Diabete tipo 2: 1 persona su 3 ha una malattia cardiovascolare aterosclerotica

Diabete tipo 2: 1 persona su 3 ha una malattia cardiovascolare aterosclerotica

Con la consulenza del prof. Andrea Giaccari*, diabetologo, Team Diabete, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma

 

Secondo lo Studio Capture, presentato all’#EASD 2020, il Congresso Annuale dell’ Associazione Europea per lo Studio del Diabete, 1 paziente su 3 con diabete tipo 2 ha una malattia cardiovascolare che nel 90 per cento dei casi è di natura aterosclerotica, ovvero causata dall’accumulo di colesterolo, lipidi e altre sostanze sulle pareti delle arterie a formare delle placche che ostacolano il flusso del sangue, e rappresentano la prima causa di infarto e ictus.

Lo studio Capture, il primo del suo genere è un ampio studio multinazionale che ha coinvolto quasi 10.000 partecipanti adulti (età media: 64 anni; 54% uomini; 46% donne) con diabete tipo 2 provenienti da 13 Paesi in cinque continenti nel periodo compreso dal dicembre 2018 al settembre 2019.
L’obiettivo era valutare la prevalenza di malattie cardiovascolari stabilizzate in un’ampia popolazione con diabete tipo 2 [durata media: 10,7 anni (5.6-17.9)].

I risultati dello studio

Arterie con placcheLo studio CAPTURE ha dimostrato che nel periodo osservato, 1 persona su 3 con diabete di tipo 2 aveva una malattia cardiovascolare e 9 su 10 di queste erano di natura aterosclerotica. La malattia cardiovascolare aterosclerotica  (aterosclerosi) è causata dall’accumulo di grassi, colesterolo e altre sostanze all’interno e sulle pareti delle arterie, che restringe i vasi e provoca una riduzione del flusso sanguigno, portando potenzialmente a eventi come infarto e ictus. Fino a poco tempo fa, l’importanza di questo legame tra diabete di tipo 2 e rischio cardiovascolare non era pienamente riconosciuto su scala globale. Oggi sappiamo come sia fondamentale dare la priorità alle malattie cardiovascolari come fattore chiave nella gestione del diabete di tipo 2.

Lo studio CAPTURE ha anche evidenziato che solo 2 persone su 10 con diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari aterosclerotiche stanno ricevendo un trattamento ipoglicemizzante con comprovati benefici cardiovascolari.

Le persone che ne soffrono devono essere più consapevoli del loro potenziale rischio nel tempo e i medici devono sollecitarli a controllarsi periodicamente (per gli esami, guarda il video sotto). Oggi, possiamo affrontare questo rischio attraverso terapie farmacologiche con comprovati benefici cardiovascolari [gli agonisti del recettore del GLP-1 (GLP-1 AR) o gli inibitori del co-trasportatore di sodio glucosio 2 (SGLT2)], come raccomandato dalle più aggiornate Linee Guida nazionali ed internazionali per il trattamento del diabete tipo 2.

Quali sono i fattori predisponenti per la formazione della placca aterosclerotica? Chi è più a rischio? Quali esami ci sono da fare e con quale frequenza?

A queste e ad altre domande risponde la d.ssa Francesca Cinti, Medico Specialista in Endocrinologia, Team Diabete del Centro per le Malattie Endocrine e Metaboliche, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma, diretto dal prof. Andrea Giaccari  in questo video.

GUARDA IL VIDEO
“Diabete e aterosclerosi” »

LEGGI ANCHE

I diabetologi USA sostengono la prescrizione dei nuovi anti-iperglicemici anche dai MMG »

Rinnovo dei Piani Terapeutici: diabetologi favorevoli al un ruolo attivo dei Medici Generici »

 

Reference

Mosenzon O, Alguwaihes A, Arenas Leon JL, et al – The CAPTURE Study: a cross-sectional study of the contemporary (2019) prevalence of cardiovascular disease in adults with type 2 diabetes across 13 countries. EASD2020, abs 158

 

*Prof. Andrea Giaccari, Direttore Centro per le Malattie Endocrine e Metaboliche Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma
Laureato alla Sapienza Università Roma e formato presso i laboratori di Ralph A. DeFronzo a San Antonio, Texas e presso l’Albert Einstein College of Medicine di New York. Dal 1995 lavora presso il Policlinico Gemelli di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore diventando nel 2005 Professore Associato di Endocrinologia e responsabile, dal 2014, del Centro per le Malattie Endocrine e Metaboliche. È stato CoEditor (2008-14) poi Editor-in-Chief (2015-18) ed è attualmente responsabile della sezione diabete (come Immediate-Past Editor-in-Chief) di Nutrition Metabolism and Cardiovascular Diseases, (Impact Factor 3.6). Già membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Diabetologia (SID), dal 2016 è Coordinatore Scientifico della Fondazione Diabete Ricerca mentre serve come grant reviewer per molti enti di ricerca, fra i quali la European Foundation for the Study of Diabetes e la European Commission (Innovative Medicine Initiative – JU). Dal 2014 collabora con la European Medicine Agency come consulente esterno. Ha svolto molte attività anche sociali per la diabetologia italiana, creando la Giornata Mondiale del Diabete in Italia, collaborando alla fondazione di Diabete Italia e organizzando numerosi eventi sociali e politici sul diabete.

Potrebbero interessarti