Prevenzione del piede diabetico: la scelta di scarpe e plantari

Diabete.com - Prevenzione del piede diabetico: La scelta di scarpe e plantari

Con la consulenza del dr. Matteo Monami**, Direttore Unità Piede Diabetico, Ospedale Careggi, Firenze

Quando il diabete non è ben controllato, nel tempo i pazienti possono sviluppare problemi ai piedi che se trascurati possono portare al piede diabetico (300.000 casi in Italia, Annali AMD 2020), una complicanza diabetica cronica tra le più temute e anche trascurate, tra le cause più frequenti di ricovero dei diabetici.

Dati recenti stimano che il 25% dei pazienti con diabete avrà un’ulcera del piede almeno 1 volta nella vita, una lesione a guarigione molto lenta che va medicata tempestivamente. La diagnosi precoce è cruciale, per “chiudere” il prima possibile l’ulcera, evitando così che il danno evolva, magari in modo silente fino ad infettare i tessuti, con maggior rischio di amputazione. Nonostante ciò, solo il 20% dei diabetici si sottopone a un controllo annuale dei piedi (Ricordiamo che in assenza di un podologo, anche il medico curante o il diabetologo di riferimento sono tenuti a visitare i piedi).

La prevenzione del piede diabetico inizia anche dalla scarpa giusta

Quando si ha il diabete, indossare le scarpe giuste aiuta a prevenire il piede diabetico e se è già in corso la complicanza, ne rallenta l’evoluzione.
Una delle maggiori cause di lesioni ai piedi nei soggetti diabetici sono le calzature non adeguate, scarpe troppo larghe o troppo strette.
La forma della scarpa e la taglia giusta sono elementi fondamentali per proteggere i piedi da possibili traumi.

Le scarpe per i diabetici sono coperte dal Servizio Sanitario Nazionale?

La disponibilità di calzature e plantari con specifiche caratteristiche deve essere assicurata ai pazienti con diabete inseriti in un programma di prevenzione. I plantari hanno l’obiettivo di ridistribuire le pressioni su tutta la superficie della pianta del piede andando a “scaricare” le zone di iper-carico, mentre le calzature devono avere una tomaia (parte superiore della scarpa) di materiale morbido per evitare danni di frizione e devono garantire un’ampia calzata, tale da consentire l’alloggio dei plantari e delle eventuali deformità del piede (dita a griffe, dita a martello, alluce valgo, etc).

La scelta della scarpa e del plantare in caso di diabete è guidata dal livello di rischio ulcerativo per ciascun paziente così da garantire la massima protezione in accordo con la presenza di neuropatia periferica, deformità del piede, presenza di arteriopatia obliterante degli arti inferiori e storia clinica pregressa di ulcerazioni o di amputazioni minori.

Nei pazienti senza deformità o con deformità lieve vengono consigliate le scarpe per diabetici di serie mentre le scarpe su misura sono indicate per i pazienti con severe deformità. Negli ultimi anni la tecnologia ha messo a disposizione nuovi materiali e modi di produzione che consentono di intervenire in tutte le fasi del ‘piede diabetico’, dalla prevenzione fino alla piccola amputazione.

Scarpe e plantari sono presidi ortesici: il podologo li può prescrivere o consigliare per l’acquisto privato diretto (IVA agevolata del 4% e detrazione del 19% del coso dall’Irpef del paziente). Per i pazienti che hanno ottenuto l’invalidità civile per vasculopatia o neuropatia importanti, deformità del piede, anche solo del 33%, è possibile fare richiesta in convenzione all’ASL di competenza di un paio di calzature all’anno.
Dal punto di vista medico-burocratico, la trafila è piuttosto complessa e prevede 3 figure: il Medico Prescrittore (a scelta: Diabetologo, Ortopedico, Fisiatra), il Tecnico Ortopedico (che produce e vende i presidi) e gli Uffici competenti presenti in ogni ASL.

12 Raccomandazioni per la scelta e l’uso delle calzature

  1. Controllare le scarpe che si usano abitualmente (tipo di scarpe, adeguatezza della calzata, modello, fodera, cuciture, solette) nonché la presenza di corpi estranei prima di indossarle;
  2. Indossare scarpe fabbricate con pelle morbida o in tessuti tecnici traspiranti, non compressive, con allacciatura regolabile e con punta adeguata
  3. Preferire tessuti naturali (cuoio) che si conformano meglio alla forma del piede
  4. Preferire calzature su misura, soprattutto in caso di deformità che riducono il rischio di re-ulcerazione
  5. Verificare che le calzature siano sufficientemente ampie: per verificarlo deve essere presente dello spazio a livello delle dita, per non creare problemi in caso di deformità.
  6. Evitare la forma stretta e la scarpa troppo piccola perché produce una pressione sulla cute delle prominenze ossee favorendo ulcerazioni e infezioni. Fare attenzione anche a punti di usura insoliti della scarpa che possono essere il risultato di deformità strutturali o di un vizio di movimento.
  7. Valutare che la calzatura venga indossata bene, che calzi in modo confortevole, in modo da prevenire frizioni che possono a loro volta favorire vesciche e lesioni ai piedi.
  8. Indossare scarpe con suola importante, punta e tallone chiusi, né troppo strette, né troppo larghe.
  9. Preferire scarpe con suole antiscivolo e tacco basso perché riducono il rischio di cadute. I tacchi alti e le scarpe a punta possono favorire anomale pressioni sulle dita e posizioni scorrette del piede, nelle varie fasi del passo.
  10. Fare attenzione ai seguenti aspetti, prima di acquistare le scarpe:
    1. Acquistare in un negozio e non per posta.
    2. Camminare brevemente nel negozio per valutare il comfort delle scarpe.
    3. Provare le scarpe con i calzini/calze che si useranno con quelle scarpe.
    4. Provare le scarpe nuove alla fine della giornata e non al mattino.
    5. Assicurarsi di misurare le scarpe su entrambi i piedi.
    6. La parte più larga della scarpa deve coincidere con la parte più larga del piede.
    7. In caso di scarpe nuove, indossarle per una ventina di minuti un paio di giorni, controllando spesso i piedi per individuare eventuali arrossamenti.
    8. Se sono stati prescritti dei plantari, provare le scarpe, indossandoli.
    9. Preferire le scarpe con i lacci, in modo da adeguare le calzature alla dimensione del piede (se è presente gonfiore).
    10. Evitare materiali sintetici che non facciano traspirare il piede; cercare all’interno della scarpa possibili cuciture che potrebbero creare sfregamenti sul piede.
    11. Chi ha deformità del piede dovrebbe sempre indossare calzature su misura e fare riferimento a un medico specialista (Diabetologo, Ortopedico, Fisiatra) o un Centro per la prevenzione e la cura del piede diabetico.
  1. Evitare di camminare a piedi nudi. In alcuni studi, coloro che indossavano più a lungo scarpe confortevoli (> 10 ore al giorno) hanno dimostrato una minore incidenza di sviluppare ulcere rispetto ai soggetti che le indossavano per un tempo più breve (< 10 ore al giorno).
  2. Può essere utile preventivamente indossare calzature ortopediche specifiche di serie per ridistribuire in maniera uniforme le pressioni sul piede.

References

Nuovi Annali AMD, 2020

IWGDF Guidelines on the prevention and management of diabetic foot disease

Lo specialista diabetologo è il team leader naturale per la gestione dei pazienti diabetici con complicanze al piede.
Position-statement del Gruppo di Studio Interassociativo SID-AMD Piede Diabetico.

– Rorive M, Scheen AJ – News in the management of diabetic foot. Rev Med Suisse 2019 Aug 21;15(659):1448-1452

– Pérez-Panero AJ, Ruiz-Muñoz M, Cuesta-Vargas AI, Gónzalez-Sánchez M – Prevention, assessment, diagnosis and management of diabetic foot based on clinical practice guidelines: A systematic review. Medicine (Baltimore). 2019 Aug;98(35):e16877

– Everett E, Mathioudakis N – Update on management of diabetic foot ulcers. Ann N Y Acad Sci. 2018 Jan;1411(1):153-165

– Bolton L – Managing Patients With Diabetic Foot Ulcers. Wounds 2018 Dec;30(12):380-381

** Il dr. Matteo Monami è responsabile dell’Unità Piede Diabetico dell’ Ospedale Careggi a Firenze. Questa Unità afferisce al Dipartimento Medico-Geriatrico e gestisce i percorsi di diagnosi e cura del piede diabetico e delle sue complicanze in ottica multidisciplinare e di rete che comprende le strutture di secondo livello AOUC, lo specialista territoriale e il MMG del paziente, con le seguenti funzioni:
– migliorare il percorso diagnostico terapeutico assistenziale del paziente con piede diabetico in tutte le sue fasi, dalla presa in carico alla riabilitazione e al follow up;
– promuovere l’integrazione di tutti professionisti chiamati a operare nei PDTA del piede diabetico;
– erogare prestazioni di elevata complessità per i pazienti dell’Area Vasta.

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