Diabete e gambe gonfie - Insufficienza venosa cronica (IVC): che cos’è?

Insufficienza venosa cronica (IVC): che cos’è?

Con la consulenza del dr. Matteo Monami**, Direttore Unità Piede Diabetico, Ospedale Careggi, Firenze

 

Gambe stanche e pesanti? Caviglie gonfie e doloranti? Strani formicolii? Varici e capillari in evidenza? Il diabete, così come sovrappeso e obesità possono favorire tutte queste condizioni, che si accentuano con il caldo e l’estate.

 

Le nostre vene: lo sai a cosa servono?

Le vene riportano il sangue che ha attraversato i tessuti ed è privo di ossigeno verso il cuore. Sono canali più o meno ampi e lunghi, dalla parete molto sottile. Le vene devono contrastare la forza di gravità, aiutate dai muscoli delle gambe che, contraendosi,  esercitano una compressione sulle pareti venose forzando il sangue a salire verso l’alto. All’interno delle vene, speciali valvole impediscono al sangue di tornare indietro.

 

Che cos’è l’insufficienza venosa cronica (IVC)

L’insufficienza venosa cronica è il disturbo venoso più diffuso nella popolazione generale, con un’incidenza del 15-50% in base alla fonte di riferimento: più frequente nelle donne (circa il 40-54%) in particolare del Sud rispetto agli uomini (25-31%). Quasi il 50% delle persone presenta varici, in alcuni casi con dolore. L’IVC è un disturbo progressivo che colpisce il sistema venoso profondo e superficiale delle gambe. Nell’insufficienza venosa profonda, il ritorno venoso è inadeguato, per inefficienza delle valvole, e il sangue tende a ristagnare nelle vene delle gambe, dando luogo a gonfiorepesantezza, formicolii, edema delle caviglie e altri sintomi (vedi dopo).

 

Quali sono le principali cause di insufficienza venosa cronica (IVC)?

L’insufficienza venosa cronica può essere organica quando è causata da un’alterazione delle vene o funzionale quando la causa è un’iperattività delle vene stesse.

L’insufficienza venosa cronica organica può derivare da una dilatazione delle pareti delle vene (varici) che a sua volta può riconoscere diverse cause: gravidanza, sovrappeso/obesità, ritenzione idrica e altre ancora.
L’insufficienza venosa cronica funzionale è invece causata da un sovraccarico di lavoro delle vene che può derivare da posture errate, scarso movimento degli arti inferiori o – anche – alterazioni della pompa muscolare.
L’eccesso di peso rappresenta un importante fattore di rischio per l’insorgere e lo sviluppo di insufficienza venosa cronica degli arti inferiori. Le persone con obesità tendono a fare poco movimento, e il loro sangue viene pompato molto più lentamente a causa del gran numero di cellule adipose presenti in parti del corpo interessate dal flusso del sangue diretto verso gli arti inferiori che fa più fatica a risalire.

 

Quando le vene perdono elasticità le valvole iniziano a non funzionare più correttamente

vena safena - diabete e gambe gonfieL’inefficienza delle valvole (incontinenza venosa) si verifica più comunemente nella vena safena, una delle vene più grandi, nella quale confluiscono molte vene superficiali. Queste ultime possono dilatarsi e infiammarsi e diventare facilmente visibili attraverso la cute: ecco le cosiddette vene varicose (varici) che assumono un aspetto bluastro e tortuoso, di consistenza molle.

 

La vena safena decorre dall’inguine lungo tutta la gamba e le valvole difettose si trovano solitamente nella parte alta, verso l’estremità superiore del vaso.

 

 

 

I sintomi di IVG si manifestano più facilmente d’estate e con il caldo

I sintomi di insufficienza venosa cronica si manifestano soprattutto alle gambe: possono comparire gonfiore diffuso (edema)pesantezza degli arti, formicoliiprurito e anche dolore e crampi soprattutto notturni. Sulla superficie delle gambe compaiono: alterazioni della cutevene varicose e capillari in evidenza. 

Il sintomo principale, soprattutto d’estate è l’edema, cioè il gonfiore alle gambe, che aumenta durante la giornata e provoca pesantezza, dovuto al ristagno di sangue per un’anomala ritenzione di liquidi, perché il drenaggio degli arti inferiori è rallentato proprio per il caldo e la temperatura esterna. A ciò aggiungiamo che molti pazienti debbono portare le calze elastiche per favorire il ritorno venoso al cuore e, come purtroppo capita sempre con il caldo, dismettono le calze.

 

Qualche consiglio per contrastare le gambe gonfie 

Al di là dell’importanza di portare le calze elastiche, pur essendo assolutamente comprensibile che le persone d’estate non le mettano, ci sono tutta una serie di suggerimenti che si possono dare ai pazienti, per avere sollievo nelle giornate più torride.

Il movimento, primo fra tutti. È assolutamente consigliato, a tutte le età; bisogna evitare stazioni erette prolungate ma anche stare seduti troppo a lungo: quindi alzarsi spesso e muoversi molto frequentemente, anche con piccoli stacchi.
L’attività fisica è assolutamente consigliata, dalla camminata al nuoto, che è lo sport ideale per chi soffre di insufficienza venosa cronica. Vale sempre il consiglio di mettere dei cuscini ai piedi del letto, sotto il materasso così da alzarlo, per favorire,  durante le ore di riposo, un miglior drenaggio dei liquidi dalle gambe verso il cuore.

Ottimo anche fare abitualmente delle spugnature, idromassaggi e/o massaggi più casalinghi con il doccino della doccia con movimenti dolci sempre nella direzione dal piede al ginocchio (per facilitare il ritorno venoso ovvero la risalita del sangue verso il cuore): sono sempre molto piacevoli e benefici.

Un miglior ritorno venoso passa anche dalla tavola. Un vero must è un’alimentazione ricca di sostanze antiossidanti.
Localmente, sulle gambe, si può applicare una crema a base di ippocastano, vite rossa o estratti di cedro (chiedere consiglio al Farmacista).

Al proprio medico curante o allo specialista si potrà chiedere un consiglio per un eventuale farmaco vasoprotettore del microcircolo a base di flavonoidi, per favorire un miglior drenaggio e contrastare l’insufficienza venosa cronica durante l’estate.

 

Un’altra domanda frequente: quali tacchi in caso di IVG?
Come sempre, il giusto sta sempre nel mezzo: né scarpa troppo bassa né tacco 12: l’ideale è sui 4-5 centimetri, ricordando che spesso il gonfiore deriva da un’alterata deambulazione.

 

 

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** Il dr. Matteo Monami è responsabile dell’Unità Piede Diabetico dell’ Ospedale Careggi a Firenze. Questa Unità afferisce al Dipartimento Medico-Geriatrico e gestisce i percorsi di diagnosi e cura del piede diabetico e delle sue complicanze in ottica multidisciplinare e di rete che comprende le strutture di secondo livello AOUC, lo specialista territoriale e il MMG del paziente, con le seguenti funzioni:
– migliorare il percorso diagnostico terapeutico assistenziale del paziente con piede diabetico in tutte le sue fasi, dalla presa in carico alla riabilitazione e al follow up;
– promuovere l’integrazione di tutti professionisti chiamati a operare nei PDTA del piede diabetico;
– erogare prestazioni di elevata complessità per i pazienti dell’Area Vasta.

 

 

 

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