Rischio di disfunzione erettile per due persone con diabete

Tre milioni e mezzo di italiani, il 6%, hanno il diabete e spesso non lo sanno; nel mondo sono 117 milioni ed entro 15 anni rischiano di raddoppiare non solo per effetto dell’aumento della popolazione e del suo invecchiamento ma soprattutto per l’alimentazione sbagliata, la sedentarietà, l’obesità. Una vera epidemia del 3° millennio.

Durante il 23° congresso nazionale della Sia (Società Italiana di Diabetologia) che si è tenuto nei giorni scorsi a Padova, è stato affrontato, tra gli altri, il tema della disfunzione erettile, una delle più frequenti comorbidità del diabete che costituisce un rischio per due malati su tre.

Uno studio italiano dimostra che questa patologia se diagnosticata tempestivamente nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare potrebbe prevenire eventi maggiori; dimostra anche che curando questo tipo di pazienti con i PDE-5 inibitori (la classe di farmaci prescritti per trattare la disfunzione erettile) associati alle statine è diminuita l’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori.

L’urologo e andrologo della Clinica Urologia di Genova, professor Aldo Franco De Rose, spiega che «Il medico può adattare la terapia alle esigenze del singolo paziente grazie alla vasta gamma di farmaci che possono avere una durata d’azione da breve fino a 36 ore. Per PDE-5 inibitori è prevista l’assunzione al bisogno, prima quindi del rapporto sessuale, ma recentemente per il tadalafil è stato approvato uno schema di somministrazione giornaliera con dosaggio più basso, a seconda delle necessità del paziente e delle indicazioni del medico».

 

Fonte: 11 giugno 2010, agi.it

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