Il fattore di sensibilità all’insulina: che cos’è, come si calcola? - Diabete.com

Il fattore di sensibilità all’insulina: che cos’è, come si calcola?

Con la consulenza della d.ssa Simona Moscatiello, Diabetologa, UO Endocrinologia, Prevenzione e Cura del Diabete,  Policlinico Sant’Orsola Malpighi, Bologna

 

Conoscere il fattore di sensibilità insulinica è utile nel caso in cui sia necessario somministrare una dose supplementare di insulina per correggere un’iperglicemia pre-prandiale (prima del pasto) o imprevista, per esempio un’iperglicemia lontano dai pasti.

 

  • Per ogni soggetto esiste un diverso fattore di sensibilità all’insulina.
  • In genere, le persone normopeso che svolgono una regolare attività fisica hanno una maggiore sensibilità all’insulina.
  • Al contrario, i soggetti con sovrappeso/obesità e che svolgono una vita sedentaria hanno una minore sensibilità all’insulina (insulino-resistenza).
  • Da ciò ne deriva che in un soggetto magro, 1 Unità (UI) di insulina generalmente abbassa la glicemia molto di più di 1 Unità (UI) di insulina somministrata in un soggetto obeso.

 

La regola del 1800 o del 1500 per il calcolo del fattore di sensibilità insulinica

  • Il fattore di sensibilità insulinica si calcola con la regola fissa del 1800* (per chi usa gli analoghi rapidi dell’insulina) o del 1500° (per chi usa insulina regolare).

*1800 : DOSE TOTALE INSULINA GIORNALIERA (lenta + analogo rapido dell’insulina)
°1500 : DOSE TOTALE INSULINA GIORNALIERA (lenta + insulina regolare)

Questa formula ci consente di stimare quante unità (UI) di insulina saranno necessarie per riportare la glicemia al valore desiderato.

 

Un esempio di aggiustamento della terapia insulinica con analogo rapido

Pierpaolo – che segue uno schema di terapia insulinica che prevede la somministrazione di 60 unità (UI) di insulina al giorno, riscontra prima del pasto un valore di glicemia di 200 mg/dl, quante unità (UI) in più di insulina dovrà iniettarsi per riportare la glicemia ad un valore di 100 mg/dl (glicemia target)?

 

Calcoliamo il Fattore di sensibilità dell’insulina

Applicando la formula del 1800, ovvero:
1800 : 60 = 30
Il risultato ci dice che nel caso di Pierpaolo, 1 unità (UI) di insulina rapida abbasserà la glicemia di circa 30 mg / dl.ù

 

Calcoliamo il supplemento insulinico necessario
A questo punto, basterà calcolare la differenza tra il valore di glicemia misurato (200 mg/dl) e quello desiderato (valore target: 100 mg/dl) e dividerlo per il fattore di correzione individuale.
(200 – 100) / 30 = 3.3 UI di insulina rapida

Se siamo prima di un pasto che richiede per esempio un dosaggio programmato di 8 UI di insulina rapida, a Pierpaolo serviranno circa altre 3 unità (UI) di correzione per riportare la glicemia di partenza (200 mg/dl) al valore desiderato (100 mg/dl), quindi dovrà iniettarsi complessivamente 8 + 3 = 11 UI di insulina rapida.

 

In conclusione

  • SE LA GLICEMIA PRIMA DEL PASTO È 100 MG/DL (VALORE UGUALE AL TARGET)
    Per Pierpaolo, il dosaggio ottimale di insulina rapida è 8 UI (solo l’insulina necessaria per il pasto)
  • SE LA GLICEMIA PRIMA DEL PASTO È 200 MG/DL (VALORE SUPERIORE AL TARGET)
    Per Pierpaolo, il dosaggio ottimale di insulina rapida è 11 UI (8 UI per il pasto + 3 UI di correzione)

 

Esempi di correzione dell’iperglicemia con analogo rapido
(Fattore di correzione usato pari a 30 mg/dl)

                                      Obiettivo

Glicemia del momento

Glicemia 100 mg/dl
Glicemia < 130 mg/dl Nessun correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
Glicemia 130-160 mg/dl + 1 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
Glicemia 160-190 mg/dl + 2 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
Glicemia 190-220 mg/dl + 3 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
Glicemia 220-250 mg/dl + 4 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
Glicemia 250-280 mg/dl + 5 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto
Glicemia > 280 mg/dl + 6 UI di correzione rispetto al dosaggio di insulina previsto

 

LEGGI ANCHE

I carboidrati o Glucidi (Zuccheri): come riconoscerli? »

 

 

 

Potrebbero interessarti