survival pathways. Apoptosis, 2015 Nov;20(11):1420-32

Ray SD et al – Curcumin, Hesperidin, and Rutin Selectively Interfere with Apoptosis Signaling and Attenuate Streptozotocin-Induced Oxidative Stress-Mediated Hyperglycemia. Curr neurovascular Res 2015;12(4):363-74&

 

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