Inulina e FOS: approfondimenti e consigli

Intervista al dr. Danilo Cariolo, Biologo Nutrizionista, Milano**

 

FOS e inulina, sono termini che troviamo sempre più spesso nelle etichette di prodotti alimentari e non, a cosa si riferiscono? L’acronimo FOS sta per Frutto-OligoSaccaridi mentre l’inulina è il rappresentate più conosciuto e studiato tra i FOS. Dal punto di vista nutrizionale i frutto-oligosaccaridi sono considerati “fibra alimentare solubile” e sono presenti in diversi tipi di frutti, verdure e piante comuni. Gli studi più recenti hanno documentato che l’inulina e i FOS hanno un effetto selettivo sul microbiota intestinale umano (flora intestinale).
Comunemente, l’inulina viene utilizzata come prebiotico, sostituto dei grassi, sostituto dello zucchero, modificatore di consistenza e per lo sviluppo di alimenti funzionali al fine di migliorare la salute grazie al suo ruolo benefico sulla salute gastro-intestinale. Ne parliamo insieme al dr. Cariolo, Nutrizionista di Milano.

 

FOS e inulina, sono termini che troviamo sempre più spesso nelle etichette di prodotti alimentari e non, a cosa si riferiscono?

L’acronimo FOS sta per Frutto-OligoSaccaridi mentre l’inulina è il rappresentate più conosciuto e studiato tra i FOS. Dal punto di vista nutrizionale i frutto-oligosaccaridi sono considerati “fibra alimentare solubile” e sono presenti in diversi tipi di frutti, verdure e piante comuni.

 

Perché troviamo spesso i FOS nella lista ingredienti di certi alimenti e di integratori alimentari?

L’industria non fa altro che sfruttare le proprietà di queste sostanze per ottenere prodotti con determinate caratteristiche organolettiche o con determinate proprietà salutistiche. Mi spiego meglio. Da un lato i FOS possono fungere da dolcificanti senza apportare calorie e possono aumentare la cremosità dei latti fermentati, dall’altro lato hanno delle proprietà salutistiche che la scienza sta mettendo in luce. Peculiarità che l’industria intercetta e cerca di sfruttare dal punto di vista commerciale.

 

Quali sono le proprietà salutistiche messe in evidenza?

Ad oggi l’azione meglio caratterizzata dagli studi è quella dell’effetto prebiotico dei FOS. Essendo fibra alimentare, i FruttoOligoSaccaridi (FOS) attraversano – senza venire digeriti (non sono assimilati) – l’intestino umano fino ad arrivare alla flora batterica che colonizza l’intestino (microbiota intestinale) inducendo un accrescimento selettivo di batteri buoni e favorendo un migliore equilibrio tra batteri buoni e batteri patogeni. Il maggior numero di batteri “amici” e il miglior rapporto tra batteri buoni e patogeni consente di avere effetti positivi per la salute umana sia nell’intestino stesso, sia in tutto il corpo. Sono sempre di più gli studi che correlano alterazioni della flora batterica intestinale ad alterazioni metaboliche e relative patologie.

 

Di quali alterazioni metaboliche e patologie si parla?

Si parla principalmente di disbiosi intestinale, stipsi, disordini gastrointestinali, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, infezioni intestinali, prevenzione dell’osteoporosi grazie all’aumentato assorbimento di minerali come calcio e magnesio. Non è ancora ben chiarito ma ci sono possibilità che l’assunzione di inulina e FOS abbia un effetto protettivo nei confronti del tumore del colon-retto.

 

Ci sono studi che mostrano effetti positivi dei FOS anche nel diabete?

Si, come confermato anche da una recente review pubblicata nell’aprile del 2020.
In soggetti affetti da diabete di tipo 2 l’uso dei FOS sembra migliorare la glicemia, i profili lipidici e immunologici con una riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare legati alla patologia. Non siamo ancora al punto di poter inserire il consiglio di inulina e FOS nelle terapie in quanto gli studi necessitano di chiarimenti e conferme ma tenendo conto che una sana alimentazione aiuta ad introdurre una maggiore quantità di fibra alimentare, quindi, anche di FOS, non possiamo fare altro che insistere sulla necessità di mangiare in maniera corretta ed avere uno stile di vita adeguato in presenza di diabete di tipo 2.

 

In quali alimenti troviamo maggiori quantità di inulina e FOS?

La radice della cicoria è una delle migliori fonti alimentari ma i FOS sono presenti anche in cipolle, aglio, carciofi, porri, asparagi, banane, tartufo bianco. L’industria alimentare sta creando alimenti funzionali arricchiti di inulina. E’ possibile trovare anche la pasta integrale con aggiunta di inulina.

 

Sono documentati effetti collaterali o interazioni specifiche a cui prestare attenzione?

Un’assunzione elevata di inulina e FOS è sconsigliata in chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile e in quei disordini intestinali riconducibili a un’alterata sensibilità alle fibre. Per il resto, ad oggi, i FOS sono ritenuti sicuri e privi di interazioni sfavorevoli ma la scienza è un continuo divenire di conoscenze perciò in futuro le informazioni potrebbero cambiare.

 

L’utilizzo di integratori alimentari a base di inulina e FOS può essere utile?

Nella maggior parte dei casi una dieta varia e ricca di fibre alimentari copre bene i fabbisogni e permette di beneficiare degli effetti positivi non solo dei FOS ma anche di tutte le altre sostanze “amiche” della salute che la natura ci ha fornito. In questa visione un integratore alimentare non è mai da intendersi come sostitutivo di una dieta corretta.

L’uso dell’integratore potrebbe essere utile dove ci sia la necessità di aumentare l’apporto di inulina e FOS ma la valutazione se sia necessario farlo e come farlo deve sempre essere supervisionata da un medico o da un nutrizionista perché ci sono tanti casi dove è inutile integrare o addirittura controindicato.

 

 

References

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** Il Dr. Danilo Cariolo ha conseguito la Laurea in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Parma. Ha frequentato per due anni il Dottorato in Biologia Cellulare e Molecolare dell’Università dell’Insubria. Iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi. Il Dott. Cariolo ha arricchito la propria formazione frequentando corsi di aggiornamento professionale rientranti nella formazione continua in medicina (ECM) nell’ambito della nutrizione e alimentazione umana.
Ha condotto attività di ricerca, prima presso il dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare dell’Università degli Studi di Parma e, in seguito, presso la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor (Ospedale San Raffaele Milano). È stato docente presso Accademia Avvenire srl.
Ha collaborato e collabora come consulente nutrizionista in numerosi progetti di rilevanza nazionale e per alcuni portali web quali, ad esempio, diabetecom
Ha realizzato progetti e corsi per scuole e centri medici mirati all’educazione alimentare.
Partecipa sistematicamente a Congressi Nazionali ed eventi inerenti la disciplina di sua competenza.

 

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