Diabete e prurito cutaneo: perché è così frequente

Diabete e prurito cutaneo: perché è così frequente

Prurito: le persone con diabete hanno una diminuita secrezione sebacea e sudoripara con conseguente elevata secchezza della pelle (xerosi) che può facilmente generare prurito; i medici lo chiamano prurito sine materia perché si ha sensazione di prurito, talvolta anche molto insistente, spesso diffusa ma non sempre a cui non corrispondono manifestazioni cutanee significative eccetto le lesioni causate dal grattarsi. Un grattamento prolungato può creare microabrasioni che favoriscono l’ingresso di batteri e funghi e l’instaurarsi di infezioni.

Il prurito può manifestarsi in modo particolarmente intenso nelle persone anziane (xerosi senile): la cute in questo caso fa già fatica a trattenere l’acqua al suo interno e il diabete aumenta questa difficoltà.

 

I disturbi cutanei e il diabete

I disturbi cutanei, spesso trascurati e di frequente sottodiagnosticati nei pazienti con diabete, rappresentano comuni complicanze della malattia e comprendono un ampio numero di manifestazioni cutanee differenti, sia nelle persone con diabete di tipo 1 che diabete di tipo 2: pelle secca (xerosi), prurito, desquamazione (“pelle a squame di pesce”), infezioni cutanee che possono portare a complicazioni maggiori e la cui intensità è sempre associata alle variazioni dell’iperglicemia (secondo alcuni autori soprattutto rispetto ai valori post-prandiali) oltre che dal clima e dalla temperatura dell’ambiente circostante.

Sia la neuropatia diabetica che l’angiopatia diabetica possono alterare la cute, favorendo varie manifestazioni cutanee, alcune con prurito altre senza, ma anche infezioni batteriche e fungine, che sono più frequenti nelle persone con diabete rispetto alle persone che non ne soffrono (→ Il diabete mellito aumenta il rischio di infezioni).

 

Perché si ha prurito?

Il prurito (itch o pruritus in inglese) può manifestarsi con grande frequenza nelle persone con diabete, talvolta può addirittura esserne un segno premonitore quando ancora non sia stato diagnosticato. Utile quindi, se si ha un prurito apparentemente inspiegabile e duraturo, fare una visita dal medico e richiedere un esame della glicemia o ancora meglio dell’emoglobina glicata (parametro che misura l’andamento della glicemia negli ultimi 3-4 mesi). Una diagnosi precoce consente sempre un miglior controllo e un miglior investimento in salute e benessere futuri.

Perché si ha prurito? Perché le persone con diabete hanno una diminuita secrezione sebacea e sudoripara e una ridotta idratazione dello strato corneo con conseguente elevata secchezza della pelle (xerosi) che può facilmente generare il fastidioso prurito che a sua volta genera grattamento e microabrasioni.

La xerosi, ovvero la pelle molto secca, ruvida, che si desquama e fissura facilmente è una manifestazione cutanea molto comune nei pazienti con diabete, è stato calcolato che ne soffrano almeno il 40-50% dei pazienti. Come detto spesso si manifesta nel contesto di complicanze microvascolari (danni ai piccoli vasi dei tessuti periferici). Particolare attenzione va posta all’igiene e alla cura quotidiana dei piedi utile per prevenire il piede diabetico, una complicanza grave del diabete (a questo proposito, ogni piccolo segno di lesione o anche un callo va fatto vedere a un podologo, senza aspettare o trascurarsi.

Il prurito può manifestarsi in modo particolarmente intenso nelle persone anziane (xerosi senile): la cute in questo caso fa già fatica a trattenere l’acqua al suo interno (disidratazione dovuta all’età) e il diabete aumenta questa difficoltà.

I fumatori con diabete sono più predisposti a sviluppare prurito rispetto ai non-fumatori con diabete. Il prurito può essere un marker di polineuropatia. Alcuni studi hanno evidenziato che si presenta nei pazienti che non hanno il riflesso del tendine di Achille o in pazienti con intorpidimento delle piante e/o dei palmi dei piedi (o delle mani).

 

Le zone di maggior prurito

Il prurito nella persona con diabete può manifestarsi in modo diffuso ma più spesso si manifesta soprattutto in alcune zone, anche senza lesioni cutanee visibili: orecchio (condotto uditivo), palmo delle mani, regione ano-genitale, gambe e pianta dei piedi.

Il prolungato e ripetuto grattamento determina frequentemente la comparsa di abrasioni e desquamazione cutanea. Ne consegue un ispessimento superficiale cutaneo (lichenificazione) che contribuisce ad alimentare la sensazione di prurito, creando un circolo vizioso.

Il coinvolgimento di aree genitali o nelle pieghe cutanee spesso soggette a sfregamento rappresenta un terreno fertile per l’instaurarsi di infezioni come la candidiasi che andrà trattata con terapia antifungina, sotto consiglio del proprio medico.

 

diabete: principali zone di prurito

 

 

Il prurito è correlato con la gravità del diabete

Più il diabete è ben controllato è minore è l’incidenza e l’intensità del prurito.
Per prevenire fissurazioni e abrasioni cutanee (porta d’ingresso di batteri e funghi) è bene mantenere sempre la pelle morbida e ben idratata. La cura prevede l’uso di creme dermocosmetiche emollienti e di antistaminici da utilizzare nella zona del disturbo, previo consiglio del proprio medico curante. Per le zone più ampie esistono in commercio confezioni “formato famiglia” che sono anche convenienti.

 

Guarda anche → 10 Semplici regole pratiche per prevenire e lenire il prurito »

 

Fonti

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– Savin JA – Diseases of the skin. The management of pruritus. Br Med J 1973 Dec 29;4(5895):779-80

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