Diabete, deficit erettile e terapie rigenerative

Diabete, deficit erettile e terapie rigenerative

Il diabete è una malattia sistemica che tende a diminuire l’elasticità delle arterie del pene e quindi determina due effetti principali. Il primo è un effetto di cattiva vascolarizzazione peniena e un conseguente deficit erettile che molte volte risponde ai trattamenti con i farmaci specifici ma altre volte non risponde. Il secondo effetto è una retrazione progressiva del pene. Essendo un organo elastico, quando perde l’elasticità delle arterie – il pene tende ad accorciarsi.

Oggi, le terapie che abbiamo a disposizione sono diverse: farmaci della famiglia degli inibitori della fosfodiesterasi-5 che hanno una valenza incredibile e che possono tutelare e tamponare il problema quando il diabete è molto ben controllato dal punto di vista metabolico.
Se il diabete però è poco controllato, quindi una
glicemia e una emoglobina glicata (glicemia degli ultimi 3 mesi) che non vengono tenute sotto controllo in modo adeguato, uno stile alimentare scorretto e di vita sedentaria, si osserva un peggioramento della situazione anche a livello degli organi genitali maschili che non rispondono più al trattamento farmacologico.

Oggi abbiamo la possibilità grazie a delle terapie di nuova generazione – le terapie rigenerative – di portare le lancette dell’orologio di una decina di anni indietro a favore di una migliore qualità della vita del paziente con diabete anche dal punto di vista sessuale. Ce ne parla il prof. Gabriele Antonini, Urologo e ricercatore presso l’Università Sapienza di Roma.

Le terapie rigenerative per la disfunzione erettile (DE): in cosa consistono?

Utilizziamo dei fattori di crescita ricavati dal plasma del paziente. Si effettua un prelievo di sangue: il plasma, ricco di piastrine, viene centrifugato. Le piastrine sono frammenti di cellule che fanno parte degli elementi figurati del sangue e fungono da vettori nella riparazione tissutale. Tali piastrine vengono direttamente inoculate all’interno dei corpi cavernosi del pene dove determinano una rigenerazione dei vasi penieni migliorando la capacità di erezione peniena.

Come si chiama questa procedura? È già usata in altri ambiti?

Questo sistema, che si chiama Platelet-Rich Plasma Therapy (PRP) esiste da circa 20 anni. Si pratica nel campo dell’ortopedia e della Medicina Estetica; ora anche nell’Area Andrologica è possibile effettuare dei trattamenti grazie a delle centrifughe particolari, che nello specifico arrivano dagli Stati Uniti e che permettono di concentrare maggiormente il plasma e quindi di renderlo molto più attivo e di lavorare in modo mirato localmente, cioè a livello del tessuto cavernoso del pene.

Sono disponibili anche altre opzioni? Le cellule staminali possono essere utili?

Altro trattamento che oggi abbiamo a disposizione è l’utilizzo delle cellule staminali che vengono prelevate dal midollo osseo del paziente grazie a un piccolo trocar, cioè un piccolo ago; utilizziamo circa 20 cc di midollo osseo – che è molto ricco di cellule staminali – e, come nel caso della PRP – eseguiamo delle infiltrazioni a livello dei corpi cavernosi del pene del paziente.
Sappiamo benissimo, e questo già è stato testimoniato da tanti autotrapianti o donazioni di midollo osseo che la quantità di cellule staminali all’interno del midollo osseo è praticamente inesauribile. Grazie a questi vettori di rigenerazione tissutale, riusciamo anche in questo caso a riportare indietro le lancette dell’orologio migliorando la qualità della vita dei pazienti.

Le due terapie possono essere associate nei casi più critici di deficit erettile?

Le due terapie possono essere indipendenti oppure nei casi un po’ più severi in cui la fibrosi dei corpi cavernosi del pene e quindi la perdita della elasticità delle arterie del pene sono particolarmente gravi, possono essere anche utilizzati in associazione.

Dove vengono eseguite queste procedure?

Entrambe le metodiche sono ambulatoriali, durano circa 20-25 minuti.
Il paziente riceve solamente una piccola anestesia loco-regionale a livello dei genitali, a livello del pene e in circa un’ora la procedura viene terminata e il paziente può tornare tranquillamente a casa senza avere alcun problema o complicanza.

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